Cronaca - 24 luglio 2026, 12:50

Coca firmata "Gucci" tra Milano e il Piemonte: stroncata la centrale dello spaccio. I nomi dei coinvolti e i dettagli dell'operazione condotta dalla Mobile di Cuneo [VIDEO]

Soddisfatto il procuratore di Asti Mazzeo il quale ha evidenziato l'apporto delle segnalazioni da parte dei cittadini di Bra: "Abbiamo raggiunto, anche grazie a loro, un risultato importante"

Coca firmata "Gucci" tra Milano e il Piemonte: stroncata la centrale  dello spaccio. I nomi  dei coinvolti e i dettagli dell'operazione condotta dalla Mobile di Cuneo [VIDEO]

L'indagine della Procura di Asti e della Squadra Mobile di Cuneo "Up & Down" è durata mesi, un'indagine certosina effettuata con i classici medici di chi la droga sa come scovarla e sa come assicurare alla giustizia presunti pusher e membri di una rete di spaccio che, per non farsi beccare, aveva attutato accortezze e accorgimenti non facili da scoprire.

Tutto girava intorno allo stabile, ubicato nel centro di Bra, dove clienti e spacciatori si riunivano per cedere e prelevare lo stupefacente, principalmente cocaina. E proprio quel "sali e scendi" è stato fatale per i tre soggetti finiti nel mirino dell'indagine di Polizia e Procura di Asti.

Il posto infatti, era noto con l’appellativo “i sali”, perché per arrivarci bisognava fare su e giù per le scale dell'immobile. 

La droga veniva prelevata a Milano, ma non solo, e portata in Piemonte con auto dove i sedili erano stati abilmente attrezzati per contenerla senza metterla in mostra, anzi tenerla il più occultata possibile. Quella che proveniva dalla Lombardia aveva un marchio ben visibile e riconoscibile: Gucci, come la nota griffe della storica casa di moda.  

I dettagli dell'operazione sono stati esposti stamani in conferenza stampa dal Procuratore di Asti Biagio Mazzeo, dal Questore di Cuneo Rosanna Minucci, dal neo capo della Squadra Mobile cuneese il dirigente Francesco Pirondini, dall'ispettore superiore, Mariella Faraco, vice capo Mobile Cuneo, dall' Ispettore Marco Ajera, responsabile della sezione antidroga della Questura di Cuneo.


In carcere sono finiti Albert Biba, 47 anni, residente a Cuneo, e Arsildo Dedaj, 25 anni, mentre Luan Dedaj, 53 anni, è stato sottoposto all'obbligo di firma dalla polizia giudiziria. Quest'ultimi due indagati sono legati da una stretta parentela: sono padre e figlio. Biba invece, era già noto alle forze dell'ordine in quanto nel 2019 era stato coinvolto in precedenti simili. Una quarta persona, una donna, fidanzata di uno degli indagati, è stata denunciata a piede libero.

Per mesi i presunti spacciatori e gestori di una vera e propria "centrale dello spaccio" hanno rifornito il mercato della droga di Bra e dintorni. Ad ogni ora del giorno e della notte. I cittadini della zona stanchi di questo degrado sociale e umano hanno collaborato con le forze dell'ordine e la magistratura. Un dato che non è passato inosservato dagli organi inquirenti e apprezzato dal Procuratore Mazzeo.

"Quello che voglio sottolineare, ha dichiarato Mazzeo ai nostri microfoni, è l'importanza delle segnalazioni e delle denunce dei cittadini, perché magari non si ha la percezione immediata del risultato di queste. Richieste di intervento alla polizia, ma la polizia le vaglia tutte, le analizza, le riferisce all'autorità giudiziaria e spesso da queste segnalazioni possono scaturire risultati molto importanti, come in questo caso".

Ritornando ai dettagli dell'inchiesta "Up & Down", come sottolineato in conferenza stampa dal Procuratore Mazzeo, i presunti spacciatori non erano degli sprovveduti. Sapevano come agire e come rimanere "appetibili" sul mercato. In una settimana di monitoraggio da parte della Polizia, ad esempio, sono state documentate ben 300 cessioni di stupefacente. Questo perchè chi smerciava la coca sulle piazze sapeva non solo come farlo, ma anche quanto venderla. 

"La sostanza stupefacente negli ultimi anni tende ad essere più conveniente, ha spiegato il Procuratore Mazzeo, ad avere prezzi più abbordabili e questo purtroppo tende a sua volta ad allargare la platea degli acquirenti e quindi dei consumatori". 

Angela Panzera

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