“Datemi una leva e vi solleverò il mondo”. Diceva Archimede di Siracusa.
“Datemi un sindaco disponibile a candidarsi sotto i nostri vessilli alla presidenza e vi terremoterò il centrodestra in Provincia”.
Così va ripetendo Beppe Lauria, sempre più galvanizzato dai sondaggi che indicano Futuro Nazionale in sorpasso sulla Lega e ormai ad un’incollatura da Forza Italia.
Lauria vuole guadagnarsi medaglie di fronte all’ex generale Roberto Vannacci per una candidatura parlamentare in buona posizione e per farlo si mette l’elmetto, indossa la mimetica del genio guastatori e parte all’assalto della Provincia, ente che ad ottobre andrà ad elezioni per il rinnovo della presidenza e del consiglio provinciale.
Un’impresa titanica, che lui dannunzianamente sogna come la sua Fiume.
Infatti, se già è difficile mettere insieme una lista per il consiglio, figuriamoci trovare un sindaco – per la presidenza deve necessariamente essere un primo cittadino secondo i dettami della legge Delrio - disposto ad immolarsi contro l’uscente Luca Robaldo.
Ma Lauria non demorde e, come l’arcangelo Michele nel poema dell’Ariosto, cerca di gettare la discordia nel campo di Agramante.
Non più solo razzie di iscritti a danno di Lega e Fratelli d’Italia, ora le incursioni si spingono fin tra le fila del Patto Civico, nella giurisdizione del gran visir monregalese Robaldo.
Il consigliere comunale di Cuneo, oggi plenipotenziario in Granda del generale del mondo al contrario, ha offerto la candidatura alla presidenza della Provincia al sindaco di Garessio, Luciano Sciandra, in passato sindaco di Priola per tre mandati consecutivi.
Sciandra è amministratore considerato se non organico almeno contiguo al Patto, prova ne sia il fatto che era salito sul palco della convention pattista cuneese di fine marzo, facendosi latore delle istanze dei piccoli comuni.
Non sappiamo quale sia stata la sua risposta al tentativo di seduzione.
La possiamo immaginare, ma non è questo il problema.
Tanto ci basta per registrare che la notizia ha creato più d’una preoccupazione tra i partiti di centrodestra.
Gli attacchi dei “futuristi” si stanno facendo martellanti mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega ancora cincischiano su lista unitaria sì, lista unitaria no e sulla scelta degli uomini da mandare in sala Giolitti.
Il sistema del voto ponderato rende l’operazione del colonnello cuneese di Vannacci ai limiti dell’impossibile, ma al grido di “inciucio, inciucio!!!” c’è da scommetterci che farà di tutto per portare l’assalto al Palazzo di corso Nizza.
Che poi ci riesca è altro paio di maniche.
Il “caso Sciandra” suona comunque un campanello d’allarme e agita le acque in un centrodestra che appare tutt’altro che compatto quando mancano poco più di un paio di mesi alla presentazione delle candidature per le elezioni provinciali di metà ottobre.





