Prosegue a Rittana la mostra "Omaggio ad Antonio Carena (1925-2010). Il ritmo vitale delle 'nuvolazioni'", dedicata a uno dei protagonisti dell'arte contemporanea italiana del secondo Novecento. Sabato 1° agosto, alle 16, il Centro Incontri ospiterà una visita guidata speciale condotta da Enrico Perotto, direttore del Mudri (Museo Diffuso di Rittana), e da Nicolò Balocco, curatore della Casa Museo Antonio Carena di Rivoli.
L'iniziativa è promossa dal Comune di Rittana, dalla Casa Museo Antonio Carena, dal Mudri e dall'associazione L'era granda. All'incontro prenderanno parte anche amici e conoscenti dell'artista, che condivideranno ricordi e testimonianze personali, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sulla figura umana e artistica di Carena, nel segno di quell'ironia che il pittore considerava uno strumento per "disimmagonarsi" dalla quotidianità.
Nel corso del pomeriggio sarà inoltre possibile visitare il Centro Civico e Culturale di Rittana, con le sue esposizioni permanenti e la mostra temporanea dedicata all'artista Nicola Bolla.
Nato a Rivoli nel 1925 e scomparso nel 2010, Antonio Carena è stato tra i primi interpreti dell'arte informale in Italia. Formatosi all'Accademia Albertina di Torino con Enrico Paulucci e Mario Davico, ha esposto fin dagli anni Cinquanta in importanti sedi nazionali e internazionali, partecipando anche alla Biennale di Venezia. La sua ricerca artistica ha attraversato diverse fasi, dalle celebri Grate nere ai Cieli, fino alle Levitazioni, ai Cartelli e alle Scritte, sempre caratterizzata da una profonda riflessione sul rapporto tra luce, spazio e percezione.
Accanto all'attività espositiva, Carena ha ricoperto un ruolo di primo piano anche nell'insegnamento: è stato docente al Liceo Artistico Cottini di Torino e, dal 1993, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Cuneo. Numerosi i suoi interventi in spazi pubblici e privati, dal Castello di Rivoli a edifici in Italia e all'estero.
La mostra "Omaggio ad Antonio Carena. Il ritmo vitale delle 'nuvolazioni'" resterà aperta fino al 24 ottobre 2026 e sarà visitabile il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 15.30 alle 19.





