"Dietro gli attacchi in Val di Susa c'è stata una regia eversiva ben precisa, riconducibile al centro sociale Askatasuna, per anni protetto da una benevola tolleranza politica e finalmente sgomberato grazie all'azione di questo Governo".
Così il senatore piemontese della Lega, Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attività produttive, intervenendo nell'aula del Senato.
"I numeri del bilancio parlano chiaro e sono inaccettabili: 124 agenti feriti, 4 mezzi dati alle fiamme e oltre un milione di euro di danni a un'opera strategica fondamentale per il Paese. Altro che pacifisti: parliamo di criminali e delinquenti che si autodefiniscono black bloc. La nostra totale e incondizionata solidarietà va agli uomini e alle donne delle Forze dell'Ordine che hanno preso pietre addosso per difendere un'infrastruttura fondamentale, così come agli amministratori, ai lavoratori e agli imprenditori della vera Val di Susa.
Mentre ieri la premier Meloni e il ministro Piantedosi sono andati sul posto a mostrare la presenza delle istituzioni, dalle opposizioni si continua soltanto a balbettare", spiega Bergesio.
"A fronte di questo attacco allo Stato, la sinistra mostra spaccature e vergognose divisioni, dimostrandosi incapace persino di dissociarsi apertamente e di votare una condanna unanime dei disordini a Torino e in Consiglio Regionale. La Lega e il Governo rispondono invece con la concretezza: oltre 50 milioni di euro con il Decreto Infrastrutture per 11 comuni della valle e con le nostre proposte di legge, a partire dal riconoscimento del reato di terrorismo di piazza e dall'introduzione di una cauzione per chi organizza i cortei.
Affiancare la responsabilità patrimoniale a quella penale è fondamentale: chi distrugge deve risarcire lo Stato, le imprese e i cittadini fino all'ultimo centesimo, senza che i costi gravino sui contribuenti. Lo Stato c'è e non arretrerà di un millimetro", conclude il senatore.





