Economia - 28 luglio 2026, 07:00

La Strada Romantica delle Langhe e del Roero: borghi, castelli e panorami da scoprire in auto

C’è un filo che cuce insieme le colline del Piemonte meridionale, e non è fatto di asfalto ma di storie

C’è un filo che cuce insieme le colline del Piemonte meridionale, e non è fatto di asfalto ma di storie. La Strada Romantica delle Langhe e del Roero è un itinerario di circa centotrenta chilometri che serpeggia tra vigneti ordinati come spartiti musicali, borghi arroccati, castelli medievali e terrazze naturali da cui, nelle giornate limpide, si vede l’arco alpino intero. Undici tappe ufficiali, decine di deviazioni possibili, e un’unica regola non scritta : nessuna fretta.

Il percorso attraversa un territorio che l’UNESCO ha riconosciuto patrimonio dell’umanità per i suoi paesaggi vitivinicoli, eppure resta sorprendentemente lontano dal turismo di massa. Qui il viaggio conta quanto la destinazione, e ogni curva apre una prospettiva nuova su noccioleti, filari e campanili. Il tracciato, nato per unire idealmente i comuni delle due sponde del Tanaro, si percorre in qualunque stagione : ogni periodo dell’anno cambia i colori delle colline e, con essi, il carattere stesso del viaggio.

La natura stessa del tracciato lo suggerisce. I borghi della Strada Romantica distano tra loro pochi chilometri, ma sono sparsi su crinali diversi, e i collegamenti pubblici tra un paese e l’altro sono rari, quando non del tutto assenti. Un autobus può portare fino ad Alba o a Bra, certo, però da lì in poi la libertà di fermarsi davanti a una cappella affrescata o a un belvedere improvviso appartiene solo a chi guida.

Chi arriva in Piemonte in treno o in aereo, senza un mezzo proprio, può risolvere la questione con un po’ di pianificazione : basta confrontare le offerte di autonoleggio prima della partenza e scegliere una vettura adatta alle strade collinari, magari compatta e maneggevole per i tornanti più stretti. Piattaforme come Bookingauto permettono di vedere in un colpo solo le proposte di diversi operatori, così la scelta si fa in pochi minuti e il resto del tempo rimane per il viaggio vero.

Un consiglio pratico riguarda il ritmo. Le distanze sono brevi, ma le soste si moltiplicano da sole, e ciò che sulla carta è un’ora di guida diventa facilmente mezza giornata. Meglio prevedere due o tre giorni per l’intero anello, con almeno una notte in un borgo per assaporare anche la sera langarola.

Le tappe che meritano la sosta

Elencare tutte le fermate possibili sarebbe un torto alla natura stessa della strada, che invita a perdersi. Alcuni nomi, però, vale la pena segnarli sul taccuino.

Vezza d’Alba e Magliano Alfieri, il cuore del Roero

Vezza d’Alba apre il tratto roerino con i suoi sentieri tra le rocche, quelle spettacolari voragini di tufo che frantumano le colline come onde pietrificate. Il paese è piccolo, il santuario della Madonna dei Boschi custodisce affreschi quattrocenteschi, e i produttori di Arneis aprono volentieri le cantine a chi bussa con curiosità.

Pochi chilometri più in là, Magliano Alfieri sorprende con il suo castello barocco che domina la valle del Tanaro. All’interno si trova un museo insolito, dedicato ai soffitti in gesso decorato delle case contadine - un’arte povera e raffinata insieme, che racconta il territorio meglio di molti libri.

Neive e Treiso, i salotti del Barbaresco

Neive figura tra i borghi più belli d’Italia, e la ragione si capisce appena varcata la porta medievale : vicoli in ciottolato che salgono a spirale, palazzi nobiliari color pastello, botteghe dove il Barbaresco si vende accanto alle nocciole tostate. Al tramonto, quando i muri si accendono di ocra, il paese sembra posare per un ritratto.

Treiso è più raccolto ma regala uno dei colpi d’occhio più drammatici della zona : le Rocche dei Sette Fratelli, un anfiteatro di calanchi legato a un’antica leggenda di empietà punita. La terrazza panoramica del paese, nelle giornate terse, inquadra il Monviso come in una cartolina.

Benevello, Sinio e l’Alta Langa

Superata l’area dei grandi vini, la strada sale verso l’Alta Langa e il paesaggio cambia registro. Benevello, a quasi seicento metri, è un balcone naturale sulle valli sottostanti, mentre Sinio conserva un castello trecentesco e un impianto medievale a ricetto quasi intatto. Qui i vigneti lasciano spazio ai noccioleti, e l’aria si fa più fresca anche in piena estate.

Murazzano e Camerana, il gran finale silenzioso

Murazzano è la patria dell’omonimo formaggio DOP, un tesoro caseario che da solo giustifica la deviazione. La torre medievale alta trentatré metri, superstite dell’antico castello, si può salire nei weekend e ripaga lo sforzo con una vista circolare sull’intera Alta Langa. Camerana, ultima tappa verso il confine ligure, chiude l’itinerario con la sua torre solitaria su un colle e un silenzio che, dopo tanti panorami, suona quasi solenne.

Castelli, torri e pietre che raccontano

La Strada Romantica è anche un manuale di storia a cielo aperto. Ogni crinale strategico ha la sua fortificazione, ogni borgo la sua chiesa affrescata, e chi ama l’architettura trova materiale per giorni interi. Tra le presenze più significative :

  • Il castello di Magliano Alfieri - barocco, imponente, con il museo dei gessi e le sale affrescate aperte alle visite.
  • Il castello di Sinio - trecentesco, oggi trasformato in dimora storica ma ancora leggibile nella sua struttura difensiva.
  • La torre di Murazzano - vedetta medievale perfettamente conservata, simbolo dell’Alta Langa.
  • Le cappelle campestri - piccoli edifici votivi sparsi tra i vigneti, spesso decorati da affreschi popolari di grande fascino.
  • I centri storici a ricetto - impianti urbani medievali pensati per proteggere raccolti e abitanti, riconoscibili nelle vie concentriche di molti paesi.

Il tono giusto per visitarli non è quello della caccia al monumento, ma della scoperta lenta. Molti edifici si aprono solo in determinati orari o su prenotazione, e proprio questa discrezione li ha salvati dalla museificazione : dentro ci si sente ospiti, non clienti.

I punti panoramici da non perdere

Se le Langhe fossero un teatro, i belvedere sarebbero i palchi d’onore. Alcuni sono segnalati, altri si scoprono per caso fermandosi in una piazzola, tutti regalano quel senso di vastità ordinata che ha convinto l’UNESCO a proteggere queste colline. Ecco dove fermarsi con la macchina fotografica :

  • La terrazza di Treiso - vista sulle Rocche dei Sette Fratelli e, all’orizzonte, sul Monviso.
  • Il belvedere di Benevello - l’Alta Langa che digrada verso la pianura, con le Alpi a fare da quinta nelle giornate limpide.
  • La torre di Murazzano - panorama a trecentosessanta gradi, dal mare di colline fino alle vette innevate.
  • I crinali tra Neive e Treiso - il paesaggio-simbolo del Barbaresco, con i filari che disegnano geometrie perfette.
  • Le rocche del Roero - scorci selvaggi e verticali, sorprendenti in un territorio altrimenti addomesticato dalla vite.

La luce migliore arriva al mattino presto, quando la nebbia si ritira dalle valli come una marea, oppure nell’ora che precede il tramonto, quando i vigneti si accendono di rame. In autunno, con il foliage delle vigne, l’intera strada diventa una tavolozza che nessuna fotografia restituisce fino in fondo.

Percorrere la Strada Romantica, alla fine, significa concedersi un lusso raro : viaggiare senza l’ossessione della meta. Le distanze brevi, i borghi che si annunciano da lontano con torri e campanili, le soste nelle piole per un piatto di tajarin - tutto invita a rallentare, e chi accetta l’invito scopre che queste colline non si limitano a farsi guardare, si fanno ricordare.

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