Politica - 30 luglio 2026, 06:08

Con Simone Mauro (Lega) alla direzione di Cogesi, l’acqua pubblica della Granda si tinge di rosso-verde

I posti di comando nei consorzi e nelle società che si occupano del sistema idrico integrato sono pressochè tutti in capo a personalità di area Pd e Lega.

Simone Mauro

Simone Mauro

Mentre Simone Mauro, “tecnico di lusso” di area Lega” – come qualcuno l’ha definito – si appresta ad assumere (dopo regolare concorso) la direzione di Cogesi, il gestore unico del servizio idrico integrato del Cuneese, sul piano politico si conferma e si rafforza l’asse Pd-Lega per il governo dell’acqua pubblica. 

Dopo aver presieduto Alpi Acque, la società a capitale misto che per anni ha gestito gli acquedotti e annessi servizi idrici del Fossanese, Saluzzese e Saviglianese, e gestito il non facile passaggio a Cogesi, Mauro andrà a guidare tecnicamente una realtà strategica sotto molteplici aspetti.

Dicono che il suo sia un curriculum a prova di bomba, per cui le competenze non sono in discussione. 

In aggiunta, l’uomo che in precedenza aveva guidato Amos, la società di servizi in ambito sanitario, gode dell’appoggio incondizionato del senatore leghista Giorgio Maria Bergesio.

(Giorgio Maria Bergesio)

Dopo l’assestamento economico – ricordiamo che nel mondo acqua erano (e sono in ballo) decine di milioni di euro – si va perfezionando la cabina di comando anche sotto il profilo tecnico e politico, trattandosi di una realtà passata interamente sotto il controllo pubblico.

Un anno fa, proprio in questi giorni, si andava definendo sotto traccia un singolare e inedito patto tra il Pd e la Lega, ma più corretto è dire tra il senatore Bergesio, segretario provinciale della Lega e il consigliere regionale Mauro Calderoni, ex sindaco di Saluzzo e già segretario provinciale Pd. 

(Mauro Calderoni)

La guida del Cogesi, dopo alcune fibrillazioni, – come noto – è rimasta in capo all’avvocato braidese Emanuele “Momo” Di Caro, già segretario provinciale Pd prima di Flavio Manavella e Mauro Calderoni.

(Emanuele “Momo” Di Caro)

L’Acda, l’azienda cuneese dell’acqua che di Cogesi è il braccio operativo e si occupa di oltre 100 Comuni della Granda, continua ad essere presieduta dal veterano Livio Quaranta, già presidente della Comunità montana Valle Stura, colui che viene considerato (non a torto) il più longevo “signore delle acque”.

(Livio Quaranta)

Alla pattuglia va aggiunto l’albese Gianni Arbocco, anch’egli dirigente provinciale di tutte le sigle, Pci, Pds, Ds, che hanno preceduto la nascita del Partito Democratico, già assessore nella capitale delle Langhe negli anni ’90 ai tempi del sindaco Enzo Demaria, che guida “Sisi”, società intercomunale dei servizi idrici, realtà cardine nella tradizione consortile albese e braidese.

(Gianni Arbocco)

L’intera partita dell’acqua è stata giocata in gran segreto da due personaggi pragmatici quali sono Bergesio e Calderoni, un’operazione che faceva politicamente comodo (per ragioni diverse) ad entrambi.

Alla Lega perché, stretta tra Patto Civico, Forza Italia e Fratelli d’Italia, si sentiva “figlia di un dio minore”. 

Al Pd per mantenere posizioni consolidate nel tempo e, al contempo, per contenere un Patto Civico arrembante.

Lega e Pd portano a casa un lauto bottino mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia e Patto Civico restano a… bocca asciutta.

Giampaolo Testa

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