Alberto Veglia, classe 2008 di Cherasco, è tra gli indiscussi protagonisti del ciclismo giovanile italiano in questa estate 2026.
Per il portacolori della Pool Cantù GB è stato un luglio veramente glorioso: a inizio mese ha infatti portato a casa la medaglia d’oro europea nell’inseguimento a squadre. Veglia, assieme al quartetto azzurro, ha rappresentato la nazionale italiana alla rassegna continentale di Cottbus (Germania), superando in finale la temibile Svizzera.

(Veglia con il quartetto azzurro agli Europei)
La settimana scorsa, durante i campionati nazionali di San Francesco al Campo (Torino), il giovane cuneese ha calato un incredibile tris conquistando il titolo tricolore juniores nel keirin, nel chilometro da fermo e nel team sprint, a cui si aggiunge un prezioso argento nella velocità.
Quest’anno, oltre agli allori ottenuti su pista, il cheraschese ha anche trionfato su strada, imponendosi al Trofeo Avis Città di Codogno e alla Novara-Suno (entrambi i successi conquistati in volata).
Alberto Veglia ha mosso i primi passi nell’Alba Bra Langhe Roero per poi passare all’Ardens Cycling Team. Da due anni fa parte del team canturino e sogna, un giorno, di passare professionista e, perché no, diventare un esempio per il ciclismo cuneese.

(Veglia in pista)
Alberto, partiamo dai tuoi ultimi risultati. Che emozioni provi ad esserti laureato campione europeo, prima, e italiano poi?
“Sono sicuramente contento, soprattutto per il titolo europeo perché era un mio obiettivo, avevo preparato a lungo l’appuntamento puntandoci molto. I successi al campionato italiano, invece, sono stati più sorprendenti: non mi ero preparato alla perfezione e quindi non me l’aspettavo. Mi sono presentato senza pressioni e le soddisfazioni sono arrivate comunque. Per me è stata un po’ una sorpresa e sono assai orgoglioso dei miei ultimi risultati”.
Oltre alle straordinarie prestazioni su pista, stai dimostrando tutto il tuo talento anche su strada. Come riesci a conciliare due discipline così diverse?
“Non è semplice, gli allenamenti al velodromo con la nazionale sono sempre molto impegnativi e dispendiosi. Assieme al preparatore riusciamo però a creare ottimi programmi di preparazione, alternati a gare in entrambe le discipline: ho un buon equilibrio tra le due specialità. Quando si avvicina un appuntamento importante in pista, come sono stati gli Europei, allora mi concentro prevalentemente su quello. Spesso mi alleno a Montichiari con gli altri azzurri”.
Quale tipologia di corridore ti senti di essere? Quali sono i tuoi punti di forza?
“Su strada probabilmente mi definirei un velocista atipico. Mi piace sprintare ma riesco anche a tenere bene sugli strappi impegnativi. D’altro canto, non amo le salite: non fanno per me perché sono troppo pesante per le lunghe ascese”.
C’è un ciclista a cui ti ispiri particolarmente o a cui cerchi di studiare i movimenti in corsa?
“Uno su tutti è sicuramente Mathieu Van der Poel. Penso che sia un ottimo corridore da cui prendere esempio, in fatto di completezza credo che sia il numero uno. Mi piacerebbe diventare un atleta globale come lui. Sì, è il mio ciclista preferito”.
Quali sono i tuoi prossimi impegni e che obiettivi hai per il finale di stagione?
“Attualmente sono in ritiro al velodromo di Montichiari. Per due settimane sarò qua a preparare i Mondiali in Limburgo, poi il 16 agosto partiremo per il Belgio. Al momento credo che parteciperò solo all’inseguimento a squadre ma non c’è ancora nulla di certo. Punto a essere competitivo con il quartetto con cui andremo a caccia di un buon risultato. Su strada, invece, voglio chiudere bene la stagione, magari con qualche vittoria e un po’ di sostegno ai miei compagni di squadra”.
Infine, qual è il tuo sogno in ambito sportivo?
“Vorrei raggiungere il massimo livello, ovvero il professionismo. Voglio però seguire tutti gli step, avanzare con la calma necessaria senza avere troppa fretta. Mi piacerebbe fare del ciclismo uno stile di vita e quindi, in futuro, un lavoro. Le classiche sono le corse che mi attirano di più. Il mio sogno è vincere un giorno la Milano-Sanremo, sarei veramente orgoglioso e contento di riuscirci”.






