Un vero e proprio ‘comandante’ ma di quelli capaci di ridere e piangere con le persone ai suoi ordini. Così le ‘sorelle’ del Pinerolese ricordano Anna Maria Valsania, ispettrice locale delle Crocerossine, prima a Torre Pellice e poi a Vigone. Ma è ricordata anche come caposala storica dell’Ospedale civile di Pinerolo.
Valsania è morta ieri – martedì 4 agosto – a 73 anni. Viveva a Cavour ma era originaria di Montà, in provincia di Cuneo, dove, venerdì 7 agosto, alle 10, si svolgeranno i funerali nella chiesa parrocchiale di San Rocco.
“Era professionale ma anche qualcosa di più”
“Spesso per esprimere apprezzamento verso il lavoro di un infermiere si dice: ‘È bravo, è stato molto professionale’. Anna Maria era qualcosa di più” rimarca l’amica Maria Rita Cavallo. Caposala storica del reparto di ortopedia, ma anche di medicina e ginecologia, Valsania aveva infatti doti empatiche rare: “Riusciva sempre a relazionarsi con i pazienti e quindi a supportarli e a sostenere il loro morale”. Nemmeno la stanchezza legata all’età la fermava: “Quando si è accorta di essere troppo debole per l’attività in corsia ha organizzato la centrale di sterilizzazione dell’ospedale di Pinerolo a cui ha dato tantissimo”, aggiunge Cavallo.
La donna che fece ‘rinascere’ le Crocerossine
Ma c’è un’esperienza in particolare per cui tante donne le sono grate: “Nel 2003 riuscì a radunare ben 55 persone per formare il corpo delle Crocerossine, infermiere volontarie della Croce rossa italiana, ausiliarie delle forze armate – spiega Cavallo –. Lei era il nostro ‘comandante’ ma ci comandava con dolcezza, rideva con noi e piangeva con noi, quando era il caso”. Non a tutte era ben chiaro dove le avrebbe portate l’impegno preso con Valsania ma in lei riponevano fiducia: “Io lavoravo al 118 quando l’ho conosciuta ma non ho avuto dubbi di imboccare la strada della Crocerossina quando c’è stata l’opportunità” testimonia Marisa Passarella.
Una guida e una fonte d’ispirazione
Trascinatrice e legante tra le infermiere volontarie, le ha dirette in numerose attività nel Pinerolese: “Grazie a lei, abbiamo lavorato sulla strada, per prevenire le tossicodipendenze, abbiamo portato in città e nelle valli la cultura del primo soccorso e creato un ambulatorio per donne maltrattate”. Ed è stata anche fonte d’ispirazione per chi, come Cavallo, che è consigliere comunale, ha imboccato la strada della politica locale: “Con lei ho scoperto le numerose situazioni di disagio e povertà nel Pinerolese e da quell’esperienza ho capito che anche sul nostro territorio la politica sociale dovrebbe essere una priorità”.
L’ispettrice “autorevole a buona”
Il cordoglio per la morte di Valsania tocca Cavour, Pinerolo ma anche Torre Pellice e Vigone, dove è stata ispettrice delle Crocerossine. “Quando nel 2002 l’Ispettorato nazionale delle infermiere volontarie decretò il ritorno delle Crocerossine a Torre Pellice fu affidato a lei il ruolo di ispettrice” ricorda Luca Bandiera, presidente del Comitato locale della Croce rossa italiana che ha condiviso il lutto sui social. “Era un capo autorevole e trainante ma soprattutto buona” aggiunge Sabrina Neirotti, crocerossina a Torre Pellice. E sapeva trasmettere la sua vicinanza anche se tra ‘sorelle’ non ci si dà mai ‘del tu’: “Se oggi a Pinerolo le infermiere volontarie sono tante è proprio grazie a lei” riconosce Neirotti.
Dalle corsie ai teatri di guerra
Ma la sua attività di Crocerossina l’ha portata ad allontanarsi periodicamente dalle ‘sorelle’ pinerolesi. Facendo parte di un corpo ausiliario delle forze armate, Valsania è partita spesso per l’estero, in occasione di guerre o calamità naturali: “Ha visto la guerra in Kosovo, Iraq, Afghanistan. E nel 2010, quando Haiti fu scossa da un catastrofico terremoto, raggiunse l’isola con portaerei Cavour della Marina Militare” racconta Neirotti.
Crocerossina “dalla testa ai piedi”
Negli ultimi anni era stata ispettrice delle crocerossine alla Croce rossa di Vigone Lì aveva ritrovato Michelangelo Grella, presidente del comitato con cui si erano conosciuti già negli anni Ottanta quando lui era nel comitato di gestione dell’ospedale di Pinerolo e lei infermiera: “Già allora mi ero accorto che era una persona che ‘diceva quello che doveva dire’ ma tuttavia rimaneva sempre affabile”. E il destino della Crocerossina era già scritto nei suoi modi: “Sapeva ciò che voleva e come arrivarci e sapeva far rispettare le regole con decisione – assicura Grella –. Era una Crocerossina dalla testa ai piedi!”





