Attualità - 05 agosto 2026, 10:57

Il 5 agosto tra leggenda e storia con il culto della Madonna della Neve

C'è anche Bra con la cappella di Falchetto tra i 152 edifici sacri intitolati alla Madonna della Neve. Suggestive le storie di Bagnolo e del Rocciamelone

Il 5 agosto tra leggenda e storia con il culto della Madonna della Neve

Può nevicare ad agosto? Secondo la leggenda sì. Nel IV secolo, un nobile patrizio romano di nome Giovanni e sua moglie, essendo senza figli, destinarono la loro eredità alla costruzione di una chiesa in onore della Vergine Maria.

Nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 358 d.C., la Madonna apparve in sogno a Giovanni e a papa Liberio, chiedendo loro di edificare una chiesa nel luogo dove sarebbe nevicato quella notte. Nonostante fosse agosto, il mattino successivo, l'Esquilino, uno dei sette colli di Roma, fu trovato ricoperto di neve. Quell'evento passò alla storia come "il miracolo della neve", e nel luogo dove nevicò venne costruita la Basilica di Santa Maria Maggiore, anche conosciuta come la Basilica Liberiana.

La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali maggiori di Roma e la più antica dedicata alla Vergine Maria. Al suo interno riposa il cuore generoso di papa Francesco. Proprio il Pontefice, prima e dopo i suoi viaggi, era solito recarsi nella Basilica di Santa Maria Maggiore per pregare davanti all'immagine della Vergine Salus Populi Romani, salvezza del popolo romano. La Basilica è detta anche "Sancta Maria ad Praesepe", perché conserva alcune assicelle che la tradizione vuole appartenessero alla mangiatoia di Betlemme.

Ogni anno, il 5 agosto, viene celebrata una messa solenne per omaggiare la Vergine Maria, seguita dalla rievocazione del miracolo, ideata nel 1983 dall'architetto Cesare Esposito. Nella piazza antistante la Basilica viene organizzato uno spettacolo meraviglioso di suoni e luci, dopodiché viene riprodotta una nevicata artificiale che richiama quella che si sarebbe verificata nel 358 d.C.

La leggenda della Madonna della Neve e la sua celebrazione il 5 agosto rappresentano un esempio affascinante di come la devozione popolare possa dare origine a tradizioni e culti che perdurano nei secoli. La storia della miracolosa nevicata e la costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore sono testimonianze della fede e della devozione verso la Vergine Maria, un simbolo di speranza e protezione per i fedeli di tutto il mondo.

Il 5 agosto del 1987, papa Giovanni Paolo II visitò, nella festa della dedicazione, la Basilica, «Primo santuario mariano - spiegò - non solo nella città di Roma, ma nel mondo intero» che contiene «Immagini e ricordi dei più significativi misteri della vita della Vergine e della sua presenza attiva ed esemplare nella vita di Cristo e della Chiesa. Luogo privilegiato per le confessioni» da cui partì una speciale preghiera.

«La Vergine, che più di ogni altra creatura ha partecipato, nella fede, al mistero di Cristo, sostenga con la sua intercessione il nostro cammino di fede; conforti chi cerca una fede più vera e profonda; riunisca in un vincolo di fraternità e di intesa i credenti in Cristo e in Dio. A tutti sia modello di totale adesione a Dio lei, la Vergine "beata perché ha creduto", nel cui spirito si riflettono nel modo più profondo e più limpido le grandi opere del Signore».

Il culto della Madonna della Neve in Italia

In Italia si contano oltre 150 edifici sacri tra chiese, santuari, basiliche minori intitolate alla Madonna della Neve. A guidare la classifica il Piemonte con 31, seguita da Lombardia e Campania.

Tra questi c'è anche Bra con la cappella che sorge in frazione Falchetto oppure lo splendido e panoramico Santuario di Madonna della Neve che sorge su un'altura nel comune di Bagnolo Piemonte. All'origine del Santuario è stata tramandata una leggenda locale.

Un cavatore, sorpreso da una nevicata precoce, si era incamminato verso casa quando, giunto al Pian di Lu, fu circondato da un branco di lupi affamati. L'uomo, vedendosi perduto, cadde in ginocchio e invocò la Madonna, dopo un po' si accorse, sorpreso e sollevato, che i lupi erano spariti. Poté così riprendere il sentiero che portava verso casa. In quel luogo venne costruito un pilone votivo che divenne meta di pellegrini, ma anche di contadini della pianura, di pastori, e cavatori che salivano verso Montoso e si fermavano per una preghiera.

Statua della Madonna nel santuario più alto d'Europa

Molto famoso è il Santuario di Nostra Signora del Rocciamelone, situato sulla cima del Monte Rocciamelone nelle Alpi Graie. Si tratta del Santuario più alto d'Europa, che poggia le sue basi su un'altitudine di 3.538 metri.

Il nome di origine celtica deriva da "Roc Maol" dove 'Maol" e significa sommità, nel medioevo infatti, dove le misurazioni altimetriche erano ancora poco diffuse, era considerata la più alta cima delle Alpi per la sua parete rocciosa alta più di 3000 metri e per la sua caratteristica forma conica che svettava più alta di tutte lungo la frequentatissima Via Francigena.

L'iniziativa di costruire un vero e proprio luogo di culto risale al 1358, quando il crociato Bonifacio Rotario fece un voto alla Madonna durante la sua prigionia in Turchia. Fu lo stesso crociato ad aver portato sulla vetta del Monte Rocciamelone un trittico della Vergine. Questo rimase sulla vetta per oltre 300 anni, prima di essere messo in custodia nella cattedrale di Susa.

Durante la sua discesa, il cavaliere fondò il primo rifugio alpino della storia: una struttura non solo di accoglienza, ma anche di culto. All'interno venne poi edificata una cappella. Oggi questo piccolo luogo di incontro è noto con il nome di Rifugio ca' d'Asti.

Nel 1899, su impulso del canonico Antonio Tonda, parroco della cattedrale di Susa, fu costruita un'enorme statua della Madonna là dove una volta era presente il trittico della Vergine. Il progetto fu reso possibile, grazie ad una sottoscrizione nazionale ideata da Giovanni Battista Ghirardi, direttore del giornale per ragazzi "Innocenza": 130mila bambini italiani contribuirono con un'offerta di dieci centesimi, e i loro nomi furono raccolti in un volume conservato nel basamento.

La statua venne modellata dallo scultore torinese Giovanni Antonio Stuardi e fusa in bronzo nello stabilimento Strada di Milano: alta 4 metri e divisa in 8 pezzi per facilitarne il trasporto da parte del 4° Reggimento Alpini, pesa 650 kg.

Ancora oggi domina la Val di Susa dalla cima del Rocciamelone, dove è stata poi posizionata anche una raffigurazione di Vittorio Emanuele II. L'inaugurazione avvenne il 28 agosto con una folla di ben 2000 pellegrini giunti sulla vetta del monte.

Papa Leone XIII benedisse l'opera e scrisse la dedica da porsi su una lastra di bronzo ai piedi della statua: «O Maria, grande Madre di Dio, più candida della neve, guarda con occhio benigno la tua Susa, e proteggi, celeste Patrona, i confini d'Italia».

Oggigiorno sono molti i fedeli che salgono fino in vetta ad ammirare la bellezza della statua della Vergine e partecipare alla Messa celebrata ogni 5 agosto in suo onore.

Il Santuario di Nostra Signora del Rocciamelone rimane un luogo di grande importanza spirituale e storica. Una delle mete più suggestive per chi desidera unire la propria devozione religiosa con l'amore per la montagna e la natura.

Silvia Gullino

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