A Racconigi, l’estate politico-amministrativa si sta rivelando a dir poco rovente, in conseguenza della sospensiva sui sottopassi ferroviario decisa dal Tar.
Ma non c’è solo questo. Ci sono indagini in corso da parte della magistratura e della Corte dei Conti su presunti illeciti amministrativi riguardanti dipendenti comunali.
Le reazioni non si sono fatte attendere e si sono manifestate in tutta evidenza nell’ultima seduta del Consiglio comunale dove, oltre a defezioni da parte idi esponenti della minoranza e abbandoni dell’aula da parte di consiglieri e assessori della maggioranza, il clima si è surriscaldato come non succedeva da tempo.
Per cercare di capirne di più abbiamo interpellato il sindaco Valerio Oderda che dal 2017 guida il Comune della Città del Castello a capo di una lista civica “Officina Racconigi”.
Sindaco Oderda, che sta succedendo nel municipio di Racconigi?
“Una tempesta perfetta. Probabilmente una serie di situazioni hanno contribuito ad inasprire e, soprattutto, a personalizzare un conflitto che in Consiglio comunale non dovrebbe mai assumere questi contorni.
Ritengo però significativo che gli ultimi atti compiuti da tutti i consiglieri comunali, che rappresentano non una parte ma l’intera comunità cittadina, abbiano espresso con chiarezza il rifiuto di questo modo di fare politica”.
E lei, come sindaco, cosa pensa si possa fare per abbassare i toni?
“Faccio mia questa richiesta e mi impegno a fare tutto il possibile affinché si torni a riconoscere la centralità del Consiglio comunale come luogo del confronto democratico: uno spazio che merita rispetto, nel quale le diverse posizioni possono e devono confrontarsi con serietà, senza trasformare l’aula in un tribunale o demandare ad altri enti ciò che la politica ha il dovere di affrontare. Il Consiglio comunale deve tornare a essere il luogo in cui si discutono e si risolvono, con responsabilità e nel rispetto reciproco, i problemi dei cittadini”.
Si è parlato di atti amministrativi che sarebbero sotto la lente della magistratura e della Corte dei Conti. Essendoci indagini in corso, non le chiedo di entrare nello specifico perché so che non può farlo, ma almeno di aiutarci a capire di che cosa si tratta…
“Provo a semplificare. Ci sono nove concittadini che, recentemente, hanno presentato e reiterato una serie di esposti, sostenendo che dal 2010 a oggi – quindi durante le amministrazioni Tosello, Brunetti e l’attuale – vi sia stato un comportamento doloso nell’utilizzo di risorse pubbliche a favore di alcuni dipendenti comunali”.
Qualche elemento in più?
“È un’accusa gravissima che respingo con assoluta fermezza. Possono esserci state valutazioni amministrative o interpretazioni diverse della normativa sul pubblico impiego, ma questo non significa aver agito con dolo o aver sottratto denaro pubblico”.
Si sente dunque di sostenere che tutto si è svolto con regolarità, dal punto di vista amministrativo?
“Mi sento in dovere di difendere l’onorabilità dei dipendenti del Comune di Racconigi, persone che ogni giorno lavorano con merito, disciplina, responsabilità e competenza, ottenendo risultati concreti per la nostra comunità. Mi auguro che questa vicenda si chiuda al più presto, così da poter tutelare nelle sedi opportune la mia persona, chi mi ha preceduto e i dipendenti comunali. Una cosa, però, voglio dirla con chiarezza: noi non abbiamo rubato, non rubiamo e non abbiamo mai amministrato questa città per favorire interessi personali. Né io, né Tosello, né Brunetti abbiamo mai governato Racconigi con questo spirito. La nostra unica responsabilità è stata quella di lavorare per il bene della città. Confido comunque nella giustizia”.
C’è un nesso di relazione tra la vicenda dei sottopassi e queste indagini della magistratura e della Corte dei Conti?
“Nessuna. Il sottopasso non è appaltato dall’amministrazione comunale. Il Comune non contribuisce con risorse proprie e l’opera non interessa fondi di proprietà comunale”.
Se l’aspettava la sospensiva del Tar sui lavori dei sottopassi? Qual è il suo giudizio in merito?
“Francamente non mi aspettavo la sospensiva. Anche perché l’ordinanza, nei suoi contenuti, conferma quanto già evidenziato dalle precedenti pronunce del Tar e del Consiglio di Stato: la correttezza dell’operato di tutti i soggetti coinvolti. Per questo guardo con fiducia al giudizio di merito. Sono convinto che verrà riconosciuta la legittimità del percorso amministrativo seguito e che un’opera attesa da decenni possa finalmente proseguire nell’interesse della città e dei suoi cittadini”.
L’ultima seduta del Consiglio comunale è stata surreale, tra defezioni e abbandoni dell’aula. Perché, come maggioranza, non avete voluto discutere le interrogazioni e la mozione presentate dalla capogruppo di minoranza Gorgo?
“Sì, la situazione ha assunto tratti surreali e, per certi versi, anche tristi. Credo però che il gesto compiuto dai consiglieri comunali sia stato molto importante: hanno rifiutato un modo di fare politica fondato sulla delegittimazione personale e su una sorta di continua “Santa Inquisizione”, riaffermando invece la centralità del confronto democratico. È un segnale forte, a tutela del ruolo del Consiglio comunale”.
La capogruppo dell’opposizione, l’avvocato Patrizia Gorgo, ha chiesto le sue dimissioni come “atto di dignità politica”? Che cosa risponde?
“Trovo paradossale che, proprio in quel contesto, venga chiesto al sindaco di dimettersi quando la consigliera Gorgo si ritrova, di fatto, senza il sostegno né della maggioranza né dell’opposizione. È una richiesta che appare priva di un reale fondamento politico. La politica vive di consenso, non di isolamento. Chi aspira ad amministrare una città deve essere capace di costruire dialogo e convergenze, non di alimentare divisioni permanenti. Se si arriva a perdere il rapporto con l’intero Consiglio comunale, significa che qualcosa, nel metodo prima ancora che nel merito, si è evidentemente incrinato. Oggi mi pare che siano davvero in pochi, o nessuno, a condividere quel modo di fare opposizione”.
Lei, nell’ultima seduta di Consiglio comunale, ha incassato la defezione dei tre consiglieri di opposizione, compreso il segretario cittadino del Pd, Federico Soldati, fatto che ha determinato una lacerante spaccatura nelle file della minoranza. Lo ammetta: una una bella soddisfazione politica per chi, come lei, oltre al ad essere sindaco di Racconigi, è anche dirigente provinciale di Fratelli d’Italia…
“Non considero un successo vedere un Consiglio comunale deserto. Sarebbe un errore interpretarlo in questo modo. Se si è arrivati a questa situazione significa che, probabilmente, anch’io ho commesso degli errori e non sono riuscito a cogliere per tempo i limiti e le criticità che si stavano creando. Per questo non si può certo parlare di un successo. Lo considero, piuttosto, un insuccesso della consigliera Gorgo e del suo modo, molto personale, di interpretare e fare opposizione, un metodo che, alla luce dei fatti, non ha trovato condivisione”.
Quindi nessuna valutazione politico-partitica da parte sua di quanto sta succedendo?
“Sul tema partiti ho sempre avuto una convinzione molto chiara: quando si viene eletti sindaco, si diventa il sindaco di tutti i cittadini e della propria città. Le appartenenze politiche passano in secondo piano. È ciò che ho cercato di fare in questi dieci anni di amministrazione, mettendo sempre gli interessi di Racconigi davanti a quelli del partito e dedicando ogni energia esclusivamente al bene della comunità”.
Da più parti si chiede che vengano abbassati i toni per tornare ad un più sereno confronto. Che cosa sarebbe disposto a fare, cosa chiede e cosa è disposto a concedere a Patrizia Gorgo, l’unica consigliera a questo punto rimasta all’opposizione?
“Non mi sembra ci sia stato un allargamento della maggioranza, piuttosto, possiamo parlare di alcune divisioni all’interno del gruppo di opposizione già di fatto presenti fin dall’insediamento del Consiglio con un gruppo di minoranza avente una componente Pd predominante nei voti e nei consiglieri eletti. Per il resto, la mia porta è sempre aperta al dialogo costruttivo nell’interesse della città”.
Un’ultima domanda, che non posso non farle considerato che la scadenza di questo suo secondo mandato è prossima. Si ricandiderà per un terzo mandato?
“Francamente, amministrare una città richiede un impegno enorme, umano e personale. Due mandati sono stati estremamente intensi e questo finale di consiliatura, per molti aspetti, è stato particolarmente pesante.
Detto questo, è una riflessione che sto facendo insieme alle persone che mi sono vicine e a chi ha condiviso con me questo percorso. Stiamo valutando con serenità se ci siano le condizioni per proseguire e con quale progetto. Ad oggi, però, alcuna decisione è stata assunta al riguardo”.





