Riceviamo e pubblichiamo:
Gentile Direttore,
le scrivo queste poche righe per cercare uno sforzo comune volto a risolvere delle situazioni poco piacevoli che da tempo la nostra citta subisce nell’indifferenza generale.
Si parla sempre di estate cafona sulle nostre bellissime montagne o nei lidi più frequentati nei mesi estivi ma nessuno pone attenzione all’estate cafona nella nostra bellissima città.
L'estate dovrebbe essere la stagione delle passeggiate serali, delle finestre aperte e della voglia di vivere la città. A Cuneo, invece, sempre più spesso è diventata anche la stagione delle "sgasate", degli scarichi assordanti e delle auto elaborate che trasformano il centro cittadino in una pista improvvisata.
Non si tratta di una semplice questione di gusti. Il rumore eccessivo prodotto da alcuni veicoli rappresenta un disagio concreto per residenti, anziani, famiglie con bambini, lavoratori e turisti. È un problema di qualità della vita e di rispetto reciproco.
Occorre fare una precisazione importante. Nessuno chiede di vietare l'ingresso in città a determinati modelli di auto, come le Abarth o altre vetture sportive. Sarebbe giuridicamente impossibile. I Comuni possono limitare la circolazione per ragioni ambientali, attraverso ZTL o blocchi legati alla classe Euro dei veicoli, ma non possono discriminare un modello perché più rumoroso di un altro quando esce regolarmente dalla fabbrica.
Il punto, però, è un altro.
Gli strumenti normativi per intervenire esistono già e sono tutt'altro che deboli.
Il primo riguarda le modifiche illegali ai veicoli. L'articolo 78 del Codice della Strada sanziona chi altera le caratteristiche costruttive dell'auto, ad esempio installando scarichi non omologati, eliminando silenziatori o catalizzatori oppure montando componenti non conformi. In questi casi non si parla soltanto di una multa superiore ai 430 euro: è previsto anche il ritiro della carta di circolazione, con l'obbligo di ripristinare il veicolo e sottoporlo a revisione straordinaria presso la Motorizzazione.
Il secondo riguarda il comportamento di guida. Anche chi possiede un'auto perfettamente originale non è autorizzato a disturbare la quiete pubblica. L'articolo 155 del Codice della Strada impone ai conducenti di evitare rumori molesti provocati dalla guida. Accelerazioni inutili, "sgasate", cambi marcia esasperati e scoppi volutamente provocati dallo scarico possono essere sanzionati. Nei casi più gravi e ripetuti, soprattutto nelle ore notturne, può perfino configurarsi il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone previsto dall'articolo 659 del Codice Penale.
Di fronte a questa realtà, la domanda è inevitabile: se le norme ci sono, perché vengono applicate così raramente?
Non è una critica nei confronti delle forze dell'ordine, che operano con risorse spesso limitate, ma è un invito al Comune e alla Polizia Locale a lavorare in maggiore sinergia su un fenomeno che, durante la stagione estiva, è sotto gli occhi e nelle orecchie di tutti.
Controlli mirati nelle ore serali, verifiche sugli scarichi palesemente modificati e sanzioni nei confronti di chi utilizza la strada come una passerella rumorosa avrebbero un duplice effetto: far rispettare la legge e lanciare un chiaro messaggio educativo. Il rispetto delle regole non deve essere percepito come un accanimento contro gli appassionati di motori, ma come una tutela del diritto di tutti a vivere serenamente gli spazi pubblici.
Anche la tecnologia può offrire un aiuto. In diversi Paesi europei e in alcune sperimentazioni italiane si stanno testando i cosiddetti "radar antirumore": sistemi che abbinano telecamere e fonometri per individuare automaticamente i veicoli che superano i limiti di rumorosità, in modo analogo agli autovelox per la velocità. Non rappresentano ancora una soluzione diffusa, ma indicano chiaramente la direzione verso cui si sta andando.
Cuneo è una città che ha sempre fatto della qualità della vita uno dei suoi punti di forza. Per questo sarebbe auspicabile affrontare anche il problema dell'inquinamento acustico con la stessa determinazione riservata ad altri temi della convivenza civile.
Il rispetto non si misura in decibel. E una città più silenziosa non è una città meno viva: è semplicemente una città dove la libertà di divertirsi non prevale sul diritto degli altri al riposo e alla tranquillità.
D.V. (Lettera firmata)





