Quella di ieri è stata una giornata di pioggia sul Cuneese.
Una pioggia che ha fatto gioire Valdieri, dove si è finalmente chiusa l'emergenza incendio sul monte Piastra.
Ma non è stata sicuramente sufficiente a colmare l'enorme deficit idrico che sta caratterizzando la provincia e l'intera regione, tanto che la Regione ha chiesto "lo stato di calamità naturale".
Anche a seguito di questo abbiamo contattato ACDA, l'Azienda cuneese dell'acqua, per chiedere di poter vedere cosa sta succedendo a Roaschia, in valle Gesso, dove si trovano le sorgenti che portano l'acqua ad oltre 100mila persone.

In queste settimane estive, tra l'altro, con il turismo e la riapertura delle seconde case, sono molte di più.
Ad accompagnarci Germano Oggero Viale, responsabile dell'Area Operativa di ACDA, che ha fatto il punto per noi e per i nostri lettori direttamente dal ripartitore delle sorgenti del Bandito, uno dei nodi strategici della rete idrica cuneese.

Il punto è rassicurante, per ora: le sorgenti del Bandito e del Bousset oggi garantiscono ancora una portata sufficiente per alimentare i comuni serviti.
Ma l’attenzione resta alta. Il caldo prolungato, la scarsità di precipitazioni e il rischio di eventi meteorologici estremi rendono infatti incerto il quadro dei prossimi mesi.
Siamo entrati con lui dove confluiscono le acque delle sorgenti. Dal ripartitore la risorsa viene quindi suddivisa in tre direzioni: una condotta alimenta l’acquedotto di Cuneo, una quello di Borgo San Dalmazzo, mentre la terza porta l’acqua nell’acquedotto intercomunale.
Quest’ultimo sistema consente di distribuire la risorsa a diversi centri del territorio. La condotta raggiunge Borgo San Dalmazzo e successivamente si divide in due rami: uno verso Oltre Gesso, a servizio di Boves e Castelletto Stura, l’altro verso Vignolo, Cervasca, Caraglio, Busca e Tarantasca, oltre agli altri comuni collegati alla rete.
L’acqua c’è, ma lo sguardo è già rivolto all’inverno
"Al momento la situazione è sotto controllo", conferma Oggero Viale.

La situazione, però, dovrà essere verificata nel tempo.
Il problema è legato soprattutto all’andamento meteorologico.
Le temperature elevate e le precipitazioni scarse o assenti possono ridurre progressivamente la disponibilità della risorsa. E anche i temporali particolarmente intensi non rappresentano necessariamente una soluzione: secondo ACDA, gli eventi estremi possono provocare più danni che benefici sul fronte della ricarica delle sorgenti.
Per questo il ripartitore del Bandito viene definito un "sorvegliato speciale", da monitorare costantemente.

Le prime difficoltà nelle borgate
Se il sistema alimentato dalle sorgenti del Bandito e del Bousset mantiene per ora una situazione di sufficienza, qualche criticità si è già verificata nei piccoli acquedotti montani.
Sono soprattutto le borgate e le zone servite da reti di dimensioni ridotte e non interconnesse con altri acquedotti a essere più vulnerabili. Quando la portata delle piccole sorgenti diminuisce, può diventare più difficile garantire l’alimentazione a tutti gli utenti.
A complicare il quadro contribuisce anche l’aumento temporaneo dei consumi nei fine settimana e nei periodi di maggiore presenza nelle seconde case.
L’appello: "Usare responsabilmente l’acqua"
Da ACDA arriva quindi un invito rivolto a tutti gli utenti: limitare i consumi e utilizzare la risorsa con attenzione.
"È fondamentale e importante che tutti gli utenti usino responsabilmente l’acqua, avendone cura il più possibile e limitandone l’uso agli scopi potabili ed igienico-sanitari", ribadisce Oggero Viale.
Il messaggio è chiaro: oggi non c’è un’emergenza generalizzata sulla rete alimentata dal Bandito e dal Bousset, ma la situazione meteorologica impone prudenza. "Il clima è decisamente cambiato e la risorsa non è infinita: dobbiamo fare in modo che sia sufficiente per tutti".









