Una Valle Stura che, secondo alcuni, avrebbe bisogno di una nuova strategia per tornare ad attrarre turisti, soprattutto giovani.
E una valle che, secondo altri, conserva proprio nella tranquillità, nella natura e nella distanza dal turismo di massa il proprio punto di forza.
È attorno a questa contrapposizione che si è sviluppata sui social una vivace discussione, partita da un post particolarmente duro sulla situazione turistica di Bersezio.
Il protagonista della polemica, che asserisce di frequentare la valle da alcuni anni, critica la scarsità di iniziative e servizi, mettendo in discussione l'attuale modello turistico: "Continuate a pubblicare le stesse locandine, questa vallata ha bisogno di roba più incisiva, non due seratine delle balle. Non vi accorgete che la vallata sta morendo di giorno in giorno?".
Nel mirino finiscono anche gli impianti di risalita e la gestione della viabilità, con particolare riferimento alla chiusura notturna del ponte delle Barricate e a una presunta carenza di comunicazione. Il giudizio complessivo viene sintetizzato con un'espressione volutamente provocatoria: "tutto a scatafascio".
Da qui il confronto si allarga. C'è chi condivide la preoccupazione per il futuro della valle e chi considera invece ingenerose le critiche nei confronti di un territorio che continua ad avere una propria attrattività.
Tra i temi sollevati ci sono anche le Terme di Vinadio, chiuse ormai da oltre 15 anni. "Un'acqua termale unica in Italia che curava migliaia di persone, ora chiuse e non muovono il culo per aprirle", scrive l'autore del post, sostenendo che la Valle Stura sia molto diversa da quella conosciuta decenni fa.

La discussione tocca anche l'Acqua Sant'Anna e il ruolo dell'azienda per l'economia locale. "Per quanto io sia comunista e ne vado fiero, dà lavoro a della gente, perché se no la vallata sarebbe inesistente", precisa curiosamente l'autore del post.
Non mancano le repliche sul linguaggio e sui toni usati. Qualcuno gli rimprovera di voler impartire lezioni sulla valle con un italiano tutt'altro che impeccabile; altri gli chiedono perché continui a frequentare un luogo che giudica così negativamente. La sua risposta è netta: "Infatti il prossimo anno sarò in un'altra vallata dove mi offre di più".
E, riferendosi a Bersezio, arriva anche la battuta: "Come geriatria può avere degli ottimi potenziali".
Il confronto si sposta quindi sul rapporto tra tranquillità e offerta turistica. Da una parte c'è chi rivendica il piacere di trascorrere il tempo tra stambecchi e marmotte; dall'altra chi sostiene che la bellezza paesaggistica, da sola, non basti a costruire una proposta turistica competitiva.
"A livello di montagne è bellissima, ma a livello di gestione, di eventi? Solo le montagne bastano fino a un certo punto... non giudico le montagne ma sto giudicando la gestione del posto", è la precisazione arrivata nel dibattito.
Il paragone con località come Sestriere viene però contestato. C'è chi ricorda i costi e le difficoltà di gestire un'attività in montagna: riscaldamento, stagionalità, collegamenti, chiusure invernali e necessità di lavorare nei periodi festivi. E viene ricordato anche il caso del locale che negli anni passati organizzava serate di maggiore richiamo: "Gli eventi costano e bisogna rientrarci!".

Altri commenti, però, confermano almeno in parte le critiche. Una frequentatrice osserva che in inverno a Bersezio rimane ben poco aperto e sostiene che anche in estate si potrebbero organizzare più iniziative, attirando visitatori già da giugno e non concentrando tutto sul Ferragosto.
Sul fronte opposto sono numerose le testimonianze di chi continua a scegliere Bersezio proprio per ciò che è. C'è chi frequenta la località da quarant'anni, chi vi ha una seconda casa da decenni e chi dichiara di preferire senza esitazioni "stambecchi e marmotte" alle serate danzanti.
Una posizione intermedia emerge da altri interventi: la montagna piace, ma si potrebbe fare di più sul fronte dei servizi. Soprattutto in estate, secondo alcuni frequentatori storici, servirebbero maggiori opportunità per turisti e visitatori giornalieri: attività sportive, locali, aperitivi, pizzerie e occasioni per prolungare la permanenza.
Non mancano, comunque, testimonianze positive sull'accoglienza attuale. Una turista dell'area camper apprezza l'organizzazione della zona di sosta e il lavoro della Pro loco. Un altro frequentatore, con una seconda casa da quasi vent'anni, auspica invece una maggiore capacità di accoglienza attraverso la riqualificazione degli spazi e degli edifici, nuove attività di intrattenimento e maggiore attenzione al decoro.
Anche sulla chiusura della galleria delle Barricate emergono opinioni diverse. Alcuni contestano l'assenza di comunicazione, mentre altri ricordano che lavori e chiusure erano stati annunciati.
Sul piano amministrativo, la discussione si intreccia con una storia più lunga. Il Comune di Argentera ha attraversato una fase finanziariamente molto difficile, arrivando al dissesto e affrontando negli anni successivi un complesso percorso di risanamento. Una situazione che ha imposto a lungo vincoli importanti alla gestione dei servizi e agli interventi sul territorio.
A intervenire direttamente sulla questione è stata infine il sindaco Monica Ciaburro, parlamentare di Fratelli d'Italia e amministratrice di Argentera. La sua risposta, lunga e a tratti anche ironica, parte dalla difesa di chi ogni giorno contribuisce a mantenere viva la comunità.
"Ho letto con attenzione le sue analisi approfondite del nostro territorio montano e i suoi apprezzamenti nei confronti di chi ci vive, ci lavora, fa impresa, amministra e dedica tempo e fatica a organizzare piccoli momenti di aggregazione", scrive il sindaco, ricordando anche chi raggiunge la valle per trascorrervi le vacanze e chi mette a disposizione i propri prodotti.
Ciaburro invita quindi il protagonista della polemica a trasformare le critiche in proposte concrete: "Sono particolarmente interessata a conoscere i suoi studi sulle cause dello spopolamento, sul calo demografico e sulle difficoltà di fare impresa in montagna. Ma soprattutto, sono curiosa di ascoltare finalmente la sua “ricetta” concreta per salvare una valle che, a suo dire, sta morendo da quando lei ci ha messo piede tre anni fa".
L'invito è a partecipare al confronto pubblico annunciato per domani, giovedì 13 agosto, con una stoccata finale: "Se riuscirà a sottrarre qualche minuto ai suoi impegnativi studi da campeggio e alle approfondite analisi che le impediscono da tre anni di venire in Comune a proporre qualcosa di concreto, sarà senz'altro un contributo prezioso".
La conclusione di Ciaburro ribadisce una visione opposta a quella del post iniziale: "Nel frattempo la Valle Stura continua a vivere, lavorare e organizzarsi, con quelle persone che con coraggio affrontano le sfide, donano e fanno".





