Attualità - 12 agosto 2026, 09:02

Bra, l'11 agosto partecipazione e preghiera in onore di santa Chiara, una festa di tutti

Dopo 8 secoli la Santa continua ad affascinare tante donne che come lei hanno scelto l'amore di Cristo

Foto di gruppo dopo la Messa in memoria di santa Chiara, a Bra

Foto di gruppo dopo la Messa in memoria di santa Chiara, a Bra

Chiesa in festa l'11 agosto per santa Chiara d'Assisi, fondatrice dell'ordine delle Suore Clarisse ed in tutti i monasteri è stato giorno di particolare solennità. Tempo di candele che si accendono di stelle per ricordare una donna capace di illuminare la luce stessa.

Così anche nel convento di Bra, dove è pulsante una continua presenza di fede orante, che dal lontano 17 gennaio 1633 condivide la vita quotidiana della popolazione residente all'ombra della Zizzola (e non solo).

L'Eucaristia è stata presieduta da fra Davide, Uziard, frate cappuccino originario di Bra e attualmente in servizio presso il convento di Vigevano (Pavia). Una funzione solenne a cui ha preso parte il clero locale e che ha visto, ovviamente, la partecipazione della comunità monastica delle Sorelle Clarisse al completo, ad animare con canti e lodi le varie fasi della liturgia, fino al momento conclusivo di letizia e condivisione tipicamente francescana.

Alla vasta assemblea di fedeli, tra i quali il sindaco Gianni Fogliato e membri della Giunta, il celebrante ha evidenziato i connotati di una santa che ha ricevuto e custodito nel cuore un tesoro riassunto in due semplici parole: pace e bene.

Quindi ha ribadito l'importanza di guardare il crocifisso e invitato a dire: "Mi fido di te", pensando che Gesù ha dato la vita per la nostra salvezza, parole che purtroppo vengono spesso schiacciate dalle preoccupazioni e dagli affanni della vita.

Aggiungendo: «La pace di Cristo non è fatta da regole e non ha limiti, perché il limite della pace di Cristo è il suo amore per noi, il suo darci la sua vita il suo darsi in sacrificio per i nostri peccati, perché possiamo ritrovare l'originalità della vita».

Infine l'invito a rimanere nel volto di Cristo in cui possiamo specchiarci, sull'esempio di Chiara, perché la santa di Assisi che ha fatto del volto di Cristo il suo tesoro, possa aiutarci a riscoprirci figli del Padre, perdonati o come diceva papa Francesco "misericordiati".

«È al termine della Messa che inizia quella vita che abbiamo incontrato nell'Eucaristia, quella vita che ha incontrato Chiara, che ha vissuto e con forza ha lottato per vivere con Cristo povero e rimanere sempre legata a lui».

Chiara ha 18 anni, è di buona famiglia, ma sente presto dentro di sé di essere destinata a qualcos'altro, ed è per questo che, a un certo punto, decide di mollare gli agi che la sua vita e il suo status le hanno concesso per abbracciare una filosofia nuova, legata alla povertà, alla castità e al servizio degli altri così come ha fatto il suo amico Francesco.

La storia di santa Chiara d'Assisi la conosciamo tutti, ma pure dopo 8 secoli continua ad esercitare il suo fascino su centinaia di donne, che come lei hanno lasciato tutto per amore di Cristo.

Nell'Italia del 1211, infatti, lasciare tutto e andare via come ha fatto Francesco diventa per una donna un ostacolo non indifferente visto che, fino alla fondazione del suo ordine, Chiara faticherà non poco per essere ascoltata e per essere presa sul serio.

Insieme ai miracoli che inconsapevolmente si troverà a infondere a chi le sta intorno, la cosa bella di Chiara è la sua risolutezza, capace di aiutarla a non piegarsi né alla violenza dei familiari né alle imposizioni dettate dal Papa: con tutto il suo carisma Chiara, infatti, lotterà sia per se stessa che per le donne che si uniranno a lei per vedere realizzato il suo sogno di libertà.

TRE DOMANDE ALLE SORELLE CLARISSE

Come un delicato fiore, Chiara ha lasciato dietro di sé una scia di profumo che in ogni tempo riconduce al suo perfetto amore: sono le "Sorelle", che portano ancora alto il suo nome. Anche a Bra.

Sorelle, perché, dopo tanto tempo, santa Chiara continua ad essere così amata?

«Santa Chiara continua ad essere amata, perché la sua vita custodisce una bellezza che non passa: è una donna che ha creduto al Vangelo con radicalità e dolcezza insieme. La sua forza non nasce dal potere, ma dalla fiducia: fiducia in Dio, fiducia nella bontà degli altri, fiducia nella promessa che la povertà evangelica libera il cuore e lo rende capace di amare davvero. Chiara parla ancora oggi, perché è una santa "vicina", concreta, luminosa. La sua vita mostra che si può essere felici con poco, che la fraternità è possibile, che la preghiera trasforma la realtà più di qualsiasi strategia. In un mondo che corre e consuma, lei ricorda che la gioia nasce dall'essenziale».

Quali sono le sfide che santa Chiara pone oggi alla Chiesa e al mondo?

«La prima sfida è ritornare all'essenziale. Chiara ricorda che la vita cristiana non si misura dalla quantità delle attività, ma dalla qualità dell'amore. La sua povertà non è rinuncia sterile, ma libertà: libertà da ciò che appesantisce il cuore, libertà per Dio e per gli altri. In un tempo segnato da consumismo, individualismo e velocità, Chiara invita a scegliere ciò che conta davvero. La seconda sfida è credere nella forza della relazione. Chiara non ha costruito opere, ma legami: con Francesco, con le sorelle, con la città di Assisi. La sua vita mostra che la Chiesa cresce quando è casa, non quando è struttura; quando custodisce, non quando controlla; quando accompagna, non quando giudica. La terza sfida è vivere la fragilità come luogo di grazia. Chiara non ha avuto salute robusta, né potere, né mezzi. Eppure la sua debolezza è diventata spazio di luce. In un mondo che teme la vulnerabilità, lei insegna che Dio lavora proprio lì: nelle crepe, nei limiti, nelle attese».

Che cosa direbbe santa Chiara ai giovani di oggi?

«Probabilmente direbbe tre cose semplici e decisive. "Non avere paura di fidarti." Chiara ha creduto che il Vangelo fosse una promessa affidabile, più solida di qualsiasi sicurezza umana. Ai giovani direbbe che la fiducia è la vera forza: fidarsi di Dio, fidarsi della propria vocazione, fidarsi del bene che abita in loro. "Scegli la libertà che nasce dall'essenziale". Non la libertà del "fare ciò che voglio", ma quella del cuore leggero, non appesantito da mille bisogni. Chiara direbbe che la felicità non è avere tutto, ma riconoscere ciò che basta. "Non camminare da solo". La sua vita è tutta relazione: sorellanza, amicizia, comunione. Ai giovani direbbe che nessuno cresce isolato, che la fraternità è una forza che sostiene, guarisce e apre strade».

CONTATTI

Tanto tempo fa sarebbe stato impensabile, ma oggi le Sorelle Clarisse sono approdate su Internet, all'indirizzo www.federazioneciarisse.com . Sul sito ci sono vari monasteri, tra cui quello di Bra, con fotografie, storia, iniziative e tanto altro. Anche testimonianze vocazionali. Se vi interessa, dateci un'occhiata!

Silvia Gullino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU