Attualità - 15 agosto 2026, 17:47

Furti di biciclette all’ospedale di Cuneo, parte la petizione dei dipendenti: già 255 firme

Dopo quello denunciato, Marco Mandrile, infermiere del Santa Croce e Carle, intensifica la mobilitazione per chiedere maggiore sicurezza nel parcheggio. Quasi 400 le condivisioni della raccolta firme

Furti di biciclette all’ospedale di Cuneo, parte la petizione dei dipendenti: già 255 firme

Ne avevamo raccontato l’esperienza nei giorni scorsi, riportando all’attenzione un problema che riguarda da tempo diversi lavoratori dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo: i furti di biciclette e monopattini all’interno del parcheggio aziendale.

Tra le ultime vittime c’è Marco Mandrile, infermiere e dipendente dell’Azienda Ospedaliera, che dopo essersi visto sottrarre la propria bicicletta ha scelto di rendere pubblica la vicenda, dando voce a un disagio che, secondo quanto raccontato, si trascina da anni e rispetto al quale diversi dipendenti si sentono impotenti.

All’indomani della pubblicazione della sua testimonianza e anche grazie al sostegno di altri colleghi, Mandrile ha deciso di trasformare la protesta in una richiesta collettiva, lanciando una petizione online dal titolo “Mettere in sicurezza il parcheggio ospedaliero aziendale per moto e bici”. L’obiettivo è chiedere all’azienda interventi concreti per rendere più sicura l’area destinata ai mezzi a due ruote, sulla scia di quanto già avviene per le automobili.

Ad oggi sono 255 le firme raccolte, mentre la petizione sta continuando a circolare tra dipendenti e cittadini, con quasi 400 condivisioni.

Recentemente, ho subito il furto della mia bicicletta proprio nel parcheggio aziendale, un incidente comune per molti di noi che lavorano qui. Non c'è settimana che passi senza che qualcuno non denunci il furto del proprio mezzo a due ruote”, scrive Mandrile nella presentazione della raccolta firme.

La richiesta nasce anche da un confronto con il sistema già adottato per le automobili. Il parcheggio aziendale riservato alle auto è infatti accessibile attraverso badge, garantendo un controllo degli ingressi che, secondo i promotori della petizione, dovrebbe essere esteso anche a moto e biciclette.

La proposta è quella di predisporre un accesso controllato tramite badge anche per i mezzi a due ruote, accompagnandolo, dove necessario, con un rafforzamento della videosorveglianza e con uno spazio maggiormente protetto per biciclette e monopattini.

È tempo di adottare una misura simile per tutti i veicoli, senza distinzione”, si legge nella petizione, che sottolinea come l'estensione di un sistema già utilizzato dall'azienda non richiederebbe, secondo i promotori, un investimento straordinario.

La questione, però, non riguarda soltanto il rischio di furto. Un'area senza un accesso regolamentato può creare anche problemi di ordine e gestione degli spazi, oltre a esporre i mezzi a possibili danneggiamenti.

Mandrile e gli altri dipendenti che hanno aderito all'iniziativa chiedono quindi che la direzione prenda in considerazione una soluzione che possa garantire maggiore tutela a chi ogni giorno raggiunge il proprio posto di lavoro in bicicletta, moto o monopattino.

La petizione rappresenta così il passo successivo a una serie di segnalazioni e richieste di intervento già avanzate dai lavoratori, che in passato si erano rivolti anche alla direzione dell'ospedale e agli uffici competenti. Tra le ipotesi avanzate figurano proprio il potenziamento delle telecamere e la realizzazione di un'area chiusa e accessibile esclusivamente al personale autorizzato.

Chiediamo il vostro supporto per sollecitare l'azienda a prendere in considerazione e attuare questa proposta di miglioramento” è l'appello lanciato attraverso la raccolta firme.

Nel giro di due giorni dall'avvio sono già state raggiunte 255 sottoscrizioni e quasi 400 condivisioni e la petizione continua a diffondersi. Un segnale che, al di là del singolo furto subito, testimonia quanto il tema della sicurezza dei mezzi a due ruote sia sentito da chi quotidianamente vive e lavora all'interno dell'ospedale.

Sara Aschero

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