Al Direttore - 18 agosto 2026, 10:15

Microcriminalità e degrado a Cuneo: "Corso Giolitti ha bisogno di terapie, non di altre diagnosi"

La denuncia del lettore Fulvio Albrito che apprezza l’impegno dell’associazione “Nuovo Corso Giolitti”, ma critica il susseguirsi di dichiarazioni, proposte e promesse: "Il malato è grave, spero che non si verifichi la stessa cosa che in medicina"

Microcriminalità e degrado a Cuneo: "Corso Giolitti ha bisogno di terapie, non di altre diagnosi"

Argomento che non smette di far discutere, quello della microcriminalità in città. Con i problemi legati al cosiddetto "Quadrilatero", sempre in primo piano. Si cercano soluzioni, qualche volta si soffia anche sul "fuoco elettorale" imminente, ma l'importante è che ognuno porti il proprio contributo con toni e modi dignitosi.

Oggi vi proponiamo la presa di posizione critica e preoccupata di un lettore, non residente a Cuneo ma con l'intenzione di venirci ad abitare, sulla situazione di degrado di Corso Giolitti (e di altre zone ).

Il signor Fulvio Albrito apprezza l’iniziativa dell’associazione “Nuovo Corso Giolitti” e le analisi del presidente Antonio Moschella, (LEGGI QUI) ma esprime scetticismo verso le proposte avanzate, giudicate talvolta ovvie, poco concrete o potenzialmente inutili se non accompagnate da azioni efficaci.

Vi proponiamo le sue riflessioni:

Egregio Direttore,

ho letto l'articolo del Prof Antonio Moschella, Presidente dell'Associazione Nuovo  Corso Giolitti di cui non conoscevo l'esistenza e che ritengo iniziativa meritevole.

Non risiedo a Cuneo ma mi ci reco frequentemente ed ho in progetto di trasferirmi in futuro.

Debbo constatare che la situazione di degrado della zona in questione e di molte altre é davvero precipitata a livelli che la rendono "competitiva" , fatte le debite proporzioni, con città più grandi e più (tristemente) famose quali ad esempio Torino, ove attualmente risiedo.

Tale peggioramento è avvenuto con proporzionalità lineare rispetto al susseguirsi di dichiarazioni, prese di posizione, proclami, progetti e tentativi piuttosto imbarazzanti di dare delle spiegazioni.

Il Presidente elenca analisi e proposte avanzate su ciascuna delle quali vorrei esprimere delle considerazioni.

-Maggiore attenzione alla sicurezza: mi pare doverosa anche se ovvia e condizionata dalle leggi vigenti e dal rischio incombente di denunce per abusi di potere come accaduto per l'episodio legato all'uso del Taser, poi derubricato.

-Interventi sulle dipendenze: più complesso e dubito risolutivo anche se vi sono state dichiarazioni di membri del Consiglio comunale che hanno derubricato il degrado e la microcriminalità come un problema sociale.

-Integrazione: di chi? Dei ladri e degli spacciatori?

-Aggregazione sociale: tra chi? I suddetti forse?

-Riqualificazione urbana: tutto si può migliorare ma quei portici così belli,ampi e maestosi se puliti e lasciati tali anziché ridotti a bivacchi e latrine a cielo aperto, bastano a loro stessi.  E quand'anche si facessero degli abbellimenti, stante le frequentazioni, si tratterebbe di uno sperpero di denaro pubblico. Facendo un paragone della casalinga :si ripulisce un ambiente e poi lo si ritinteggia o viceversa?

Ho letto anche, qualche giorno fa, le osservazioni di un gruppo politico di cui mi sfugge il nome ma che credo abbia più membri del comitato che voti e credo che ci troviamo di fronte ad una situazione che, trasposta all'ambito medico, sembrerebbe quella di un malato grave al cui capezzale accorrono clinici più o meno illustri e capaci, tanto bravi nel formulare ipotesi diagnostiche quanto restii a proporre terapie. 

E quando accadono queste cose, che in medicina purtroppo sono inevitabili non essendo una scienza esatta, il malato muore, circostanza anche questa, talora inevitabile.
Spero che non si verifichi la stessa cosa per Corso Giolitti.

Riguardo il timore espresso dal Presidente che la situazione di Corso Giolitti diventi un terreno di scontro in campagna elettorale, non vi é dubbio alcuno che ciò stia già avvenendo con il conseguente fiorire di ulteriori proposte e ricette e soprattutto promesse nel solco della citazione di Krusciov, ovvero quella di costruire ponti anche là dove non esistano fiumi.

Fulvio Albrito

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