Pieno successo ha ottenuto la mostra fotografica personale dell’arch. Marco Botto nella Confraternita di sant’Antonio Abate.
Molto ammirate le opere che si ispirano alle Alpi ed a diverse formazioni dei rilievi della Argentina e del Cile.
Una appropriata serie di scorci roburentesi si integra nelle “Montagne incantate” con vette e visioni delle vallate cuneesi, ma anche con scatti delle montagne friulane e del Sud America.

Il critico Remigio Bertolino ha sottolineato “Anche la fotografia non è stata da meno sia sul piano più espressivamente artistico sia su quello più denotativo e documentario. Marco Botto segue le due vie: quella più connotativa ed espressiva alla Ansel Adams e quella più documentaria, quando fissa attimi di scalate, risalite alle cime con gli sci o esercizi da vero equilibrista sospeso ad una corda in un arduo passaggio. A seconda del soggetto che vuole rappresentare, il fotografo sceglie di volta in volta di usare il bianco e nero per rendere più astratto e sintetico il paesaggio oppure il colore vivido, colto nello splendore dell’istante in cui l’otturatore scatta per catturare l’immagine.” È stato un prezioso strumento educativo per chi non conosceva questo campo artistico ed ha potuto arricchire, in periodo di villeggiatura, il proprio personale bagaglio culturale. Già si pensa a proseguire, l’anno prossimo, l’esperimento didattico. Con domenica 23 agosto si concluderà l’esperimento fotografico".





