I consiglieri di minoranza dei Comuni di Verzuolo, Piasco e Venasca prendono atto della nota diffusa dall'Unione Montana Valle Varaita, ma la ritengono costruita su una confusione tra due procedimenti che lo Statuto tiene volutamente distinti, una confusione che, una volta chiarita, aggrava il problema invece di risolverlo.
“L'art. 11 dello Statuto – replica il consigliere di minoranza di Verzuolo Valentino Inaudi alla nota dei vertici dell’Unione montana Valle Varaita - prevede infatti due percorsi differenti: il rappresentante di maggioranza è nominato dal singolo Consiglio comunale, con una propria delibera (comma 3); il rappresentante di minoranza è invece eletto dalla Conferenza straordinaria di tutti i Consiglieri di minoranza in carica dei Comuni di bassa valle (comma 4), un organo che non dipende in alcun modo dai tempi di nomina dei singoli rappresentanti di maggioranza. Lo stesso Comune di Verzuolo lo dimostra nei fatti: ha adottato una delibera l'11 giugno 2026 (pubblicata il 16 giugno) per proclamare gli eletti del nuovo Consiglio comunale, e solo il 24 giugno una delibera successiva e distinta per nominare il proprio rappresentante di maggioranza in seno all'Unione.
La composizione delle minoranze di bassa valle, dunque – osserva Inaudi a nome anche dei colleghi di Piasco e Venasca - era già interamente nota il 16 giugno 2026. Costigliole Saluzzo e Rossana esprimono oggi lista unica, e gli unici Comuni di bassa valle con rappresentanza di minoranza, oltre a Verzuolo, sono Piasco e Venasca: entrambi non toccati dal voto di maggio, con la propria minoranza rimasta invariata. Alla pubblicazione della delibera di Verzuolo, quindi, l'elenco dei Consiglieri di minoranza legittimati a comporre la Conferenza straordinaria era già completo, e nulla impediva di convocarla.
Il 16 luglio richiamato dalla nota dell'Unione come data dell' “ultima indicazione utile” può dunque riguardare, al più, la nomina dei rappresentanti di maggioranza – che segue tempi propri di ciascun Comune – e non la Conferenza delle minoranze, il cui presupposto informativo era pronto un mese prima. Applicando comunque, per analogia, il termine di 20 giorni previsto dall'art. 11, comma 5, al corretto punto di partenza del 16 giugno, la Conferenza andava convocata entro il 6 luglio 2026. Ad oggi, 18 agosto, il ritardo non è di tredici giorni ma di 43”.
Gli esponenti di minoranza della bassa valle Varaita aggiungono poi ancora alcune altre annotazioni.
“Quanto agli altri argomenti della nota: la Conferenza straordinaria è convocata dal Sindaco del Comune più popoloso e non richiede sedute del Consiglio dell'Unione, per cui non interferiva in alcun modo con l'approvazione del bilancio, chiusa il 31 luglio. E l'art. 11, comma 9, dello Statuto – che riduce il quorum per gli atti urgenti in pendenza di rinnovo – non autorizza affatto a lasciare vacante a tempo indeterminato il seggio di minoranza, tanto più quando, come in questo caso, la platea elettorale era nota da due mesi.
La nota dell'Unione si chiude auspicando che “la questione venga ricondotta entro i binari della corretta interpretazione normativa”. Condividiamo l'auspicio, e prendiamo atto con soddisfazione che anche l'Unione lo ritenga l'unico criterio rilevante: la corretta interpretazione normativa, però, è proprio quella da noi sopra esposta, fondata sugli stessi atti e sulle stesse date fornite dall'Unione. Non ne serve un'altra. Aggiungiamo solo un'osservazione di metodo: la prossima comunicazione dell'Unione, se vorrà davvero chiudere la vicenda, dovrà contenere una data del calendario gregoriano – lo stesso in uso in Italia dal 1582 – e non una del calendario delle stagioni”.





