Politica - 20 agosto 2026, 08:18

Cuneo Mia: "Il civismo non può essere una maschera"

La lista civica interviene sulla corsa alle prossime elezioni amministrative e critica il proliferare di nuove sigle: "Dietro questa nebbia retorica rischiano di nascondersi vecchie logiche politiche e gruppi di potere"

Claudio Bongiovanni, capogruppo della lista civica Cuneo MIA

Claudio Bongiovanni, capogruppo della lista civica Cuneo MIA

Riceviamo e pubblichiamo:

La lunga marcia verso le prossime elezioni amministrative a Cuneo si è aperta con uno spettacolo singolare: l’improvvisa, collettiva folgorazione del mondo politico locale sulla via del civismo. 

Assistere a questo grande ballo in maschera offre spunti a dir poco esilaranti. È tutto un fiorire di sigle (Cuneo civica, patto civico, rete civica, cantiere civico, sinergia-cn) sotto le quali sembra aver trovato una miracolosa e taumaturgica ricomposizione un cospicuo numero di reduci da passate esperienze, spesso diverse, antitetiche e all’apparenza inconciliabili. Per i cittadini che vogliono capire cosa stia succedendo dietro questa nebbia retorica, vale la pena rispolverare il dizionario Treccani. 

Alla voce "civismo" si legge: “Nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei propri doveri di cittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune”. Tradotto in pratica, il civismo autentico è una modalità di partecipazione che si struttura al di fuori dei partiti tradizionali e, soprattutto, al di fuori dei gangli e dei poteri forti locali (fondazioni in primis) che influenzano le scelte del Comune. 

Se però si applica questa definizione alla realtà cuneese, l'ironia cede il passo al sarcasmo. Basta dare un sommario sguardo ai nomi dei promotori e scavare dentro questi contenitori per accorgersi che la "società civile" è una minoranza invisibile, capitata lì quasi per sbaglio. I veri registi sono i soliti attivisti politici e professionisti della poltrona. Gruppi di potere che si nascondono dietro facce ambiziose e che sanno già in partenza come muoversi per raggiungere cariche e alleanze, spartendosi il potere con chi ha governato la città negli ultimi vent'anni. 

Anche la macchina propagandistica tradisce la finzione. Chiunque sfogli i primi volantini di queste liste, sapientemente impaginati e visibilmente costosi – o navighi su siti web complessi e ricchi di informazioni, non può evitare di porsi la domanda delle cento pistole: chi finanzia un lavoro così imponente? Certamente non l'autofinanziamento spontaneo della base. 

Siamo di fronte a un'operazione clamorosamente gattopardesca, che richiama alla mente le celebri parole di Tancredi nel Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Questo è un "civismo spurio". È il goffo tentativo di dare una mano di bianco alla facciata per rifarsi una verginità politica smarrita da tempo. 

Il civismo sociale Cuneo lo conosce bene: è quello orizzontale, fatto di cittadini e comitati che si battono sui temi e che ha trovato un esempio concreto nell'esperienza di piazza Europa, dove la partecipazione, i diritti sono stati messi davvero al centro ed il civismo politico nasce da quello sociale, è un metodo di governo più che un’ideologia, ha i cittadini al centro e fugge dall’autoreferenzialità. Intendiamoci: tutti hanno il sacrosanto diritto di candidarsi, agitarsi e lavorare per mettere in campo il loro modo di vedere l’azione amministrativa. 

Quello che risulta intollerabile è questo presentarsi sotto mentite spoglie. Vestire la maglia del civismo senza rispettarne la caratteristica minima – ridare il ruolo di protagonisti ai cittadini – è una fatica sprecata che i cuneesi sapranno smascherare nelle urne.

Lista civica Cuneo MIA

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