Venerdì 21 agosto l’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida e l’associazione di volontariato Futuro Donna ODV hanno siglato il rinnovo del protocollo operativo interistituzionale per la promozione di azioni e politiche attive finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza di genere contro le donne e contro i minori vittime di violenza assistita.
Il protocollo vede una cooperazione e un’unità di intenti tra Unione di Comuni, associazione e ASL CN1, a nome della quale era già stata raccolta, alcuni giorni fa, la firma del direttore generale Giuseppe Guerra. Fabio Mottinelli e Anna Maria Ardissono, presidente di Futuro Donna, hanno quindi concluso l’iter per dare nuova linfa a questo importante documento.
L’associazione Futuro Donna, avente sede proprio nel medesimo stabile dell’Unione Montana, gestisce il Centro Antiviolenza “Servizio Rosa” (di seguito CAV), al quale accedono donne e minori che hanno subito abusi all’interno del contesto familiare, lavorativo o sociale. I casi trattati dal CAV afferiscono a tutto l’ampio spettro di abusi e violenze perpetuati nell’ambito della violenza domestica e di genere, sia essa fisica, sessuale, psicologica, economica o di altra natura. Il tema della violenza domestica e di genere, inoltre, continua a porsi come centrale nella vita quotidiana del Paese, a fronte di un elevato numero di casi e di situazioni di forte fragilità a cui le donne devono far fronte. Attraverso la sinergia dei tre enti si struttura pertanto una rete di sensibilizzazione e supporto sociale e socio-sanitario che affronta a tutto tondo le problematiche derivanti dalle violenze e dai soprusi.
Nello specifico, il protocollo ha tra le sue finalità la promozione di azioni volte alla sensibilizzazione e alla prevenzione sul territorio di competenza, la formazione delle operatrici del settore, il rafforzamento della collaborazione tra i vari soggetti coinvolti e l’applicazione di buone prassi condivise a tutela delle donne e dei minori. L’ASL CN1 si impegna a svolgere le attività stabilite in relazione alla presa in carico di vittime di violenza, assicurando un’azione di vicinanza e sostegno, sia medico, sia morale e psicologico, per le donne che si rechino presso il Pronto Soccorso di Ceva. A fronte di un ulteriore protocollo, sottoscritto proprio tra ASL e Futuro Donna, sono le volontarie e le operatrici del CAV a garantire questa azione di vicinanza e sostegno 24h per 365 giorni all’anno. Il Servizio Socio-assistenziale dell’Unione, invece, si premura di prendere in carico i casi ove siano coinvolti minorenni. In situazioni di urgenza o emergenza, il Servizio Socio-assistenziale verifica tempestivamente la disponibilità di un posto di Pronta Accoglienza presso il CAV e dà seguito alle procedure necessarie per garantire la tutela dei soggetti coinvolti. Oltre a questo, previo consenso della donna e informativa sui suoi diritti, gli operatori del Servizio Socio-assistenziale contattano le Forze dell’Ordine. In situazioni non urgenti, la situazione viene segnalata a Futuro Donna, si invita la donna rivolgersi agli sportelli del CAV e ad attivare un percorso di accompagnamento per analizzare la situazione in cui si trova e avviare un processo di autonomia, confrontandosi con il CAV per valutare una soluzione abitativa idonea.
Per quanto concerne la sua competenza, Futuro Donna attiverà parimenti due percorsi differenti a seconda che si tratti di urgenze o no. In entrambi i casi, verranno acquisiti il consenso della donna, varranno attivate la mediazione linguistico-culturale e verranno valutate le misure idonee per dare, a seconda dell’emergenza, immediata ospitalità oppure avvio a un percorso strutturato sul lungo termine. In ogni caso, Futuro Donna si premura di attivare tutte le tutele e le forme di supporto legale, psicologico, medico-sanitario, logistico e procedurale per permettere alla donna di uscire dalla situazione di violenza.
La sinergia tra ASL CN1, Servizio Socio-assistenziale dell’Unione Montana e associazione Futuro Donna ODV permette di dare una risposta concreta a un’esigenza purtroppo fortemente radicata e diffusa su tutto il territorio nazionale, accogliendo così le donne e i minori vittime di violenza con empatia e competenza.
"Plaudo a questa iniziativa, cui abbiamo aderito volentieri, che disegna e prelude a un'efficace azione sinergica tra più enti per interventi trasversali in contesti complessi come, nel caso specifico, la violenza in ambito familiare - asserisce il direttore generale dell’ASL CN1, Giuseppe Guerra -. Questa è la risposta più corretta ed efficace per raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge. Intervenire con azioni preventive, certo, ma anche nel post evento, attraverso le professionalità dedicate, può aiutare a contrastare un fenomeno purtroppo ancora diffuso e spesso silente. L'ASL con il suo gruppo antiviolenza svolge un ruolo di cura e supporto, che sarà reso ancora più efficace da una sempre più ampia collaborazione tra soggetti competenti che lavorino in modo coordinato."
“Il rinnovo del protocollo sancisce ulteriormente la volontà di collaborare a più livelli, dando una risposta complessa a un problema complesso” - queste le parole del presidente dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida Fabio Mottinelli -. Il Servizio Socio-assistenziale del territorio e l’associazione che gestisce il CAV si pongono così in un dialogo costante, supportati dall’ASL per l’aspetto sanitario. Le vittime di violenza possono rivolgersi al Servizio, allo sportello del CAV o al Pronto Soccorso e in ognuno di questi luoghi troveranno personale appositamente formato e in stretto collegamento con il personale delle altre strutture. Oltre a questo, ovviamente, continuiamo con le attività di sensibilizzazione e prevenzione. Il sogno, che però speriamo diventi un obiettivo concreto, è che un giorno non troppo lontano un protocollo a tutela delle vittime di violenza diventi inutile e obsoleto”.
“A nome di Futuro Donna e di tutte le volontarie che vi collaborano, ci tengo a sottolineare l’importanza del lavoro di rete tra enti e istituzioni, come già ribadita dal presidente dell’Unione Montana, e l’importanza del sostegno che occorre dare nel tempo alle donne vittime di violenza e ai loro figli, vittime di violenza assistita - commenta la presidente di Futuro Donna, Anna Maria Ardissono -. Un supporto continuo, costante, una presenza sicura sono fondamentali affinché le donne non si trovino da sole nel difficile percorso di fuoriuscita dalla violenza”.





