Una frase, pronunciata quasi alla fine della conferenza stampa di presentazione della stagione 2026/2027, ha lasciato una porta spalancata sulla prossima stagione del Cuneo Volley.
Una frase apparentemente innocua, ma abbastanza sibillina da far pensare che il 12 settembre, al palazzetto, non ci sarà soltanto la presentazione della nuova squadra.
Gabriele Costamagna, presidente del Cuneo Volley, ha infatti dato appuntamento a tifosi e appassionati per quella che ha definito una grande serata: “Appuntamento al 12 settembre per un grande show al palazzetto. Conoscerete giocatori, staff, ma ci saranno anche delle novità”.
E quel “ma ci saranno anche delle novità” è probabilmente la parte più interessante.
Perché Costamagna è uno che difficilmente lascia cadere una frase del genere senza averla prima pensata, studiata e preparata. E se il Cuneo Volley si appresta a vivere la seconda stagione consecutiva in SuperLega, è evidente che il progetto non si sta limitando alla costruzione di una squadra competitiva.
Qualcosa, insomma, sembra muoversi anche fuori dal campo.
Negli ultimi mesi il club ha compiuto un ulteriore salto di qualità sul piano della struttura e delle relazioni con il territorio. L’arrivo di Acqua Sant’Anna come main sponsor, con un marchio di primissimo piano, rappresenta certamente uno dei segnali più evidenti. Ma potrebbe essere soltanto la parte più visibile di un lavoro molto più ampio.
Attorno al Cuneo Volley si sono avvicinate numerose realtà imprenditoriali, in un percorso che ha progressivamente allargato la base del club e rafforzato il rapporto con il territorio.
E c’è un concetto che Costamagna ha ripetuto più volte e che oggi sembra assumere un significato ancora più preciso: “Io sono il presidente, ma la società deve essere di tutti”.
Non soltanto della dirigenza. Non soltanto degli sponsor. Non soltanto dei giocatori. Di tutti coloro che vivono, sostengono e amano il Cuneo Volley.
È un'idea che porta con sé una domanda tutt'altro che banale: può una società sportiva diventare qualcosa di più di una squadra? La risposta che sembra maturare in casa Cuneo Volley è sì.
E qui entra in gioco un'altra parola importante: “patrimonio”. Non soltanto economico, ma sportivo, umano e soprattutto collettivo.
Il Cuneo Volley ha attraversato negli ultimi anni un percorso lungo: dalla Serie B alla A3, poi la A2 e infine il ritorno in SuperLega. Un cammino che ha riportato Cuneo ai vertici della pallavolo italiana, ma che ora pone davanti alla società una sfida ancora più grande: non soltanto tornare in alto, ma costruire qualcosa che possa rimanerci.
Ed è qui che prende forma una visione diversa anche del ruolo del presidente: trasformare il Cuneo Volley in istituzione cittadina. Un concetto che guarda decisamente oltre la stagione 2026/2027.
Il club, ogni club, non dovrebbe dipendere dalla singola persona che lo guida in quel momento. Chi arriva riceve qualcosa costruito da chi c'era prima, lo fa crescere e, un giorno, lo consegna a chi verrà dopo. I presidenti passano. Il Cuneo Volley deve restare.
Ed è probabilmente questa la vera novità che si sta preparando: non una semplice operazione destinata a esaurirsi nell'arco di una stagione, ma un nuovo modo di concepire il rapporto tra una società sportiva e la propria città.
Un club nel quale il tifoso non sia soltanto colui che acquista il biglietto e applaude dagli spalti. Nel quale l'impresa del territorio non sia soltanto un logo sulla maglia. Nel quale il settore giovanile non sia semplicemente una sezione della società, ma una parte fondamentale del patrimonio da costruire.
E soprattutto, un Cuneo Volley nel quale sempre più persone possano sentirsi protagoniste. Non soltanto “io tifo Cuneo”, ma “io sono parte del Cuneo Volley”. È una differenza sottile nelle parole, ma enorme nella filosofia.
Ufficialmente, per ora, sappiamo che il 12 settembre al palazzetto verranno presentati giocatori e staff della nuova stagione di SuperLega. E sappiamo che Gabriele Costamagna ha promesso “novità”. Tutto il resto, per il momento, resta dietro una porta ancora chiusa.
Ma qualche indizio c'è. C'è il rafforzamento della società. C'è un rapporto sempre più stretto con le imprese del territorio. C'è una visione che punta a trasformare il Cuneo Volley in un'istituzione cittadina. E c'è un presidente che sembra voler cambiare il significato stesso della parola proprietà.
Forse è proprio questo il progetto più ambizioso: fare in modo che il Cuneo Volley non appartenga a qualcuno, ma appartenga a una comunità.
Per sapere come questa idea prenderà forma bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Il 12 settembre potrebbe essere il giorno in cui il primo tassello verrà svelato. E conoscendo Costamagna, quella parola – “novità” – difficilmente è stata scelta per caso.





