Attualità - 27 agosto 2026, 15:02

Erik Viale: “Grazie a tutti per quello che avete fatto. E un grazie speciale a Ettore e Margherita”

Dopo la raccolta fondi lanciata da TargatoCN in seguito al terzo furto della sua bicicletta elettrica, il giovane cuneese vuole ringraziare quanti hanno contribuito. Le somme raccolte serviranno a sostenere alcune rate della bici rubata, mentre una nuova bicicletta è arrivata grazie alla generosità di Ettore e Margherita

Erik Viale: “Grazie a tutti per quello che avete fatto. E un grazie speciale a Ettore e Margherita”

La storia di Erik Viale, raccontata nei giorni scorsi sulle pagine di TargatoCN, aveva colpito per la sua semplicità e, allo stesso tempo, per l'ingiustizia di una situazione diventata ormai difficile da sopportare: tre biciclette elettriche rubate nel giro di pochi anni, l'ultima davanti al Carrefour, proprio mentre quella bicicletta rappresentava per lui uno strumento fondamentale per muoversi e raggiungere il lavoro.

Dopo quell'articolo era partita una raccolta fondi per aiutare Erik ad affrontare le conseguenze economiche del furto. E la risposta arrivata dai cuneesi non è mancata. Le somme raccolte sono state destinate al finanziamento della terza bicicletta elettrica rubata e hanno permesso a Erik di coprire alcune delle rate che erano ancora da pagare.

Nel frattempo, però, la vicenda ha avuto anche un altro sviluppo, forse ancora più significativo. Ettore Grosso e sua moglie Margherita, dopo aver letto la storia, hanno deciso di mettere a disposizione di Erik la loro bicicletta elettrica. Un gesto concreto, arrivato spontaneamente, che ha permesso al giovane di poter tornare ad avere un mezzo per i suoi spostamenti. Prima della consegna, la bici è stata sottoposta a una revisione completa della batteria da GIDI Batteria, che, una volta conosciuta la storia e capito a chi fosse destinata, ha scelto di effettuare gratuitamente l'intervento.

Una catena di solidarietà che ha trasformato una vicenda nata da tre furti in una storia diversa, fatta di persone che hanno deciso, ciascuna nel proprio modo, di dare una mano.

E oggi è proprio Erik a voler dire grazie.

“Voglio ringraziare tutti i Cuneesi che hanno contribuito alla raccolta fondi per me. I soldi raccolti sono serviti per il finanziamento della terza bici che mi è stata rubata, permettendomi di pagare alcune rate. È stato un aiuto importante e voglio davvero ringraziare tutti quelli che hanno deciso di darmi una mano”, racconta.

Il ringraziamento più grande, però, è rivolto a chi ha compiuto il gesto che gli ha permesso concretamente di tornare in sella: “Un grazie di cuore a Ettore e Margherita, che mi hanno donato la loro bicicletta elettrica. Non era affatto scontato e per me è stato un gesto davvero importante. Grazie anche a GIDI Batteria per aver controllato e sistemato la bici”.

La storia di Erik aveva suscitato particolare attenzione anche perché quella bicicletta non era un semplice mezzo di trasporto. Il giovane, che lavora come cameriere alla Volpe dalla Pancia Piena di Cuneo, la utilizzava per andare al lavoro e per muoversi autonomamente. Il terzo furto aveva quindi avuto conseguenze che andavano ben oltre il valore economico della bicicletta: significava dover affrontare nuovamente una spesa importante e, soprattutto, perdere uno strumento fondamentale per la propria quotidianità.

Per questo la risposta arrivata dopo l'articolo assume un significato particolare. Prima le persone che hanno scelto di contribuire alla raccolta fondi, poi Ettore e Margherita con la loro bicicletta e infine GIDI Batteria con un intervento gratuito. Tre forme diverse di aiuto, accomunate dalla stessa volontà: permettere a Erik di non fermarsi davanti all'ennesima difficoltà.

La cosa che mi ha colpito di più – conclude Erik – è stato soprattutto l'affetto che ho ricevuto. Non mi aspettavo una risposta così grande e voglio ringraziare davvero tutti, anche chi magari ha semplicemente condiviso la mia storia o mi ha scritto. Per me ha significato molto”.

Poi, con quella leggerezza che spesso accompagna le parole dei più giovani, trova anche il modo di sintetizzare tutto in una sola parola: “Come direbbero i giovani oggi: rispetto”.

Una parola semplice, ma che in questa storia racconta bene ciò che è accaduto. Perché dopo tre furti Erik aveva perso una bicicletta, ma grazie alla risposta di tante persone ha ritrovato qualcosa di altrettanto importante: la consapevolezza di non essere solo.

E adesso, finalmente, può tornare a pedalare.

rg

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