Si sono conclusi, come previsto dal programma presentato alcune settimane fa a Saluzzo dal direttore generale del Consorzio Monviso Solidale, Enrico Giraudo, e dalla responsabile dell'Area progetti e qualità, Cristiana Bertaina, i tre appuntamenti di Estate PROA(c)TIVE, organizzati nell'ambito del progetto PITER+ Terres Monviso.
I tre incontri hanno coinvolto giovani italiani, provenienti dal Saluzzese e dalle valli Varaita, Po, Infernotto, Stura, Maira e Grana, e francesi in una serie di attività ludiche dal forte valore sociale, pensate per favorire l'aggregazione e accrescere la consapevolezza sul ruolo dei territori situati ai due lati del confine, da anni interessati da progettualità di carattere comunitario, economico e paesaggistico.
Si è cominciato in valle Po con L'atelier a Ostana, dal 6 al 10 luglio: una residenza dedicata al teatro durante la quale immaginare «futuri possibili» e capaci di connettere territori adiacenti.
"Hanno partecipato 22 giovani italiani e francesi tra i 12 e i 14 anni, ospitati al Rifugio Galaberna - afferma Irene Macrì, educatrice professionale della cooperativa Caracol. - È stata una settimana molto intensa e interamente dedicata alla recitazione sotto la guida di due attori della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, il cui scopo era preparare, insieme ai partecipanti, una performance poi andata in scena al termine della residenza con il coinvolgimento di tutta la comunità della frazione. Tema di fondo: il futuro da immaginare e, se possibile, realizzare, provando a ipotizzare lavori che possano essere svolti in territorio alpino fuori dagli schemi consueti ai quali siamo tutti abituati".
Di differente natura l'appuntamento dell'8 luglio nel Queyras, dove per vivere l'esperienza Acqua viva 14 ragazze e ragazzi italiani e una trentina francesi (di età compresa tra i 15 e i 18 anni) si sono dati appuntamento. «Un'occasione ideata per offrire loro un'opportunità di socializzazione oltreconfine in un contesto stimolante a stretto contatto con la natura», come dice Lucia Molineri, educatrice professionale della cooperativa Caracol che ha seguito l'iniziativa. "La giornata si è snodata tra la scoperta attiva del territorio e la pratica in sicurezza di sport acquatici come rafting e kayak, sotto la guida esperta di professionisti del settore e degli educatori. A rendere l'iniziativa particolarmente significativa sono stati i legami umani sbocciati sul campo. Nuove conoscenze e amicizie, lo sport come acceleratore relazionale, l'incontro tra persone portatrici di culture e lingue diverse: questi gli elementi che hanno reso l'evento unico e molto apprezzato da chi vi ha preso parte. L'uscita nel Queyras ha rappresentato un tassello fondamentale nel percorso di crescita dei giovani dei due territori confinanti, dimostrando bene come la cooperazione transfrontaliera costituisca uno strumento potente capace di abbattere le barriere e costruire le comunità di domani".
È infine Leonardo Giletta, educatore professionale (anche lui, come le colleghe, in forza alla Caracol), a descrivere 'Dalla città alla montagna', l'ultimo dei tre momenti previsti dal progetto e tenutosi in parte a Torino e in parte in valle Stura nei giorni del 17 e del 18 luglio. "L'iniziativa ha preso avvio a Torino, dove abbiamo visitato il Museo Pietro Micca con i sotterranei della città e lo Juventus Stadium. Al termine della prima giornata ci siamo spostati invece in valle Stura, dove abbiamo fatto base a Demonte: qui abbiamo cenato e preso parte ad attività di gruppo. Quest'ultimo era formato da 22 persone provenienti dalla Francia e da 18 dall'Italia. Il secondo giorno abbiamo invece trascorso la giornata all'aperto praticando rafting in valle, attività che ha cementato ancor più i legami instauratisi tra i giovani. Si è trattato di una due giorni interessante e ricca di spunti, soprattutto se pensiamo allo scambio continuo tra persone che vivono sì in Paesi diversi, ma che in definitiva condividono i medesimi territori separati unicamente dalle montagne. Un'esperienza immersiva che puntava volutamente alla cura dei rapporti interpersonali".
Dal Monviso Solidale anticipano: "A breve saranno annunciate le altre attività che il progetto PITER+ organizzerà, mettendo ancora una volta al centro le giovani generazioni e la loro capacità di immaginare il futuro dei territori di confine e delle loro comunità in questa parte del Piemonte".








