Attualità - 07 settembre 2026, 09:09

Bra, ottavo giorno della Novena con il ricordo dei rettori del Santuario che non ci sono più

Domenica 5 settembre la Messa e una sosta in preghiera davanti alla lapide dove sono incisi i nomi

Statua della Madonna dei fiori e alle spalle lapide in memoria dei rettori defunti

Statua della Madonna dei fiori e alle spalle lapide in memoria dei rettori defunti

Nell'ottavo giorno della Novena alla Madonna dei fiori, domenica 6 settembre, la comunità di Bra ha voluto ricordare i rettori del Santuario che non ci sono più. I loro nomi sono scolpiti in una lapide, ubicata alle spalle della statua della Madonna, che è stata inaugurata e benedetta dal compianto rettore don Gian Carlo Avataneo.

Ormai coperta dai fiocchi delle nascite, abbiamo trovato l'incisione che riporta alla memoria don Michele Germanetto. Nato e cresciuto sotto la Zizzola, don Michele era stato ordinato sacerdote nel 1955. Il suo percorso religioso l'ha portato alla Consolata e al Duomo di Torino, a Sommariva del Bosco, a Mirafiori e infine parroco a San Matteo ed a Bandito. Dal 1992 e per vent'anni, è stato il rettore del Santuario della Madonna dei fiori. Una lunga esistenza, che ha segnato la città lasciando un'impronta umana, civile e sociale che in tantissimi riconoscono. Una presenza eloquente e significativa per intere generazioni del passato e del presente.

La lapide fa memoria anche di altri due rettori del Santuario defunti: don Cesare Fava e don Sergio Boarino, punti di riferimento spirituale e religioso della città in epoche diverse.

Classe 1942, don Sergio era stato ordinato sacerdote a Torino nel 1966, continuando il suo

mandato in seminario dove ha trascorso 26 anni di sacerdozio, ricoprendo anche l'incarico di rettore del Seminario Maggiore di Torino.

Successivamente, ha fatto esperienza presso la chiesa di S. Edoardo a Nichelino, a Savigliano, nella parrocchia di Sant'Andrea, a Torino Lingotto, prima di tornare a Bra. Come rettore del Santuario si è tanto adoperato per la cura delle anime ed ha seguito i lavori di completamento del pronao, diventato un gioiello di arte sacra, grazie al maestoso mosaico. Una meraviglia per gli occhi e anche per il cuore.

Silvia Gullino

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