A Cuneo, corso Giolitti continua a far discutere.
C'è da un lato la volontà di rianimare la via, con iniziative partecipate quali quella della cena della scorsa settimana, che ha visto sedersi al tavolo oltre 300 persone (LEGGI QUI), dall'altro c'è la rabbia dei residenti, che vedono crescere il degrado, le risse, i disordini in quell'area della città da anni sotto i riflettori.
Tavoli in Prefettura, Comitati per la sicurezza, l'apertura di un presidio della Polizia locale, la presenza delle forze dell'ordine.
Tante cose sono state fatte per migliorare la vivibilità dell'area, tutte riconosciute da chi ci vive, ma non sufficienti, se si è arrivati a chiedere di rimuovere le panchine, attorno alle quali si verificano - citiamo - problemi di stazionamento prolungato, bivacco, consumo di alcol e attività illecite.
Proprio su questo tema registriamo un ennesimo intervento, che riportiamo in alcuni passaggi:
La scelta di togliere un arredo urbano per le ragioni descritte non é "in parte una sconfitta" ma una resa senza condizioni.
Una resa dei cittadini onesti alla barbarie, al degrado, alla prepotenza ed alla prevaricazione di chi ha utilizzato impropriamente ed impunemente quegli spazi.
Uno schiaffo morale ai commercianti onesti, i pochi rimasti in zona, che versano contributi, in larga misura al Comune, e che pagano un'ulteriore tassa occulta corrispondente al calo del giro di affari connesso al degrado medesimo.
Un'offesa a chi, ingenuamente o mal consigliato, ha pensato di acquistare un immobile in quella zona, magari credendo a proclami altisonanti di iniziative di recupero, e si ritrova oggi con un macigno dal quale non riesce a liberarsi o può farlo soltanto a fronte di una svendita.
E' una beffa per i cittadini, come il professor Russi, ricevuti ed ascoltati dall'amministrazione ma senza ottenere risultati, con la conseguente amarezza di sospettare di essere stati trattati come dei bambini capricciosi.
Aggiungo che è curioso notare come vi sia stata una grande mobilitazione per salvare i poco distanti cedri e nessuna iniziativa altrettanto imponente contro il degrado di corso Giolitti, ma qui bisognerebbe probabilmente tirare in ballo la frase di don Abbondio sul coraggio.
Mi permetto ancora di rilevare che la rimozione delle panchine come rimedio contro il degrado fu, negli anni Novanta, un'iniziativa eclatante di un famoso sindaco e uomo politico di un capoluogo di provincia di una regione del Nord Est del quale credo molti degli attuali amministratori comunali di Cuneo, per ragioni anagrafiche e forse non soltanto per quelle, non abbiamo contezza e da cui avrebbero preso le distanze se avessero fatto politica all'epoca. Quella decisione suscitò al tempo polemiche roventi ma la Storia si ripete, con dinamiche a volte sorprendenti ed imprevedibili...
Questo l'intervento, di un cittadino che ama Cuneo ma che non ci vive.
Perché è evidente che corso Giolitti è un tema che coinvolge la città, ma non solo. Basti ricordare il video registrato mesi fa dal sindaco di Roccavione Paolo Giraudo (di recente passato con il generala Vannacci in Futuro Nazionale) di fronte ai licei che hanno sede proprio nella via, ricordando che quella scuola è frequentata anche da studenti suoi concittadini. "Le famiglie hanno paura a mandare i figli a scuola da soli", aveva detto Giraudo.
Tanti gli avevano dato ragione. E altrettanti lo avevano invitato ad occuparsi del suo Comune.
Comunque la si pensi, il tema è e sarà trattato anche e soprattutto in modo politico. E lo vedremo nella prossima campagna elettorale per il governo del capoluogo.





