La casa circondariale di Cuneo si trova in uno stato di grave criticità organizzativa e di sicurezza. A lanciarne il grido d'allarme è l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp), denunciando una situazione segnata da sovraffollamento, carenze d'organico, violenze tra i reclusi e criticità nei servizi sanitari dell'istituto.
Secondo i dati diffusi dal sindacato, l'istituto cuneese registra una riduzione di 21 agenti dovuta a 17 trasferimenti o distacchi mai rimpiazzati, a cui si aggiungono 4 unità di recente assegnate al Gruppo Operativo Mobile (Gom).
A preoccupare è anche la catena di comando: la figura dei sottufficiali risulta azzerata, al punto da dover affidare i compiti di sorveglianza generale anche a personale con due soli anni di servizio. Con circa 400 detenuti presenti, il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti conta 9 unità rispetto alle 17 previste, mentre la vigilanza dinamica porta un singolo agente a coprire fino a tre piani e a sorvegliare circa 180 reclusi, arrivando in alcuni casi a svolgere 16 ore continuative di lavoro.
A rendere il quadro ancora più teso si aggiungono i recenti episodi di violenza all'interno delle celle: un tentativo di sottrazione delle chiavi ad un agente di servizio per aggredire un altro recluso e l'aggressione ai danni di un detenuto da parte di un altro recluso, che gli ha provocato lesioni al volto e alla schiena. L'aggressore sarebbe stato successivamente ricollocato in una cella ordinaria per la saturazione e le condizioni di parziale inagibilità dei locali di isolamento.
Risulta complessa anche la gestione sanitaria dell'istituto, coperta da un solo medico del Sert, uno psichiatra e tre medici incaricati di garantire la presenza con continui rientri nell'arco delle 24 ore.
A fronte di questa situazione, il sindacato esprime forte preoccupazione in vista della prospettata apertura di un ulteriore padiglione, che comporterebbe un incremento delle presenze e il raddoppio dei detenuti per cella senza un adeguato potenziamento del personale. Per queste ragioni l'Osapp richiede al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap) e al Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria (Prap) del Piemonte un invio urgente di personale, il ripristino delle figure di coordinamento, il rafforzamento dell'assistenza sanitaria e della sicurezza dei locali, oltre a un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori.
"Non è più emergenza, è il collasso del sistema – dichiara il segretario generale dell'Osapp Leo Beneduci –. Prima che accada l'irreparabile qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. È paradossale pretendere di garantire la sicurezza di un istituto complesso come Cuneo senza un'adeguata presenza di personale esperto e figure di coordinamento. Questo non è un modello organizzativo: è un azzardo. Quello che sta accadendo a Cuneo è semplicemente inaccettabile. Non si può continuare a chiedere alla Polizia penitenziaria di garantire sicurezza e ordine in un istituto dove mancano uomini, mancano sottufficiali, mancano spazi e aumentano le situazioni di rischio. Affidare compiti di sorveglianza generale a personale con appena due anni di servizio, in un contesto così complesso, è il segnale più evidente di un'organizzazione arrivata al limite. Se davvero si intende aprire un ulteriore padiglione, prima si mettano in campo uomini, mezzi e condizioni di sicurezza adeguate. Non siamo più di fronte a una semplice difficoltà gestionale: siamo davanti a un sistema che rische concretamente di non essere più in grado di garantire la sicurezza. Dap e Prap Piemonte intervengano immediatamente, perché aspettare l'irreparabile sarebbe una responsabilità che nessuno potrà più scaricare sugli operatori".





