Prima Torino, poi Milano. E ora la Cassazione. Sul procedimento che riguarda Mario Roggero si è aperto un vero e proprio ping pong sulla competenza, con due Tribunali di sorveglianza che hanno fissato altrettante udienze a una settimana di distanza e la questione della competenza finita davanti alla Suprema Corte.
Tutto nasce dall’istanza presentata alle 10 di giovedì 16 luglio dall’avvocato Stefano Marcolini e dall’analista processuale Sergio Novani, quando Roggero non era ancora entrato in carcere a Bollatr e, quindi, era ancora un cittadino libero. Per questa ragione la richiesta era stata depositata davanti al Tribunale di sorveglianza di Torino.
Secondo la difesa, infatti, la competenza si radica nel momento in cui viene presentata l’istanza. L’articolo 677, comma 2, del Codice di procedura penale prevede infatti che, quando il condannato è ancora in stato di libertà, sia competente il Tribunale di sorveglianza del luogo di residenza o di domicilio. Nel caso di Mario Roggero, residente a La Morra, la competenza era quindi quella del Tribunale di sorveglianza di Torino. Le vicende successive, sostiene la difesa, non inciderebbero sulla competenza già radicata al momento del deposito.
Nel frattempo, però, Roggero è entrato in carcere e la questione è diventata un confronto tra gli uffici di sorveglianza di Torino e Milano.
Il Tribunale di sorveglianza di Torino, con decreto del 23 luglio, ha fissato per il 9 settembre 2026, alle ore 9, l’udienza in camera di consiglio. Il procedimento riguarda il differimento della pena nelle forme della detenzione domiciliare e il differimento facoltativo della pena in attesa di grazia.
Ma proprio il 23 luglio anche il Tribunale di sorveglianza di Milano ha fissato una propria udienza per Roggero: 16 settembre 2026, alle ore 9, per il differimento facoltativo della pena in attesa di grazia.
Due appuntamenti davanti a due diversi Tribunali, dunque, distanziati di appena sette giorni.
Ed è qui che entra in gioco il conflitto di competenza. A luglio il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva sollevato un conflitto negativo di competenza nei confronti di Torino. Una questione che, nel frattempo, è arrivata fino alla Corte di Cassazione.
Lo conferma l’avviso d’udienza della Prima sezione penale della Suprema Corte, notificato anche all’avvocato Stefano Marcolini. Il documento indica che la Cassazione dovrà decidere sul procedimento relativo all’ordinanza del giudice milanese. La decisione è stata fissata per l’11 novembre 2026 alle ore 10, in camera di consiglio, senza la presenza delle parti.
Il calendario restituisce così una sequenza singolare: 9 settembre a Torino, 16 settembre a Milano e 11 novembre in Cassazione.
"Vediamo se le due udienze si tengono. C’è di mezzo il conflitto negativo di competenza sollevato a luglio da Milano contro Torino", spiega l’avvocato Stefano Marcolini.
Prima ancora di entrare nel merito della richiesta della difesa, dunque, resta da stabilire quale Tribunale sia competente a decidere. Torino ha già fissato la propria udienza, Milano ha fatto altrettanto e sulla competenza dovrà pronunciarsi la Suprema Corte.
Per ora, il procedimento resta sospeso tra due Tribunali di sorveglianza e una decisione della Cassazione ancora da attendere.





