La richiesta di attivare gli strumenti previsti per la calamità naturale e la necessità di una strategia strutturale per la gestione dell'acqua sono state ribadite ieri da Confagricoltura Piemonte al Tavolo Verde regionale, convocato dall'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni.
«Le piogge di fine agosto - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - hanno attenuato la crisi, ma non l'hanno risolta. Le imprese hanno subito danni ingenti e riscontrano difficoltà che richiedono risposte concrete. Occorre arrivare rapidamente all'attivazione degli strumenti consentiti dalla normativa per sostenere le aziende: dall'accesso al credito alle agevolazioni e alle altre misure previste in presenza di calamità naturali».
Confagricoltura Piemonte esprime apprezzamento per l'impegno dell'assessore Bongioanni nel portare la questione al confronto con il Governo e nel ricercare soluzioni utilizzabili per le aziende agricole piemontesi. «Su questo fronte - aggiunge Allasia - contiamo anche sulla sensibilità e sull'autorevolezza del presidente della Regione Alberto Cirio, perché la gravità della situazione richiede un'azione forte e coordinata nei confronti del Governo. La siccità non riguarda più singoli territori o singole colture, ma sta assumendo una dimensione strutturale per l'intero sistema agricolo piemontese».
Al Tavolo Verde è stato affrontato anche il Disegno di legge regionale n. 161 sul riordino del sistema irriguo piemontese. «Una legge che interviene dopo decenni sull'organizzazione dell'irrigazione merita un confronto approfondito. Confagricoltura - sottolinea Allasia - è disponibile a discutere un riordino e a contribuire al miglioramento del sistema, ma non si può considerare definita una riforma prima di averne valutato attentamente gli effetti sui territori e sulle imprese».
Per Confagricoltura Piemonte vale un principio: la gestione dell'acqua destinata all'agricoltura deve continuare a vedere protagonisti gli agricoltori e gli enti irrigui che da generazioni operano sul territorio.
«Il Piemonte - prosegue Allasia - ha una storia e una struttura irrigua importante, costruite nel tempo dagli agricoltori. Questo patrimonio non va disperso. Qualunque riforma deve partire dalla funzionalità del servizio, dalla conoscenza del territorio e dalla capacità di portare l'acqua alle aziende, evitando di creare nuovi livelli burocratici o maggiori costi».
Confagricoltura Piemonte ritiene inoltre che il riordino debba essere strettamente collegato a una programmazione degli investimenti. «Riteniamo importante accompagnare il riordino con un piano degli invasi e delle infrastrutture irrigue, definendo dove e come aumentare la capacità di accumulo, ammodernare le reti e migliorare l'efficienza del sistema, per costruire su questa base il nuovo assetto organizzativo. La siccità - – conclude Allasia - sta diventando un problema strutturale: dobbiamo affrontare l'emergenza di oggi, ma contemporaneamente prepararci a quella di domani. Il riordino amministrativo è importante, ma senza acqua e senza infrastrutture rischia di rimanere soltanto sulla carta».





