Dall’11 al 13 settembre Cuneo torna a essere la capitale italiana del lavoro penitenziario con la quarta edizione di Festival Art.27-EXPO, la prima organizzata dalla neonata “Associazione Articolo 27 Aps” dopo le tre precedenti promosse dalla cooperativa sociale “Glievitati”. L’associazione, costituita proprio in occasione dell’edizione 2025, è nata per promuovere il lavoro penitenziario quale leva di inclusione sociale, favorire la diffusione delle buone pratiche e creare un luogo permanente di confronto e collaborazione tra tutti gli attori dell’economia carceraria italiana.
A fondarla sono state quattro realtà: Panaté Società Benefit, Fondazione Industriali e La Gemma Venture, con sede a Cuneo, e La Strada di Asti. Nel corso dei mesi l’associazione si è ulteriormente rafforzata con l’adesione di altre realtà che operano nell’economia carceraria italiana: la cooperativa sociale Glievitati di Magliano Alpi, L’Arcolaio di Siracusa, Made in Carcere di Lecce, Men at Work di Roma, Work Crossing di Padova, Cooperativa Emmaus di Genova e Fondazione Azzoaglio di Ceva.
IL PROGRAMMA
Il Festival prenderà il via venerdì 11 settembre alle 10, davanti al Duomo, con il taglio del nastro e l’apertura ufficiale dell’Area Expo. A dare il benvenuto saranno la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e il presidente dell’Associazione Articolo 27 Davide Danni, insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione penitenziaria e delle istituzioni coinvolte nella manifestazione. Alle 10.30 il primo confronto entrerà direttamente nel cuore del Festival con “Il lavoro e il trattamento penitenziario”, mettendo attorno allo stesso tavolo Amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti e responsabili delle aree trattamentali per ragionare sul ruolo del lavoro nel percorso di reinserimento.
Alle 12 il punto di vista si allargherà al ruolo dei finanziatori nello sviluppo dell’economia carceraria, con fondazioni e soggetti che sostengono progetti e percorsi all’interno e all’esterno degli istituti. Alle 14.30 spazio invece alle imprese e ai “match che funzionano”, collaborazioni concrete tra aziende e realtà impegnate nel lavoro penitenziario. Entrambi i confronti saranno condotti da Giada Susca di ELIS, organizzazione non profit che opera mettendo in relazione formazione, lavoro e mondo delle imprese e che collabora con Art.27-Expo nella costruzione di questa parte del programma. Alle 16 sarà il tavolo dei Garanti a chiudere il programma pubblico dei panel della prima giornata.
Sabato 12 settembre sarà soprattutto la giornata delle esperienze che già funzionano. Dalle 10.30 comincerà così una vera e propria geografia delle buone pratiche. Dalla Lombardia arriveranno le esperienze di A&I, Libere Ristrette, della sartoria di Bergamo e di Pandora; il viaggio proseguirà con Men at Work, Pastificio Futuro e A Team, insieme a Made in Carcere e alla Sartoria Sociale Al Revés. Nel pomeriggio il testimone passerà alle realtà legate al progetto “Jail to Job” e a Fondazione San Zeno: L’Arcolaio di Siracusa, Cotti in Fragranza e Lazzarelle, esperienze che hanno trasformato formazione e lavoro in percorsi imprenditoriali e sociali riconoscibili anche fuori dal carcere. Seguiranno le testimonianze di Work Crossing-Pasticceria Giotto, All’Opera, Panta Rei e Nesis. Progetti diversi per territori e attività, accomunati dalla convinzione che il lavoro possa essere uno strumento concreto di autonomia, responsabilità e ritorno nella comunità.
Nel programma di sabato troverà spazio anche “Introduzione al Disegno Brutto”, workshop di tre ore guidato da Alessandro Bonaccorsi, ideatore dell’omonimo progetto. Dalle 15 alle 18, il laboratorio, aperto a tutti e senza necessità di alcuna capacità artistica, inviterà i partecipanti a “disimparare a disegnare”, lavorando sulla definizione stessa di disegno e riscoprendo le potenzialità espressive di linee e scarabocchi. Un approccio libero e non giudicante per sperimentare il piacere di errare e liberarsi dai condizionamenti, a partire proprio da quello più comune: pensare di non saper disegnare. A guidare il workshop sarà lo stesso Bonaccorsi, che domenica mattina tornerà al Festival per condividere l’esperienza del progetto. Alle 18 l’attenzione si sposterà su Vittorio Pezzuto, giornalista e autore di “Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora”, per l’incontro dedicato a una vicenda giudiziaria e mediatica che, a oltre quarant’anni di distanza, continua a interrogare il presente.
Domenica 13. La terza giornata allargherà il campo al rapporto tra carcere, cultura e società, con una parte del programma realizzata in collaborazione con “VITA”, la testata nazionale dedicata al Terzo settore e all’innovazione sociale, da tempo attenta anche ai temi dell’esecuzione penale, del reinserimento e del teatro in carcere. Alle 10.30 sarà protagonista “Parole Latitanti”, il volume nato da un anno di lavoro all’interno della Casa di Reclusione di Fossano e realizzato con quindici persone detenute. Promosso dalla Fondazione Azzoaglio Ets, il progetto ha intrecciato scrittura creativa, disegno, pedagogia, arteterapia e progettazione editoriale partendo dagli oggetti della quotidianità carceraria che dentro una cella assumono significati diversi, scandiscono il tempo e delimitano lo spazio, diventando il punto di partenza per fare emergere immagini, memorie, pensieri ed emozioni. Il risultato è un’opera corale in formato leporello, pensata e sviluppata editorialmente all’interno dello stesso istituto, per trasformare le parole nate in un luogo chiuso in un libro capace di uscire e incontrare la comunità. A raccontarne il percorso saranno Elena Ramondetti e Lorenzo Zoppi.
Il pomeriggio sarà dedicato soprattutto al teatro in carcere. Alle 14.30, in un incontro moderato dalla giornalista di VITA Daria Capitani, si confronteranno Mimmo Sorrentino e Grazia Isoardi, protagonisti con i rispettivi lavori delle due serate precedenti. La collaborazione con VITA proseguirà nel racconto e nell’approfondimento di esperienze che vedono nella cultura uno degli strumenti capaci di costruire relazioni tra carcere e società. Daria Capitani, giornalista torinese, fa parte della redazione della testata nazionale.
Alle 16 il Festival incontrerà una delle esperienze più significative e longeve del teatro penitenziario italiano: quella di Armando Punzo, regista e fondatore della Compagnia della Fortezza, nata nel 1988 all’interno della Casa di reclusione di Volterra e diventata negli anni un punto di riferimento nazionale nel rapporto tra teatro e carcere. Insieme a Rossella Menna, Punzo presenterà il “Breviario di etica artistica”, occasione per ripercorrere un’esperienza che da quasi quarant’anni utilizza il teatro non semplicemente come strumento trattamentale, ma come autentico percorso di ricerca artistica, capace di mettere in discussione confini, identità e rappresentazioni del carcere. All’incontro prenderà parte anche Donatella Pieri, presidente della Commissione Arte e Cultura di Acri.
Per tutta la durata della manifestazione il centro storico di Cuneo si trasforma nell’Area Expo: circa quaranta organizzazioni con esposizione e vendita di produzioni legate all’economia carceraria, incontri B2B tra imprese e Terzo Settore e la Piazza dell’Inclusione. «Il lavoro in carcere non è solo un’opportunità per chi sta scontando una pena – dice Davide Danni, presidente dell’Associazione Articolo 27 –. È un investimento sulla sicurezza, sulla coesione sociale e sul futuro stesso delle nostre comunità».
IL FESTIVAL MUSICALE E TEATRALE
Festival Art.27-Expo affianca al cuore della manifestazione dedicato all’economia carceraria un programma culturale tra via Roma e lo Spazio Varco. Canzoni e palcoscenico diventano così altri linguaggi attraverso i quali parlare di carcere, inclusione e reinserimento.
Il primo filo conduttore sarà “Per Chi Crea - Parole Liberate”, festival musicale organizzato dall’etichetta Baracca & Burattini di Paolo Bedini con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE. In via Roma si alterneranno quattro progetti under 35: Dimaggio e Perla-Chaise venerdì 11 settembre; Alvise Nodale e L’Isola dei Cipressi Viventi domenica 13. I concerti si terranno dalle 18 alle 20 e saranno gratuiti.
Tutti gli artisti hanno partecipato o parteciperanno a “Parole Liberate”, progetto che trasforma in canzoni i testi scritti dalle persone detenute grazie all’incontro con musicisti e interpreti. I primi due album hanno ottenuto il Premio Lunezia e il Cremona Award e si sono classificati secondo e terzo alle Targhe Tenco nella sezione album a progetto. Il terzo volume uscirà entro fine anno e comprenderà proprio i quattro artisti presenti a Cuneo.
Nelle serate di venerdì e sabato Art.27-Expo si sposterà allo Spazio Varco con due spettacoli che raccontano il carcere da prospettive opposte e complementari: quella di chi vi lavora e quella di chi sta scontando una pena. Venerdì 11 settembre, alle ore 21, andrà in scena “Agenti”, testo e regia di Mimmo Sorrentino, produzione TeatroIncontro interpretata da nove agenti di Polizia penitenziaria. Nato dall’esperienza del regista all’interno della Casa di reclusione di Vigevano, lo spettacolo porta sul palco una sorta di nuova Iliade nella quale il campo di battaglia è il carcere. Non attori chiamati a interpretare agenti, ma agenti che raccontano in prima persona turni, perquisizioni, scorte, emergenze e relazioni costruite dietro le sbarre, muovendosi continuamente sul confine tra l’umano e il disumano. Una “guerra nascosta”, come la definisce Sorrentino, che prova a raccontare ciò che fuori dal carcere raramente si vede.
Sabato 12 settembre, sempre alle 21, sarà invece protagonista Voci Erranti con “Non calpestare l’erba”, per la regia di Grazia Isoardi, nuova produzione realizzata con gli attori della Casa di reclusione di Saluzzo. Sul palco arriva l’esperienza di un laboratorio teatrale permanente che da oltre vent’anni lavora all’interno dell’istituto, facendo del teatro uno spazio di espressione e relazione e un ponte tra carcere e comunità.
Per entrambi gli spettacoli l’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a un massimo di 250 posti. Le prenotazioni possono essere effettuate attraverso il sito del Festival. Per tre giorni il centro storico ospiterà inoltre l’Area Expo, con circa quaranta organizzazioni, esposizione e vendita delle produzioni dell’economia carceraria, incontri tra imprese e Terzo Settore e la Piazza dell’Inclusione.
«Vogliamo che Art.27-Expo sia un luogo nel quale il carcere incontra davvero la città – sottolinea Davide Danni, presidente dell’Associazione Articolo 27 – . Il lavoro resta il cuore del Festival, ma musica e teatro ci permettono di raccontare persone e percorsi con linguaggi diversi, capaci di raggiungere anche chi normalmente è lontano da questi temi. Perché il reinserimento non riguarda soltanto chi è detenuto: riguarda la comunità nella quale tornerà a vivere».





