Una ricognizione del patrimonio immobiliare comunale per individuare gli edifici e gli alloggi inutilizzati o sottoutilizzati che potrebbero essere recuperati e destinati all’edilizia sociale. È quanto chiede Cuneo Mia, attraverso un’interpellanza presentata dal capogruppo Claudio Bongiovanni, alla luce delle nuove opportunità previste dal Piano Casa nazionale.
L’iniziativa nasce dalla considerazione che il Comune di Cuneo dispone di immobili che necessitano di interventi di recupero e ristrutturazione e che alcuni alloggi risultano attualmente non utilizzati. Tra questi viene indicata in particolare Casa Ferrero, in corso Dante, già oggetto di un sopralluogo nell’ambito di una commissione consiliare e dove sono presenti unità abitative non utilizzate.
Nell’interpellanza, Bongiovanni richiama le disposizioni del decreto legge 66 del 7 maggio 2026, convertito nella legge 116 del 2 luglio, che prevede interventi per incrementare l’offerta di alloggi accessibili attraverso l’edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata. Tra gli strumenti individuati dalla normativa rientrano anche il recupero e la riconversione di immobili pubblici non redditizi e non in uso.
Da qui la richiesta politica alla sindaca e all’assessore competente: capire se il Comune abbia già avviato, o intenda avviare, una ricognizione degli immobili comunali inutilizzati o sottoutilizzati che potrebbero essere destinati a progetti di edilizia sociale.
Per Cuneo Mia, il caso di Casa Ferrero merita un approfondimento specifico. Bongiovanni chiede infatti di verificare quali siano le unità attualmente inutilizzate, il loro stato manutentivo, gli interventi necessari e i relativi costi, valutando anche la possibilità di inserire l'immobile nella procedura di ricognizione prevista dal nuovo Piano Casa.
L'interpellanza guarda oltre e chiede alla Giunta di verificare anche la possibilità di accedere ai contributi previsti dal Programma straordinario nazionale per il recupero e la manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, predisponendo eventualmente per tempo gli approfondimenti tecnici, patrimoniali ed economici necessari.
La questione posta da Cuneo Mia è quindi quella di trasformare un patrimonio oggi inutilizzato, almeno in parte, in una possibile risposta alla domanda abitativa. Bongiovanni chiede inoltre che la verifica non si limiti a Casa Ferrero, ma venga estesa agli altri immobili e alle unità immobiliari comunali inutilizzati o sottoutilizzati, per capire quali possano essere recuperati e destinati a finalità sociali.
L’interpellanza porta così in Consiglio comunale il tema delle politiche abitative e, soprattutto, della capacità dell’Amministrazione di intercettare le nuove opportunità di finanziamento. Per la minoranza, la priorità è arrivare preparati all’avvio delle procedure previste dal Piano Casa, con una fotografia aggiornata del patrimonio disponibile e dei possibili interventi da candidare.





