Sanità - 14 settembre 2026, 18:34

Professioni sanitarie, Icardi: "Dal Piemonte una proposta di legge per superare il vincolo di esclusività e valorizzare le competenze"

Le osservazioni del presidente della Commissione Sanità del consiglio regionale piemontese

Luigi Genesio Icardi

Luigi Genesio Icardi

"Si tratta di una proposta normativa per consentire ai professionisti sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale di esercitare stabilmente la libera professione al di fuori dell'orario di servizio dentro e fuori dagli ospedali, nel rispetto delle attività istituzionali e senza conflitti di interesse. Il provvedimento permetterebbe di valorizzare le competenze dei professionisti sanitari della nostra regione è più in generale dell'Italia, rendere più attrattivo il Servizio Sanitario pubblico e contribuire alla costruzione di una sanità sempre più vicina ai cittadini".

Con queste parole, Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Piemonte, nel pomeriggio di oggi, ha introdotto i primi lavori della commissione da lui presieduta a Palazzo Lascaris sulla proposta di legge al Parlamento: "Disposizioni in materia di esercizio dell'attività libero-professionale delle professioni sanitarie".

Nata anche dal confronto con la rappresentanza Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta della Società Italiana Infermieri di Emergenza – SIIET, con la rappresentanza di ANPSE, Associazione Nazionale Professionisti Sanitari in Evoluzione e con il Dipartimento Sanità Piemonte della Lega per Salvini Premier, la proposta interviene su uno dei temi da tempo al centro del dibattito relativo all'evoluzione delle professioni sanitarie: il superamento stabile del vincolo di esclusività per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, riconoscendo la possibilità di esercitare attività libero-professionale al di fuori dell'orario di servizio.

"L'iniziativa parte dalla consapevolezza – prosegue Icardi- che il Servizio Sanitario Nazionale sta attraversando una profonda trasformazione. Invecchiamento della popolazione, aumento della cronicità, necessità di garantire cure di prossimità e crescente complessità organizzativa impongono modelli assistenziali nuovi, capaci di valorizzare pienamente le competenze di infermieri, ostetriche, professionisti sanitari tecnici, della riabilitazione e della prevenzione".

Il provvedimento si inserisce inoltre, nel percorso di sviluppo dell'assistenza territoriale delineato dal DM 77/2022, che individua nelle Case della Comunità, negli Ospedali di Comunità, nelle Centrali Operative Territoriali e nell'assistenza domiciliare alcuni dei pilastri della nuova sanità di prossimità.

UNA LIBERA PROFESSIONE COMPLEMENTARE, NON ALTERNATIVA AL SERVIZIO PUBBLICO

"Il principio alla base della proposta è chiaro: l'attività libero-professionale non deve rappresentare un'alternativa al Servizio Sanitario pubblico, ma uno strumento complementare ad esso. – continua Icardi- Il professionista potrà esercitarla esclusivamente al di fuori dell'orario di servizio, senza pregiudicare le proprie funzioni istituzionali e nel rispetto delle esigenze organizzative dell'ente di appartenenza, della trasparenza e dell'assenza di conflitti di interesse. L'obiettivo è mettere a disposizione dei cittadini un patrimonio di conoscenze, specializzazioni ed esperienze professionali già presente nel sistema sanitario, creando contemporaneamente nuove condizioni di valorizzazione per chi quotidianamente opera nel Sistema Sanitario Nazionale".

La proposta prevede, infatti, la possibilità di svolgere l'attività presso il domicilio dell'assistito, all'interno di strutture sanitarie, sociosanitarie o assistenziali autorizzate, presso gli stessi enti di appartenenza secondo modalità organizzative definite oppure in forma individuale o associata".

PIÙ ATTRATTIVITÀ, PROSSIMITÀ E RISPOSTE AI BISOGNI DEI CITTADINI

"Una regolamentazione strutturale della libera professione potrebbe contribuire a favorire la permanenza dei professionisti nel sistema pubblico, aumentare l'attrattività delle professioni sanitarie, valorizzare le competenze specialistiche e avanzate, sostenere i nuovi modelli di assistenza territoriale e attrarre anche gli attuali Liberi Professionisti all'interno del Sistema Pubblico – prosegue Icardi- Particolare attenzione viene posta anche alla capacità del sistema di rispondere ai bisogni assistenziali della popolazione e alle strategie finalizzate alla riduzione delle liste di attesa, esigenza particolarmente significativa in una Regione come il Piemonte, caratterizzata dalla presenza contemporanea di grandi aree metropolitane, territori rurali e zone montane, nelle quali garantire equità di accesso e prossimità delle cure costituisce una sfida strategica".

TEMPI CERTI E NESSUN NUOVO ONERE PER LA FINANZA PUBBLICA

La proposta prevede che, una volta entrata in vigore la legge, Regioni e Province autonome disciplinino entro 120 giorni le modalità applicative dell'attività libero-professionale. Le aziende sanitarie dovranno successivamente adeguare i propri regolamenti interni entro 60 giorni, garantendo criteri uniformi, trasparenza e compatibilità organizzativa.

"Il provvedimento – conclude Icardi- contiene inoltre, una specifica clausola di neutralità finanziaria: dall'attuazione delle disposizioni non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La proposta punta quindi ad aprire un percorso nazionale capace di accompagnare l'evoluzione delle professioni sanitarie e del Servizio Sanitario Nazionale, con un principio di fondo: valorizzare le competenze dei professionisti significa aumentare la capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini".

comunicato stampa

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