Parlare di pace mentre le guerre continuano significa provare a spostare la domanda: non soltanto come fermare i conflitti, ma quali condizioni politiche, sociali ed economiche possano impedire che diventino inevitabili. È attorno a questa prospettiva che lunedì 12 ottobre, dalle 18.30 al Seminario Vescovile di Alba, si svilupperà il convegno “La cura della pace”.
L'iniziativa parte dalla convinzione che la pace non possa essere ridotta alla semplice cessazione della guerra. Nel documento di presentazione viene descritta come condizione di una vita pienamente umana, costruita attraverso giustizia, libertà e solidarietà, richiamando la Pacem in terris di Giovanni XXIII. Una dimensione che attraversa contemporaneamente la vita personale, familiare, sociale, economica e internazionale.
Da qui anche alcune delle domande che accompagneranno il confronto albese: che cosa significa oggi sicurezza? Quale rapporto esiste tra pace e modello di sviluppo? E quanto spazio rimane alla partecipazione delle persone davanti a processi economici e politici che sembrano spesso sottrarsi alla possibilità di essere governati?
Il programma si aprirà alle 18.30 con i saluti del vescovo di Alba monsignor Marco Brunetti e del sindaco Alberto Gatto, seguiti dall'introduzione di Angelo Vero, dell'Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Alba.
Il primo approfondimento, “Educare alla Pace”, sarà affidato a Simone Morandini, vicepresidente dell'Istituto Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia, che presenterà il documento della CEI. A seguire Germana Tappero Merlo, senior analyst di politica internazionale e sicurezza, affronterà “Le sfide alla Pace nel Mediterraneo”.
Dopo il buffet delle 20.15, per il quale è richiesta la prenotazione entro il 5 ottobre, alle 21 il confronto si allargherà alla dimensione economica con la tavola rotonda “Spade o aratri (Is. 2,4): quale modello di economia stiamo costruendo?”.
Insieme ai relatori interverranno Stefano Pontecorvo, ex ambasciatore, Giovanni Alioti, esperto di politiche del lavoro, e Carlo Cefaloni, giornalista di Città Nuova e coordinatore di Economia Disarmata. A moderare sarà Alessandro Svaluto Ferro, direttore PSL dell'Arcidiocesi di Torino, mentre le conclusioni saranno affidate a Gianni Manzone, dell'Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Alba.
Il filo che lega gli interventi è dunque più ampio della pur urgente discussione sulle guerre in corso. Il comunicato invita a ripensare il concetto stesso di sicurezza, a non identificare lo sviluppo umano con la sola crescita economica e a interrogarsi sulla possibilità delle persone di incidere sulle forze che determinano le condizioni nelle quali vivono.
“La cura della pace” prova così a portare ad Alba una questione che attraversa contemporaneamente politica internazionale, economia e vita sociale: se la pace non coincide semplicemente con l'assenza della guerra, costruirla significa interrogarsi anche sul tipo di società che rende possibile evitarla.
L'iniziativa è organizzata dall'Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Alba e dal Comitato per la Pastorale Sociale e del Lavoro di Bra, in collaborazione con l'Ufficio regionale della Pastorale Sociale e del Lavoro di Torino, con l'adesione dell'Azione Cattolica e il patrocinio del Comune di Alba.





