Attualità - 15 settembre 2026, 15:26

Affitti brevi nelle Langhe e nel Roero, il turismo cerca un nuovo equilibrio

Al Castello di Grinzane Cavour confronto tra operatori, istituzioni e associazioni sulle regole, la sostenibilità e l’impatto sul mercato abitativo

Affitti brevi nelle Langhe e nel Roero, il turismo cerca un nuovo equilibrio

Grande partecipazione al Castello di Grinzane Cavour per il convegno “Affitti brevi e territorio: quale equilibrio per il turismo del futuro?”, tenutosi lunedì 14 settembre scorso e promosso dall’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi, aderente all’ACA. Un appuntamento dedicato a un tema di grande attualità per il settore turistico, chiamato a confrontarsi con la crescita delle locazioni brevi e con la necessità di trovare un equilibrio nel rispetto dei residenti, della qualità dell'offerta e della competitività delle destinazioni.

A fotografare la dimensione del fenomeno sono i dati relativi agli annunci presenti su Airbnb: nella prima settimana di agosto 2026 erano 571.982 in Italia, a conferma della rilevanza raggiunta dal mercato delle locazioni brevi. Questo è particolarmente significativo anche nei principali comuni turistici delle Langhe e del Roero, dove la dinamica assume caratteristiche che vanno oltre la semplice ospitalità occasionale: la maggior parte degli annunci riguarda interi alloggi, oltre il 60% è disponibile per più di sei mesi all’anno e circa sei annunci su dieci sono pubblicati da host che gestiscono più di un alloggio. Una realtà che interessa sempre più da vicino anche i nostri territori, come emerge dal confronto con operatori e imprenditori del turismo e dalle difficoltà di chi cerca casa. Da qui la necessità di interrogarsi su quale equilibrio costruire per il futuro. Come continuare a essere una destinazione desiderata e competitiva, mantenendo al tempo stesso un’armonia tra chi arriva a visitarci, chi lavora nel turismo e chi il territorio lo vive ogni giorno? È la domanda posta da Chiara Bergadano, responsabile marketing dell’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi, moderatrice dell’evento. L’incontro ha permesso di osservare il fenomeno da prospettive diverse: dal contesto locale all’intero Piemonte, dal livello nazionale ai casi di Firenze e Bilbao. L’obiettivo non è stato cercare oggi una risposta unica o definitiva, ma mettere insieme dati, esperienze e modelli diversi per iniziare un dialogo.

Il tema si inserisce inoltre in un contesto di particolare attualità sul piano europeo, alla luce della recente proposta della Commissione europea sull’Affordable Housing Act, che prevede la possibilità per i Comuni di intervenire ponendo limiti agli affitti brevi nelle aree caratterizzate da particolare pressione abitativa, in relazione alle specifiche esigenze dei territori, secondo quanto riportato dal Centro Studi Federalberghi.

L’incontro ha riunito operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e numerosi amministratori pubblici, a testimonianza dell’interesse e della rilevanza che il tema riveste per il territorio.

 

Alla presenza, per l’Associazione Commercianti Albesi, del presidente Giuliano Viglione, e del direttore Fabrizio Pace e per l’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi del presidente Massimo Camia, il convegno è stato condotto da Daniela Ferrero, Sales & Project Manager di Langhe Experience, che ha illustrato le motivazioni alla base dell’appuntamento dedicato alla tematica delle locazioni turistiche e al loro impatto sul territorio: quando un territorio conquista attenzione, attrattività e riconoscimento, non raccoglie soltanto opportunità, raccoglie anche responsabilità. La crescita del turismo e i cambiamenti che ne conseguono non possono essere lasciati al caso, ma devono essere governati perché siano sostenibili nel tempo e capaci di generare, al di là dei numeri, valore e benessere per tutti. 

Successivamente l’argomento è stato al centro di uno scambio articolato e approfondito, affidato a relatori di primo piano del panorama turistico nazionale e internazionale, che hanno portato esperienze, dati e prospettive differenti sulle locazioni turistiche e sulle loro ricadute sui territori. Sono intervenuti: Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi; Silvio Carletto, presidente di Visit Piemonte; Cristina Bergonzo, responsabile dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte; Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze; Juan Baliño Gangoiti, promotion manager di Bilbao Turismo.

HANNO DETTO

Alessandro Nucara ha ricordato come la Federazione dedichi da anni particolare attenzione al tema: “Stesso mercato, stesse regole: è il principio che riassume il lavoro e le battaglie portate avanti da Federalberghi in questi anni, insieme alle diverse misure adottate per cercare di governare il fenomeno, che lascia ancora aperti diversi interrogativi”. Nucara ha inoltre invitato a leggere con attenzione il tema dell’overtourism

“È una parola che fa pensare a qualcosa di negativo e porta a una generalizzazione che rischia di essere fuorviante. Partendo dai dati, in Italia abbiamo circa 840 milioni di pernottamenti potenziali, ma ne facciamo solo 280 milioni, circa il 34%, quindi non è una questione di troppi turisti. Il fenomeno del sovraffollamento, che crea disagio sia ai turisti sia agli abitanti esiste, ma riguarda alcuni luoghi e determinati momenti. Stiamo già facendo qualcosa per governare il fenomeno: le banche dati ci permettono di censire chi fa ricettività e mettere il mercato in trasparenza; ci sono poi l’obbligo di comunicare gli alloggiati e il tema della tassazione degli appartamenti. Sono stati fatti grandi passi avanti, ma siamo ancora fermi sul piano gestionale”.

Anche Silvio Carletto ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio nella gestione delle locazioni turistiche: “Finché parliamo di piccoli borghi o località montane, gli affitti brevi non sono visti così male, perché offrono un servizio di ricettività e aiutano a diminuire il fenomeno della destagionalizzazione. Il problema arriva nelle grandi città, quando viene meno l’equilibrio: si affitta a prezzi sempre più alti, e questo va a scapito di chi abita e vive sul territorio, facendo aumentare il prezzo delle unità immobiliari e, di conseguenza, di chi vuole comprare o affittare per viverci. È giusto sfruttare le aree, ma non lucrare”.

A susseguire Carletto, con un’analisi approfondita del contesto locale, nella fattispecie di Langhe e Roero, è stata Cristina Bergonzo, che ha evidenziando come “nei nostri territori la componente alberghiera ospiti la maggior parte dei flussi turistici, mentre subito dopo ci sono le locazioni turistiche, che sono aumentate di oltre il 20% rispetto all’anno precedente”. Bergonzo ha inoltre ricordato come, con la legge del 2019, sia stata avviata una mappatura degli affitti brevi, vista la crescente rilevanza. La Regione Piemonte mette a disposizione la piattaforma telematica regionale che permette ai locatori di immobili non imprenditoriali di inviare la comunicazione di inizio attività al Comune competente.

A completare il quadro le case history di due note destinazioni turistiche internazionali, Firenze e Bilbao, che hanno permesso di evidenziare le problematiche affrontate negli anni e le soluzioni adottate per governare la dinamica delle locazioni turistiche. 

Francesco Bechi ha portato la testimonianza di Firenze, sottolineando come nelle grandi destinazioni ci si trova di fronte allo stesso mercato, ma non alle stesse regole. Una situazione che crea disparità e disequilibrio: “Gli alberghi hanno tanti controlli e obblighi, dalla sicurezza alla pianificazione, fino alla formazione per i posti di lavoro, mentre per le locazioni turistiche è tutto più semplice e ci sono meno obblighi.

Se si fa impresa o si lavora in modo equiparabile, è giusto confrontarsi con un’etica comportamentale ed essere regolamentati come gli altri”. Bechi ha quindi ricordato l’esperienza di Firenze e messo in guardia rispetto al fenomeno dell’overcrowding, dato da escursionisti di giornata che non lasciano ricadute sul territorio.

Un’altra esperienza particolarmente significativa è quella di Bilbao, che già vent’anni fa rappresentava un caso di studio internazionale per la sua trasformazione da città portuale e industriale in una destinazione turistica di alto livello, grazie agli investimenti in cultura, architettura ed enogastronomia. Un modello che a suo tempo era stato studiato anche in Piemonte come esempio da cui trarre ispirazione e ancora offre spunti per affrontare la fase successiva: come gestire i flussi turistici e mantenere un equilibrio con il territorio. Ne ha parlato Juan Baliño Gangoiti: “Sul nostro territorio abbiamo introdotto restrizioni urbanistiche, soprattutto nelle aree ad alta concentrazione, come il limite quantitativo di un solo alloggio turistico per edificio e precise regole sulla sua ubicazione. Nelle zone tese è vietato aprire nuove locazioni turistiche e sono previsti rinnovi delle licenze ogni cinque anni, ispezioni, monitoraggio delle piattaforme e sanzioni per le attività clandestine”. Una gestione che, secondo Baliño Gangoiti, deve basarsi sui dati e sugli studi, ma anche sulla capacità di spiegare il valore del turismo: “Bisogna avere coraggio e orgoglio, non vergogna, perché il turismo crea ricchezza”. 

Su questo tema, Langhe Experience (la rete che unisce il Consorzio Turistico e il Consorzio Piccole Strutture Ricettive) e l’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi hanno più volte richiamato l'attenzione. Massimo Camia, presidente dell’Associazione, ha evidenziato come la disponibilità di alloggi incida anche sulla possibilità di trovare personale: “Penso a chi decide di trasferirsi qui per venire a lavorare nei nostri ristoranti, negli alberghi e nelle attività locali e che spesso fatica a trovare una casa a condizioni sostenibili. Il successo turistico di Langhe e Roero è il risultato di anni di investimenti, di lavoro e di impegno da parte di tante imprese. Oggi abbiamo la responsabilità di preservare questo valore".

Il presidente dell’Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione, si è soffermato sull’importanza della libertà di mercato, qualsiasi normativa venga introdotta: “La soluzione non è mettere alcune categorie contro altre, ma individuare un bilanciamento che consenta a tutti di lavorare in un contesto di legalità e obblighi condivisi. Ma anche lasciare più potere ai Comuni per disciplinare la materia in modo adeguato alle caratteristiche del proprio territorio e all’incidenza delle locazioni turistiche”.

A concludere il partecipato incontro, il direttore dell’ACA Fabrizio Pace, che ha ringraziato i relatori per i preziosi contributi e ha compiuto un breve excursus storico: “Oltre trent’anni fa, come ACA, siamo stati tra i primi a creare un punto di informazione e accoglienza turistica utilizzando "la roulotte dell’ospitalità” in quella che oggi è piazza Michele Ferrero, dove era possibile prenotare ristoranti e alberghi.

Il sistema della rete turistica era ancora agli inizi, semplice e con strumenti molto diversi da quelli di oggi, quando la necessità è trovare un equilibrio. L’obiettivo non è demonizzare gli affitti brevi, ma stabilire norme e controlli che regolino le diverse forme di ospitalità, come è stato fatto all’inizio degli anni Duemila con le piccole strutture ricettive e gli agriturismi. Bisogna fare in modo che chi vive e lavora sui nostri territori possa continuare a farlo in modo sostenibile”. Una posizione che conferma l’attenzione dell’Associazione Commercianti Albesi verso una questione che interessa da vicino il sistema economico e turistico del territorio.

cs

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