L'economia circolare si prepara a entrare in una nuova fase e per le imprese italiane il prossimo autunno potrebbe rappresentare un passaggio importante. È stato questo il tema al centro dell'incontro promosso da Kyoto Club, che lunedì 14 settembre ha riunito nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale e delle principali realtà impegnate sui temi della sostenibilità.
Al centro del confronto è stato posto il Circular Economy Act, la futura legge quadro dell'Unione Europea attesa per l'autunno 2026 e destinata, secondo gli organizzatori, a introdurre cambiamenti strutturali e normativi con ricadute significative sulle imprese. Una prospettiva che apre interrogativi concreti per il sistema produttivo italiano: quali saranno gli scenari, quali le criticità e soprattutto quali le opportunità legate alla transizione verso un'economia sempre più circolare?
Il confronto si è sviluppato mettendo allo stesso tavolo istituzioni e imprese, con l'obiettivo di affrontare il tema non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo industriale, economico e normativo.
Dopo i saluti istituzionali di Angela Pagano, responsabile delle Relazioni istituzionali di Kyoto Club, della presidente Maria Letizia Magaldi, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell'assessora all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, del presidente della Commissione Ambiente Giammarco Palmieri e della presidente della Commissione Scuola Carla Fermariello, la mattinata è entrata nel vivo con le key note di Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova, Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, e Catia Bastioli, presidente di SPRING.
Particolarmente ampia la rappresentanza del mondo industriale e dei servizi ambientali, chiamata a confrontarsi sulle trasformazioni che il nuovo quadro europeo potrebbe determinare. Tra i discussant figuravano Stefano Cuzzilla, presidente di Terna, Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente, Matteo Colle, direttore Relazioni esterne e Sostenibilità di Cap Holding, la Fondazione Capellino, Luca Campadello, direttore generale di Erion Textiles, Agostino Re Rebaudengo, presidente di Asja Energy, Alessandra Barocci, responsabile Sostenibilità e Ambiente del Gruppo Arvedi, Alessia Scappini, amministratore delegato di Revet, Alessia Bertolotto, direttore generale di Marco Polo Environmental Group, e Marco Codognola, amministratore delegato di Itelyum.
Un parterre che ha evidenziato quanto il tema dell'economia circolare sia ormai trasversale a settori diversi: energia, gestione dei rifiuti, tessile, industria, riciclo, ambiente e infrastrutture.
Nel corso della giornata è stato inoltre approfondito il ruolo che l'Italia sarà chiamata a svolgere nell'attuazione delle nuove politiche europee. La sessione pomeridiana, dedicata alle "Priorità per l'Economia Circolare", è stata moderata da Raffaele Lupoli, direttore editoriale di EconomiaCircolare.com, e ha coinvolto Laura D'Aprile, capo Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile del MASE, Alessandra Gallone, presidente ISPRA, Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territori di ENEA, e Nadia Ramazzini, consulente tecnico-giuridico della Direzione Economia circolare del MASE.
A chiudere i lavori sono stati Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG, e Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club.
Kyoto Club, organizzazione non profit italiana nata nel 1999, proprio in seguito al Protocollo di Kyoto, riunisce imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali con l'obiettivo di promuovere la riduzione delle emissioni di gas serra in linea con l'Accordo di Parigi e il Green Deal europeo. Tra i suoi ambiti di intervento figurano efficienza energetica, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, bioeconomia ed economia circolare.
«Il Kyoto Club è un'Organizzazione Non Profit Italiana fondata nel febbraio del 1999, in seguito al Protocollo di Kyoto – ha ricordato Bertolotto -. Ha sede a Roma dove riunisce Imprese, Enti, Associazioni e Amministrazioni locali per promuove la riduzione dei gas serra in linea con l'Accordo di Parigi e il Green Deal europeo».
Un appuntamento che, alla vigilia dell'atteso intervento legislativo europeo, ha riportato dunque al centro una questione destinata ad avere un peso crescente nelle strategie delle aziende: come trasformare gli obiettivi della transizione ambientale in processi industriali concreti, sostenibili e competitivi, evitando che la nuova normativa venga percepita soltanto come un ulteriore vincolo e cogliendo invece le possibilità legate all'innovazione e all'utilizzo più efficiente delle risorse.









