Eventi - 16 settembre 2026, 07:48

Tributo del Caffè letterario Albedo di Bra a Dolly Parton

Icona senza tempo della musica country, che ha lasciato un'eredità di amore e fantasia

Dolly Parton, vista da Andy Warhol

Dolly Parton, vista da Andy Warhol

Il firmamento della musica internazionale ha perso un'altra stella: lo scorso 25 agosto si è spenta Dolly Parton, la più grande artista che il mondo del country abbia mai conosciuto, cantautrice da 160 milioni di copie e autrice di pezzi immortali.

Aveva 80 anni, la morte è avvenuta a Nashville (Usa), in seguito di una breve battaglia contro il cancro. Parrucche platino, strass e tacchi vertiginosi, Dolly Parton ha attraversato la sua epoca senza permettere alle convenzioni e alle tendenze glamour di cambiarla. Dietro l'immagine volutamente kitsch, c'era una donna libera, generosa e molto più rivoluzionaria di quanto apparisse.

Nata nel 1946 in una famiglia povera, quarta di 12 figli di un contadino senza proprietà, imparò a suonare la chitarra e il banjo, ascoltando gli inni della madre, e iniziò a esibirsi alla radio già da bambina. Il grande successo arrivò nel 1967 con il programma televisivo di Porter Wagoner, ma fu la sua carriera solista a renderla leggendaria. E iconica: non a caso fu anche ritratta a più riprese da Andy Warhol, che le dedicò le prime serigrafie nel 1982 per poi riprenderla tra i suoi soggetti nel 1985.

Tra i suoi capolavori Jolene, 9 to 5 e Coat of Many Colors. Ma Dolly Parton non era solo interprete, ma anche autrice: sua era I Will Always Love You, diventata un successo planetario con la voce di Whitney Houston nel 1992.

Filantropa senza eguali, sostenitrice dei diritti LGBTQIA+ e attivista instancabile, Dolly Parton ha combattuto gli stereotipi e le ingiustizie con una leggerezza solo apparente, trasformando lo stereotipo della bionda appariscente in un simbolo di libertà e autodeterminazione. Proprio la sua prima canzone da solista, nel 1966, è dedicata alle donne dai capelli biondi.

Dumb Blonde è il suo primo successo e nel testo dice: «Solo perché sono bionda non pensare che io sia stupida. Perché questa stupida bionda non è sciocca». Sopra le tendenze e i cliché, la sua mancanza si fa sentire.

Silvia Gullino

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