Nuovo anno scolastico e vecchi disagi. Sono quelli relativi al trasporto pubblico, in una provincia molto estesa, con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che convergono verso le cittadine più grandi, provenendo anche da molto lontano, a volte da più di 50 chilometri di distanza.
Non è facile organizzare il sistema. Questo va specificato.
Ma non è nemmeno possibile pagare per non avere il servizio.
E' quanto ci viene segnalato da alcune famiglie che, laconicamente, ci scrivono: "Scuole aperte, porte degli autobus chiuse".
Il fatto specifico accade a Confreria, alla fermata peso, "dove ogni mattina transitano, e non si fermano, i bus diretti all'istituto Itis poiché sono già pieni".
Ogni mattina significa da lunedì 14, giorno di inizio dell'anno scolastico. Quindi da quattro giorni.
Scrive un genitore:
"Dopo aver regolarmente compilato moduli, fornito fotografie, pagato l'intero abbonamento in anticipo, la risposta della ditta è che gli autobus non si fermano perché sono pieni e che i nostri figli devono utilizzare un altro pullman che passa alle 7 del mattino per arrivare all' Itis dopo pochi minuti e attendere per strada le ore 8, quando iniziano le lezioni.
La domanda che sorge a noi spontanea è questa: ma se l'autobus delle 7 è vuoto, perché non eliminarlo e potenziare i passaggi successivi?
Se hanno raccolto gli abbonamenti con l'indicazione degli indirizzi di residenza degli utenti e delle scuole da frequentare, dove è la difficoltà nel calcolare il numero di autobus che occorre per il trasporto sulle tratte?
Fa strano che l'unica cosa che riescano a calcolare perfettamente in anticipo sia il costo dell' abbonamento...
Per quanti giorni dobbiamo ancora ritardare al lavoro come genitori, ritardare a scuola come alunni e, soprattutto dopo aver pagato e espletato tutte le pratiche in anticipo, non sapere se i nostri figli arriveranno a scuola?"
Inutile ogni tentativo di contattare la ditta trasporti perché, conclude questo papà che da quattro mattine deve andare alla fermata dell'autobus per portare il figlio a scuola, nessuno risponde al telefono.
Ovviamente siamo disponibili ad accogliere la replica.





