Un debutto, per il romanzo numero uno del Banchiere scrittore, omaggio attualizzato ad Alessandro Manzoni, che ha ampiamente superato le più ambiziose attese della vigilia, suscitando altresì il desiderio di procedere a una comparazione tra la Storia originale e quella rivisitata. Unanime il plauso da parte dei Vip della provincia, tra i quali il giallista e cantore del territorio Gian Maria Aliberti Gerbotto
Se è vero che oggigiorno la Provvidenza, per quanto resti importante, non è più sufficiente "a sistemare ogni cosa", né a ricomporre le complessive vicissitudini umane e sociali, essa non scompare del tutto ma si abbina ad altri concetti come Conoscenza, Sapienza e Resilienza. Dote, quest'ultima, che porta talvolta a sacrificare le virtù, punto forte e caratteristico dei Protagonisti positivi del Capolavoro del Manzoni, a favore della ricerca di opportunità, non dello stesso segno, sfocianti in opportunismo. Quello, per esempio, della mamma di Lucia, che nella versione attualizzata di Ghisolfi spinge la figlia a diventare la moglie o l'amante di Don Rodrigo così da potersi garantire un futuro stabile e sereno. Anche il rapporto fra Don Abbondio e i Bravi è molto diverso - potremmo dire "speciale" - da quello della vicenda ambientata nel Seicento. E siamo davvero sicuri che Renzo e Frate Cristoforo restino due emblemi morali, e che Don Rodrigo sia sempre un aguzzino integrale?
A queste, così come ad altre domande, Beppe Ghisolfi risponderà, "Nerosubianco" (come la casa editrice di Sabrina Ferrero artefice della pubblicazione dell'opera letteraria), nel proprio Romanzo. Il quale, sebbene non faccia parte dello storico filone del Manuali, rappresenta in ogni caso l'ennesima straordinaria rappresentazione della vocazione dell'Autore a promuovere e divulgare valori di educazione civica alle nuove generazioni.





