Attualità - 19 settembre 2026, 14:20

I cento anni dalla nascita di Giacomo Oddero: da Alba l'accorato omaggio a uno dei padri nobili della nostra Granda [FOTO]

Serata di emozioni al Sociale di Alba per celebrare la figura del produttore e farmacista di La Morra, storico presidente di Camera di Commercio e Fondazione Crc: "Un uomo di sintesi, equilibrio e concretezza"

Sul palco Paolo Tibaldi e Pietro Viglino (foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo)

Sul palco Paolo Tibaldi e Pietro Viglino (foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo)

"Sono nato e cresciuto in questo magnifico territorio che amo e che ho nel sangue". Basterebbero queste parole, scritte di suo pugno e risuonate sul palco del Teatro Sociale "Busca" di Alba, a riassumere il senso profondo di una vita interamente spesa per la propria terra. A poco più di un anno dall'addio, avvenuto a 98 anni nel giorno di Pasquetta del 2025, e a un secolo esatto dalla nascita caduto il 16 settembre, la comunità della Granda si è stretta in un abbraccio per ricordare la figura di Giacomo Oddero.

[Un momento della rappresentazione teatrale "La Grande Sete delle Langhe", interpretata da Paolo Tibaldi / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

Nella serata di ieri, venerdì 18 settembre, in un Teatro Sociale gremito, la memoria del farmacista di via Maestra, del giovane sindaco di La Morra (1965-1970), del consigliere e assessore in Provincia (1970-1987), del presidente della Camera di Commercio di Cuneo (1976-1992) e ultimo presidente della Cassa di Risparmio di Cuneo (1987-1994) e poi della Fondazione Crc (1992-2006), di cui aveva promosso la nascita, si è trasformata in un grande affresco collettivo. Un racconto capace di intrecciare la storia personale di un uomo di rara visione e arguzia con quella epica e trasformativa delle sue colline, capaci di affrancarsi dalla "malora" fenogliana per conquistare i più traguardi suggellati seguiti al riconoscimento Unesco del 2012.

[Cristina e Mavi Oddero / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

Ad aprire la serata è stata l'applaudita rappresentazione teatrale "La Grande Sete delle Langhe", interpretata da Paolo Tibaldi e ispirata al libro "Il farmacista di Via Maestra" di Attilio Ianniello. Attraverso un ritmo incalzante e aneddoti spassosi, la pièce ha ripercorso le tappe fondamentali dell'esistenza di una figura capace di condensare così diversi profili: dall'infanzia a Santa Maria di La Morra – distante sei chilometri a piedi dall'asilo delle suore Luigine frequentato in paese –, alle elementari frequentate nella frazione fino agli studi al liceo classico "Govone" di Alba e alla laurea in farmacia a Torino. Poi il matrimonio con l'amata moglie Carla, la farmacia condivisa con Luciano Degiacomi – divenuta salotto di accesi dibattiti politici con figure come Pinot Gallizio, evocata pure negli scritti di Beppe Fenoglio – e la conduzione dell'ultracentenaria azienda vitivinicola di famiglia, oggi portata avanti dalla figlia Cristina con il nipote Pietro Viglino e la nipote Isabella Boffa, mentre l'altra figlia, Maria Vittoria, ha intrapreso la carriera medica e l’impegno sociale con l’associazione "Ho Cura".

[Da destra le figlie Mavi e Cristina, e i nipoti Pietro, Giacomo e Isabella / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

Momento centrale del racconto teatrale è stata la straordinaria intuizione dell'Acquedotto delle Langhe e delle Alpi, l'opera rivoluzionaria voluta da Oddero e da lui gestita per un ventennio, fino al 1991. Attraverso le captazioni realizzate a Limone Piemonte e Vernante, l'acqua potabile raggiunse colline storicamente aride. "Se c'è un prima e un dopo su queste colline, quel momento è l'arrivo dell'acqua", ha sottolineato Tibaldi, ricordando lo scetticismo iniziale spazzato via dall'esclamazione in dialetto di un anziano di Camerana: "L’e mai vist tanta eva tua ansema".

[L'ingresso del pubblico a teatro / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

La serata ha visto quindi l'alternarsi di testimonianze e ricordi personali. Quello del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che in un videomessaggio ha ricordato: "Lo conobbi da giovane vicesindaco di Alba, avevo 22 anni: un uomo da cui imparare molto. La sua prerogativa fondamentale era l'equilibrio, la capacità di dosare i rapporti, forse figlia dei suoi studi da farmacista".

Il sindaco di Alba Alberto Gatto lo ha definito "un padre straordinario della nostra Langa, che in ogni settore ha lasciato un segno concreto e tangibile", richiamando la medaglia d'oro della città conferitagli nel 2007. Il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, ne ha tratteggiato la fede umile e la profonda adesione ai principi della dottrina sociale della Chiesa: "Aveva la concezione del primato della persona e del guardare agli altri prima che a se stessi. Una cosa che porto nel cuore era il suo apprezzamento per il clero delle Langhe della sua epoca. Figure importanti che lo hanno anche sostenuto".

[Le figlie Mavi e Cristina con Ferruccio Dardanello e Sergio Soave / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

Dalla voce di Patrizia Mellano, direttrice della Camera di Commercio di Cuneo, è emerso il ruolo di Oddero alla guida dell'ente per oltre quindici anni, periodo in cui sostenne la qualità agroalimentare dopo lo scandalo del metanolo e promosse la nascita dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (Onav) nel 1989, senza dimenticare la cittadinanza onoraria ricevuta a Castelmagno. Il presidente della Fondazione Crc Mauro Gola ha invece evidenziato come Oddero "abbia saputo interpretare le istituzioni come emanazioni dell'uomo".

[Cristina Oddero col figlio Pietro Viglino e Giovanni Quaglia / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

La successiva tavola rotonda, moderata dal giornalista Nicolas Lozito, ha visto gli interventi dello storico Sergio Soave, di Antonio Degiacomi (presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo), della sindaca di La Morra Marialuisa Ascheri e dell'ex presidente Atl Claudio Alberto. Tutti concordi nel tratteggiare la figura di un amministratore rigoroso e di un visionario al servizio del bene comune. 

[Da sinistra Alberto, Degiacomi, Ascheri, Lozito e Soave / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

"Non era un sindaco dei proclami, ma delle cose concrete – ha ricordato Ascheri –. Quando la candidatura Unesco ebbe un'impasse diceva: 'Non ci arrendiamo'". Un insegnamento di tenacia e stile che, a cento anni dalla nascita, continua a rappresentare una rotta da seguire per tutto il territorio.

[Coi vertici Onav / Foto Silvia Muratore - Bruno Murialdo]

Ezio Massucco

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