Cronaca - 19 settembre 2026, 12:34

Lite tra detenuti nel carcere di Saluzzo, trovata a terra una lama rudimentale: "Piemonte al limite, la misura è colma"

Nuova denuncia del Sappe

Lite tra detenuti nel carcere di Saluzzo, trovata a terra una lama rudimentale: "Piemonte al limite, la misura è colma"

Lite tra detenuti nel carcere di Saluzzo, interviene la Polizia Penitenziaria per separarli e a terra viene trovata una lama rudimentale. «È l'ennesimo episodio che conferma il livello ormai altissimo di tensione nelle carceri piemontesi», denuncia il Sappe, che insieme alle altre organizzazioni sindacali del corpo è da giorni in stato di agitazione e ha chiesto al DAP di valutare l'avvicendamento del provveditore regionale Mario Antonio Galati.

La colluttazione è stata rapidamente bloccata grazie all'intervento degli agenti, evitando conseguenze peggiori. Ma il successivo rinvenimento del coltellino rende ancora più grave il quadro di sicurezza dell'istituto. «Ancora una volta sono stati i poliziotti penitenziari a evitare che una situazione di pericolo degenerasse – afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria -. Il ritrovamento di una lama dopo una colluttazione tra detenuti dimostra concretamente quali siano i rischi che il personale affronta quotidianamente. Non possiamo continuare a considerare normale ciò che normale non è».

Per il SAPPE, l'episodio di Saluzzo si inserisce «in una crisi ormai strutturale» che investe l'intero distretto Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta. A Torino sono state registrate 57 aggressioni, a Genova Marassi i detenuti sono quasi 700, mentre ad Aosta si registra una gravissima carenza di personale. Complessivamente mancano centinaia di unità di Polizia Penitenziaria, lo straordinario è ormai strutturale e sono stati assegnati soltanto 30 nuovi agenti all'intero distretto

«La misura è colma – sottolinea Capece -. Sovraffollamento, carenze di organico, aggressioni, incendi, danneggiamenti, tentativi di suicidio, atti autolesionistici, straordinario sistematico e accorpamento dei posti di servizio stanno scaricando tutto il peso della crisi sulle donne e sugli uomini della Polizia Penitenziaria. Il sistema continua a reggersi sul loro sacrificio».

«A Saluzzo i nostri colleghi hanno dimostrato ancora una volta professionalità e tempestività – aggiunge Vicente Santilli, segretario nazionale SAPPE per il Piemonte -. Hanno separato i detenuti e impedito che la colluttazione avesse conseguenze ancora più gravi. Ma non possiamo pensare che la sicurezza degli istituti venga garantita ogni giorno dall'abnegazione degli agenti». 

Santilli ricorda che il SAPPE (con le organizzazioni sindacali OSAPP, UIL FP Polizia Penitenziaria e USPP) ha proclamato lo stato di agitazione e formalizzato ai vertici del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria «il venir meno della fiducia nell'attuale gestione del Provveditorato Regionale».

«Non chiediamo rassicurazioni, chiediamo decisioni – conclude Santilli -. Mancano uomini, aumentano le criticità e lo straordinario è diventato strutturale. L'assegnazione di appena 30 nuovi agenti per tutto il distretto non può essere considerata una risposta adeguata. Chiediamo al DAP interventi immediati e concreti, a partire dal rafforzamento degli organici e da una diversa gestione delle situazioni di maggiore pericolosità».

Il SAPPE sollecita quindi interventi urgenti sul sistema penitenziario del Piemonte, della Liguria e della Valle d'Aosta, chiedendo al DAP di affrontare senza ulteriori rinvii la situazione degli organici, dell'organizzazione dei servizi e della sicurezza del personale.

cs

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