Cronaca - 19 settembre 2026, 15:26

Lite tra due detenuti nel carecere di Cuneo: l'intervento degli agenti finisce con tre feriti

La denuncia dell'Osapp, che sottolinea come i disordini abbiano costretto a richiamare in servizio anche personale in quel momento libero

Lite tra due detenuti nel carecere di Cuneo: l'intervento degli agenti finisce con tre feriti

"Quello che è accaduto alla Seconda Sezione Gesso è l’ennesima dimostrazione di una situazione che, per il personale di Polizia Penitenziaria, sta diventando ogni giorno più difficile da sostenere".

Lo dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’OSAPP, commentando la grave aggressione verificatasi nella serata di ieri 18 settembre, all’interno dell’istituto penitenziario di Cuneo, dove tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti durante le operazioni necessarie a contenere una violenta colluttazione tra due detenuti.

"Ancora una volta – prosegue Beneduci – gli agenti sono intervenuti con tempestività e professionalità per impedire che uno scontro tra detenuti potesse avere conseguenze ancora più gravi. E ancora una volta, però, il prezzo dell’emergenza ricade direttamente sugli operatori, che vengono aggrediti e riportano lesioni nello svolgimento del proprio servizio".

La situazione di disordine ha inoltre richiesto un rafforzamento immediato del dispositivo di sicurezza, con il coinvolgimento di personale di Polizia Penitenziaria libero dal servizio, richiamato in forza per fronteggiare i disordini e contribuire al ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.

"Il fatto che, per fronteggiare una situazione di questo tipo, sia stato necessario fare ricorso anche a personale libero dal servizio – sottolinea Beneduci – dimostra quanto siano pesanti le condizioni operative con cui quotidianamente devono confrontarsi gli appartenenti al Corpo. Non si può pensare di affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento, ancora una volta, sulla disponibilità e sul senso del dovere degli operatori".

"Tre agenti sono dovuti ricorrere alle cure mediche e hanno riportato prognosi da tre a nove giorni. Non possiamo considerare tutto questo come una normale componente del lavoro. Quando le aggressioni e i disordini diventano una costante, significa che esiste un problema strutturale che deve essere affrontato senza ulteriori rinvii".

Il segretario generale dell’OSAPP richiama quindi l’attenzione sulle condizioni operative all’interno degli istituti penitenziari ed esprime la propria vicinanza ai tre operatori feriti e auspica per loro una pronta guarigione.

"A loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e la nostra piena solidarietà. Ma oltre alla solidarietà servono risposte. Chiediamo all’Amministrazione Penitenziaria e alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza, perché la sicurezza di chi lavora negli istituti penitenziari non può essere considerata un elemento secondario".

redazione

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