I Castelli di Lagnasco hanno accolto una nuova tappa de "I Racconti del Marchesato", il percorso di avvicinamento alla Festa del Libro medievale e antico di Saluzzo (in programma dal 23 al 25 ottobre che avrà come filo conduttore i Cibo) promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, che attraverso teatro, storia e divulgazione accompagna il pubblico alla scoperta del patrimonio culturale del territorio.
L'appuntamento, dal titolo "Verde, oro e bianco. Il sapore nobile dei colori", ha proposto un vero e proprio viaggio nel Medioevo, tra erbe, piante, spezie, profumi e preparazioni che un tempo entravano nella vita quotidiana con funzioni diverse: alimentari, curative, cosmetiche e simboliche.
A guidare i visitatori attraverso il Giardino delle Essenze è stata Lena Scorneica, curatrice e responsabile del giardino, che ha raccontato la storia e gli utilizzi di alcune delle erbe più conosciute, a partire dalla salvia. Nel Medioevo questa pianta veniva impiegata sia in cucina sia come rimedio e preparazione per la cura della persona.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle spezie, beni preziosi e costosi che sulle tavole medievali rappresentavano non soltanto un ingrediente, ma anche un vero e proprio simbolo di prestigio sociale. Cannella, noce moscata, chiodi di garofano, zafferano e pepe erano difficili da reperire e, proprio per questo, il loro utilizzo era legato soprattutto alle classi più agiate. Il pepe, in particolare, poteva raggiungere un valore tale da essere considerato equivalente all'oro.
Durante il percorso è stata illustrata anche un'antica ricetta a base di vino e salvia, tratta da un manoscritto del XV secolo. La preparazione, in quel contesto, era considerata una medicina e non semplicemente una bevanda aromatizzata. La salvia veniva essiccata all'ombra, pestata nel mortaio e successivamente immersa nel vino, lasciando che quest'ultimo ne assumesse profumo e caratteristiche.

La visita ha quindi permesso di riscoprire il rapporto tra erbe, profumi e medicina medievale, mostrando come piante oggi comuni potessero avere molteplici utilizzi.
La salvia, ad esempio, era impiegata anche fresca, attraverso preparazioni e impacchi, mentre il suo profumo era parte integrante delle pratiche quotidiane.
Un'altra tappa ha riguardato l'uso dei profumi descritto da una esperta e la cucina medievale, con l'analisi di un manoscritto bavarese del XV secolo. Spezie, noci, vino e aceto venivano utilizzati insieme per modificare e arricchire il sapore delle pietanze. Le preparazioni, spesso ottenute pestando gli ingredienti nel mortaio, potevano servire anche a coprire i sapori particolarmente intensi della carne e del pesce, in un'epoca in cui i moderni sistemi di conservazione non esistevano.
Il percorso è proseguito all'interno dei Castelli con le visite guidate condotte dalle guide turistiche professionali di Conitours Silvia e Roberto, che hanno accompagnato il pubblico nel Castello di Ponente, nella Sala della Giustizia, e nel Castello di Levante, tra la Sala degli Scudi e la Loggia delle Grottesche.
Nella Sala della Giustizia sono state raccontate le vicende della famiglia Tapparelli e la storia dei Castelli di Lagnasco, dal legame con il Marchesato di Saluzzo fino alle trasformazioni avvenute nei secoli. Le decorazioni della sala, con dipinti, stemmi, scene mitologiche e raffigurazioni tratte dalla storia romana, raccontano ideali e virtù che i proprietari volevano comunicare ai propri ospiti.

Particolarmente suggestivo il soffitto a cassettoni, riccamente decorato con rosette realizzate in cartapesta e polvere di stucco, restaurate una ad una e nuovamente collocate nella loro posizione originaria. Anche le pareti testimoniano la raffinatezza degli ambienti e la volontà dei proprietari di trasformare il castello in un luogo capace di rappresentare il proprio prestigio.
Nel Castello di Levante, invece, il pubblico ha potuto conoscere la Sala degli Stemmi, dove sono conservate numerose testimonianze legate alla famiglia Tapparelli e ai rapporti con importanti casate e territori. Tra gli stemmi raffigurati compaiono anche quelli dei Savoia, del Marchesato di Saluzzo e della Francia.
La visita ha poi condotto nella Loggia delle Grottesche, caratterizzata da decorazioni fantasiose, figure fantastiche, animali e composizioni che trasformano le pareti in un vero racconto per immagini. Tra le raffigurazioni compaiono anche scene volutamente bizzarre, nelle quali il mondo appare rappresentato "alla rovescia", secondo un gusto decorativo capace di sorprendere ancora oggi il visitatore.
A rendere ancora più coinvolgente l'esperienza sono stati gli attori dello staff del Monastero della Stella e i figuranti, tra cui Fabrizio Invernizzi, presidente dell'associazione Riapriamo i Castelli di Lagnasco, nei panni di Benedetto I Tapparelli. Il racconto storico si è così intrecciato con la rappresentazione teatrale, riportando idealmente il pubblico negli ambienti e nelle atmosfere del passato.

Al termine del percorso, il segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, Michele Scanavino, ha guidato la degustazione finale, con preparazioni ispirate al tema dell'appuntamento: salvia fritta, una sfoglia allo zafferano e una frittella di mela accompagnata da orzata e vino aromatizzato.

La tappa di Lagnasco è stata così un'occasione per riscoprire il Marchesato di Saluzzo attraverso un percorso che ha unito storia, arte, botanica, cucina e teatro, mostrando come anche i gesti più semplici della vita quotidiana possano raccontare la società e la cultura di un'epoca.





