Attualità - 24 settembre 2026, 15:47

Bra, 50 studenti a Villa Moffa per immaginare il futuro dei paesaggi Unesco

Il 29 e 30 settembre "Hack the Landscape", l'hackathon dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli: squadre al lavoro su digitale, ambiente, comunità e mobilità, con Eugenio in Via Di Gioia, Pietro Morello e Frank Lotta

Gli Eugenio in Via Di Gioia (Foto Alessandro Treves)

Gli Eugenio in Via Di Gioia (Foto Alessandro Treves)

Due giorni per guardare al futuro dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte attraverso gli occhi, le idee e le competenze delle nuove generazioni. È questo l’obiettivo di “Hack the Landscape – Idee per coltivare il futuro”, l’hackathon ideato e promosso dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, che si svolgerà il 29 e 30 settembre a Villa Moffa, sulla collina di Bra.

Saranno circa 50 ragazze e ragazzi provenienti da scuole secondarie di secondo grado di tutto il Piemonte a confrontarsi, lavorare in squadra e sviluppare idee concrete per il futuro dei territori UNESCO. Un’esperienza residenziale di due giorni pensata non come una competizione, ma come un percorso di co-progettazione, nel quale mettere in comune punti di vista, competenze e immaginazione.

La scelta di coinvolgere direttamente i giovani nasce da una convinzione precisa dell’Associazione: un paesaggio non si conserva soltanto proteggendolo, ma anche costruendo le condizioni perché le nuove generazioni possano riconoscerlo come proprio, abitarlo e contribuire a trasformarlo responsabilmente.

L’iniziativa si inserisce nel percorso delineato dal nuovo Piano di Gestione 2025–2031 del sito UNESCO, che individua nel coinvolgimento dei giovani e nella loro partecipazione ai processi di gestione del patrimonio uno degli strumenti per avvicinare politiche e progetti ai bisogni e alle aspirazioni delle nuove generazioni. 

Hack the Landscape porta questo principio fuori dal documento e dentro un’esperienza concreta: 50 giovani chiamati a confrontarsi direttamente con alcune delle questioni che attraversano oggi il paesaggio UNESCO e il futuro delle sue comunità.

(Frank Lotta)

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi e lavoreranno su quattro grandi sfide, dedicate ad alcuni dei temi che interessano più da vicino la vita e la trasformazione dei territori. La sfida Digital inviterà a immaginare nuovi modi di raccontare, conoscere e vivere il patrimonio attraverso gli strumenti digitali; quella Ambiente porterà i ragazzi a riflettere sulle trasformazioni ambientali e sulle possibilità di costruire territori più sostenibili. La sfida Comunità sarà dedicata ai legami tra persone, territorio, inclusione e partecipazione, mentre Mobilità affronterà il tema di come muoversi nei territori collinari in modo più sostenibile, accessibile e connesso.

Le quattro sfide saranno affrontate attraverso il lavoro di squadra e il confronto tra competenze e punti di vista diversi, con l’obiettivo di elaborare idee e proposte capaci di tenere insieme innovazione, tutela e coinvolgimento.

Il lavoro dei ragazzi non si concluderà con i due giorni di Villa Moffa. Alcune delle idee sviluppate durante l’hackathon saranno infatti accompagnate dall’Associazione in un successivo percorso di incubazione, con l’obiettivo di trasformare le intuizioni emerse in proposte più strutturate e concretamente sviluppabili.

(Federico Crosato)

Il percorso permetterà ai giovani di approfondire i progetti, definirne meglio obiettivi e modalità di realizzazione e individuare possibili fonti di finanziamento e opportunità per portarli avanti anche dopo la conclusione dell’hackathon.

In questo modo, le idee nate dall’incontro tra giovani, territorio e mentor potranno continuare a crescere e, dove possibile, trovare una strada per diventare progetti reali.

Ad accompagnare i ragazzi saranno quattro figure note al pubblico giovane, provenienti da mondi diversi – musica, comunicazione, creatività e viaggio – ma accomunate dalla capacità di utilizzare linguaggi contemporanei per raccontare temi legati alle persone, al territorio e al futuro.

Per la sfida Ambiente vedrà la partecipazione degli Eugenio in Via Di Gioia, band torinese nata come progetto di strada e oggi tra le realtà più riconoscibili della scena musicale italiana, da sempre attenta anche ai temi ambientali e al coinvolgimento dei giovani.

La sfida Comunità sarà accompagnata da Pietro Morello, musicista, creator e operatore umanitario torinese, che attraverso musica e contenuti digitali ha costruito una grande community e racconta esperienze legate alla solidarietà, all’incontro e alla partecipazione.

Per la sfida Mobilità sarà presente Francesco “Frank” Lotta, conduttore di Radio Deejay, videomaker e viaggiatore, noto per i suoi racconti di viaggio e per i progetti dedicati alla mobilità lenta, in particolare in bicicletta. Per la sfida Digital sarà invece coinvolto Federico Crosato, giovane imprenditore digitale. 

La loro presenza non sarà soltanto testimoniale: i quattro si confronteranno con i partecipanti, stimoleranno le squadre e metteranno a disposizione il proprio punto di vista, portando il linguaggio del patrimonio UNESCO dentro i mondi della musica, della creatività, dei social e del viaggio.

(Pietro Morello)

A ospitare l’hackathon sarà Villa Moffa, sulla collina di Bra, una struttura oggi gestita dalla Cooperativa Sociale Progetto Emmaus e pensata come luogo di accoglienza, formazione, cultura, natura e aggregazione sociale.

Anche la scelta della sede non è quindi casuale. Villa Moffa rappresenta concretamente uno dei temi al centro dell’hackathon: come possono i luoghi diventare spazi di comunità, inclusione e nuove opportunità?

Nel progetto di Progetto Emmaus, infatti, l’attività di accoglienza si intreccia con quella dell’inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità, con opportunità legate anche alle attività di cucina e alla cura e manutenzione del verde. Un modello nel quale ospitalità, territorio e inclusione sociale possono procedere insieme.

Hack the Landscape è un progetto ideato dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, che ha scelto di investire direttamente sui giovani e sulla loro capacità di leggere il territorio e immaginarne il futuro.

Per la realizzazione dell’hackathon l’Associazione si avvale della collaborazione di Laborplay, Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e Weco. La collaborazione con questi soggetti consente all’Associazione di costruire un percorso nel quale metodologie, competenze, creatività e conoscenza del patrimonio lavorano insieme, mantenendo la regia e la responsabilità del progetto in capo all’Associazione.

Giovanna Quaglia, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato "Mettere i giovani al centro della nostra azione significa guardare al patrimonio non soltanto come qualcosa da tutelare, ma come un’eredità da rendere viva e capace di parlare alle generazioni che verranno. Il paesaggio UNESCO è un patrimonio che appartiene alla comunità e che può continuare a evolvere solo se riesce a creare un legame con chi oggi sta costruendo il proprio futuro. Per questo, accanto alle attività di tutela, valorizzazione e promozione del sito, vogliamo sempre più creare occasioni di incontro con le nuove generazioni. Ascoltare il loro sguardo, dare spazio alle loro idee e avvicinarli al territorio significa investire sulla continuità del nostro patrimonio, ma anche aprire nuove possibilità per il suo futuro. Hack the Landscape si inserisce proprio in questa visione: è un primo passo per avvicinare i giovani al nostro paesaggio e, allo stesso tempo, per permettere a noi di guardarlo attraverso i loro occhi".

Bruno Bertero, direttore site-manager del sito UNESCO Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato: "Il percorso di aggiornamento del Piano di Gestione, concluso lo scorso giugno, ha rafforzato la consapevolezza di quanto sia importante lavorare sulle nuove generazioni e coinvolgerle nella costruzione del futuro del nostro territorio. È anche a partire da questa riflessione che ho voluto fortemente che Hack the Landscape avesse un’impostazione precisa: non un premio per i giovani, ma un’occasione concreta per ingaggiarli nel futuro del nostro territorio. L’obiettivo è dare a ragazze e ragazzi la possibilità di confrontarsi con sfide reali, portare il proprio punto di vista e immaginare soluzioni per il territorio, sentendosi parte di un percorso che li riguarda direttamente. Credo che oggi sia importante non limitarsi a parlare alle nuove generazioni del futuro del nostro paesaggio, ma creare le condizioni perché possano sentirsi coinvolte nella sua costruzione. È questo, prima di tutto, il senso che abbiamo voluto dare a Hack the Landscape".


 

cs

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