"L'avanti Savoia", pronunciato a chiosa dell'intervento dalla consigliera regionale della Lega Gianna Gancia, ha fatto sospendere il Consiglio Regionale durante il dibattito sulla presenza del vicepresidente Maurizio Marrone all'evento organizzato nel weekend a Torino da Emanuele Filiberto. Ad accendere la miccia delle polemiche è stata l'iniziativa promossa dall'AICODS - Ordini Dinastici della Real Casa Savoia, dove l'ex rampollo ha assegnato a pagamento ordini cavallereschi. Titoli di cui la legge italiana vieta la concessione dagli anni Cinquanta.
Una norma che la capogruppo regionale di AVS Alice Ravinale, la quale ha chiesto le comunicazioni per fare chiarezza sulla presenza di Marrone, ha richiamato questa mattina in aula. Perchè l'esponente di Alleanza Verde Sinistra, insieme alle colleghe, voleva capire a che titolo Marrone fosse presente . E soprattutto se l'abito indossato da "cavaliere" dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro fosse da cerimonia oppure simbolo di un’onorificenza effettivamente comprata.
"Questa Regione - ha detto Ravinale - merita risposte". A farle eco la capogruppo regionale del Pd Gianna Pentenero: "Trovo surreale la situazione: se il Vicepresidente Marrone ha partecipato ad un evento e ha infranto una legge, comprando titoli, va chiarito e verificato. Deve dare spiegazione ai piemontesi perchè è un problema ben grave".
"Avanti Savoia"
A prendere poi la parola la consigliera regionale Gianna Gancia: "Volevo ringraziare Marrone per la presenza ad un evento che rappresenta la storia dell'Italia e soprattutto del Piemonte". "Avanti Savoia" ha chiosato l'esponente del Carroccio. Parole che hanno determinato la sospensione della seduta per dieci minuti. Alla ripresa dei lavori Gancia si è scusata, dicendo: "Chiedo scusa se le mie parole hanno urtato la sensibilità di qualcuno. Come diceva Pasolini, tutte le istituzioni mi commuovono".
E le opposizioni sono torrnate all'attacco, con il consigliere dem Mimmo Rossi che ha detto: "La frase di Gancia è un oltraggio all'aula e alla Costituzione. Non cancella poi la necessità di fare chiarezza". Una richiesta quest'ultima respinta dalla maggioranza. La minoranza ha quindi deciso di dare un segnale forte, abbandonando in maniera compatta l'aula in segno di protesta.
"L’unica fedeltà dovuta da chi esercita funzioni pubbliche - hanno concluso le capigruppo Pentenero, Ravinale, insieme alle colleghe Sarah Disabato (M5S) e Vittoria Nallo (SUE) - è quella alla Repubblica e alla Carta costituzionale. Chi siede in Consiglio regionale e preferisce guardare al passato monarchico piuttosto che onorare i valori repubblicani tragga le dovute conclusioni e rassegni le proprie dimissioni". "Chiediamo al Presidente Cirio di intervenire con la massima risolutezza per censurare l'accaduto e ripristinare il rispetto e la dignità dell'Aula e dell'amministrazione regionale. Palazzo Lascaris rappresenta tutti i cittadini piemontesi e non può essere degradato a palcoscenico per anacronistiche provocazioni" hanno concluso.
"Sono un plebeo"
Alla ripresa del Consiglio Marrone ha preso la parola è, all'indirizzo del centrosinistra e M5S, ha detto: "Mi spiace per questo Aventino maccheronico a cui dobbiamo assistere. Non ho alcun imbarazzo a rispondere ai quesiti: sono serenamente plebeo, non pagherei mai per acquistare un titolo nobiliare. La cerimonia di sabato era quella di una confraternita religiosa, che a Torino sono molto diffuse".



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