Più tempo per consentire alle aziende zootecniche di adeguarsi alle nuove disposizioni sulle emissioni in atmosfera. È la richiesta avanzata da Confagricoltura Piemonte alla Regione, alla luce delle difficoltà economiche e produttive che stanno interessando il settore primario del territorio. In una lettera inviata agli assessori regionali all’Ambiente, Matteo Marnati, e all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, il presidente Enrico Allasia sottolinea come l’evoluzione del Piano stralcio agricoltura nell’ambito del Piano regionale di qualità dell’aria (PRQA) abbia modificato in modo significativo il percorso di adeguamento inizialmente previsto ed è molto complesso per le aziende rispettare il termine del 31 dicembre 2026 per rendere operativi gli adeguamenti richiesti alle strutture.
La normativa regionale sulla riduzione delle emissioni di ammoniaca dal comparto agricolo ha introdotto negli ultimi anni nuovi obblighi per le aziende zootecniche, ma anche la possibilità di raggiungere gli obiettivi emissivi attraverso una combinazione di interventi e tecniche alternative alla semplice copertura degli stoccaggi dei reflui. Il riferimento è alla DCR 27 giugno 2023, n. 284-15266, che ha approvato il Piano stralcio agricoltura nell’ambito del Piano regionale di qualità dell’aria (PRQA), successivamente modificata dalla DCR 132-25661 del 26 novembre 2025.
Proprio quest’ultima modifica, proposta dal consigliere regionale e consigliere di Confagricoltura Cuneo, Claudio Sacchetto, ha introdotto una maggiore flessibilità e l’obiettivo aziendale di riduzione delle emissioni può essere raggiunto attraverso un insieme di interventi e tecniche, dalla gestione della stabulazione alla modifica della geometria dei cumuli, fino a una più efficiente applicazione dei reflui al terreno. L’insieme delle soluzioni adottate deve garantire il raggiungimento del risultato emissivo previsto, senza che sia necessariamente indispensabile procedere alla copertura degli stoccaggi dei reflui zootecnici. Qualora, invece, le tecniche alternative non siano applicabili o non risultino sufficienti a raggiungere il target obbligatorio, la copertura degli stoccaggi resta necessaria.
La DCR 132 ha inoltre previsto, per le aziende che non avessero completato gli adeguamenti entro il 1° gennaio 2026, la possibilità di presentare una “comunicazione semplice” che certifichi l’avvio delle operazioni prima di tale data. Gli interventi dovranno comunque essere resi operativi entro fine 2026.
“Molte aziende si trovano ancora nelle prime fasi del percorso proprio perché le nuove possibilità introdotte dalla DCR 132 richiedono di riconsiderare le soluzioni tecniche da adottare – spiega Enrico Allasia –. A questo si aggiunge una situazione economica particolarmente difficile per il comparto zootecnico: temperature elevate, scarsità d’acqua per colture e prati, aumento dei costi di carburanti e fertilizzanti e una situazione di mercato complessa stanno riducendo la capacità di investimento delle imprese, arrivando in alcuni casi a mettere a rischio la stessa continuità produttiva delle aziende”.
Da qui la richiesta di Confagricoltura alla Regione di considerare le condizioni concrete in cui gli allevamenti sono chiamati ad affrontare gli adeguamenti. “L’indicazione – prosegue Allasia – è quella di privilegiare, laddove possibile, gli interventi che possano essere integrati nelle normali pratiche aziendali con il minor impatto economico e organizzativo, evitando soluzioni che comportino modifiche strutturali particolarmente onerose”.
Confagricoltura Piemonte chiede quindi una riflessione sul percorso di adeguamento e, in particolare, un differimento delle attuali scadenze, anche in attesa dei risultati delle attività sperimentali dell’Università di Torino tuttora in corso.





