Da oggi i 150 lavoratori Amazon del Cuneese hanno una nuova sede operativa. Con la chiusura del sito di Fossano, l’attività è stata trasferita a Cuneo, nell’area ex Miac, con una riorganizzazione dell’appalto che ha portato alla suddivisione dei dipendenti tra due diverse aziende.
Il passaggio non è stato privo di criticità e, nelle scorse settimane, ha portato i lavoratori a protestare per una giornata. Lo sciopero, proclamato dalla Filt Cgil di Cuneo per il 24 settembre, ha avuto come conseguenza la riapertura del confronto tra le parti, fino alla sottoscrizione di un’intesa il venerdì 25.
A ricostruire le fasi del passaggio è la segretaria generale della Filt Cgil di Cuneo, Alice Tardivo. “I rapporti con l’azienda – spiega - si sono incrinati quando il 3 agosto Amazon comunica la rescissione del contratto con Teamwork, la società che gestiva in appalto il magazzino e le consegne dei corrieri nel sito di Fossano.
Il 1° settembre – prosegue Tardivo -, durante l’incontro per il cambio d’appalto, è stato ufficializzato il trasferimento di sede a Cuneo e la divisione dei lavoratori sotto due diverse aziende appaltatrici”.
L'appalto è stato quindi suddiviso: una società gestisce esclusivamente i corrieri, mentre l'altra si occupa anche di circa una decina di addetti al magazzino.
Una riorganizzazione che i lavoratori si sono trovati ad accettare anche per la particolare disciplina prevista in caso di cambio d'appalto. “Essendo un cambio d'appalto e quindi garantita l'occupazione – precisa Tardivo –, chi non avesse accettato non avrebbe avuto diritto alla Naspi. Siccome non è che uno perde il posto di lavoro, perché gli è garantito, non ha diritto ad accedere alla Naspi”.
A complicare il passaggio erano stati soprattutto i cambiamenti negli orari di lavoro e l'assenza, nella fase iniziale, di garanzie formalizzate per iscritto. Distanza e incertezze hanno giocato un ruolo fondamentale nella trattativa.
“Noi chiedevamo delle cose che le aziende non erano disposte a darci – prosegue la segretaria generale della Filt Cgil Cuneo –. C'erano dei punti che non erano in discussione perché erano disposti da subito ad accettarli, ma noi li volevamo messi per iscritto, non ci bastava che venissero accettati a voce”.
Lo sciopero del 24 settembre ha quindi riportato le parti al tavolo e, il venerdì successivo, è stata siglata un'intesa che disciplina alcuni degli aspetti più contestati del trasferimento.
L'accordo prevede innanzitutto la tutela delle condizioni economiche e normative, con il mantenimento dei livelli, dell'inquadramento, dell'anzianità e di tutti gli elementi retributivi aggiuntivi. È inoltre prevista la garanzia della CU unificata e una gestione della progressione dei redditi finalizzata a evitare consistenti conguagli fiscali a fine anno.
Per quanto riguarda il trasferimento da Fossano a Cuneo, è stata inserita una mensilità extra una tantum, prevista dal contratto per i trasferimenti superiori ai 20 chilometri.
Un altro punto riguarda l'organizzazione dei turni e gli spostamenti dei dipendenti. L'intesa prevede l'impegno a valutare la rotazione dei turni su richiesta dei singoli lavoratori e a strutturare le turnazioni in modo da favorire il carpooling. Un aspetto particolarmente rilevante considerando che circa il 95% dei dipendenti risiede in località più lontane da Cuneo rispetto alla precedente sede di Fossano.
L'accordo è ora operativo e i corrieri hanno iniziato l'attività dalla nuova sede nell'area ex Miac.
“Al momento è tutto tranquillo, poi ovviamente monitoriamo la situazione”, conclude Tardivo.






