"Il riconoscimento premia la straordinaria capacità della vostra società di raccontare la stagione con brillante ironia e tempestiva puntualità. Riteniamo di fondamentale importanza la vostra abilità nel comunicare con credibilità e continuità verso tifosi, sponsor e soci, valorizzando l'identità del club al di là del risultato sportivo".
Con queste motivazioni la Lega Volley Femminile ha annunciato l'assegnazione a Granda Volley del Premio Carlo Gobbi, il riconoscimento riservato al miglior progetto di comunicazione. Un attestato di grande prestigio che certifica il valore del lavoro svolto dal reparto comunicazione biancorosso, giudicato il migliore dell'intera massima lega italiana, considerata la più competitiva e prestigiosa al mondo.
La consegna del Premio Carlo Gobbi è avvenuta mercoledì 30 settembre, in occasione della presentazione ufficiale dei campionati di Lega Volley Femminile, ospitata nel Gran Teatro La Fenice di Venezia, alla presenza dei rappresentanti di tutte le società di Serie A1 e Serie A2.
L'assegnazione del premio rappresenta un importante traguardo per Granda Volley, frutto della sinergia tra società, sponsor, squadra, staff e reparto comunicazione. Un risultato che conferma la capacità del club di sviluppare un'identità forte e riconoscibile, coinvolgendo tifosi, partner e territorio ben oltre il risultato sportivo.
Il riconoscimento testimonia inoltre come la pallavolo femminile cuneese abbia raggiunto un livello di visibilità e autorevolezza sempre più rilevante grazie al lavoro di Granda Volley, fino a ottenere un premio assegnato dalla più importante lega di pallavolo femminile al mondo.
"In questi anni il pubblico della pallavolo femminile è cresciuto tantissimo – afferma Emilio Manini, presidente di Granda Volley – Soprattutto è aumentata la sua visibilità e la sua capacità di comunicare. La pallavolo femminile è il secondo sport più seguito in Italia per coinvolgimento e dimensione, dietro solamente alla Serie A di calcio maschile. Oggi una partita non finisce dentro al palazzetto, ma continua in televisione, sui giornali e soprattutto sui social media. Ciò che vediamo sugli spalti è solo una piccola parte di ciò che un club di Serie A1 riesce a generare, uscendo dai confini della città e raggiungendo migliaia di persone. Noi vogliamo che i nostri sostenitori e Cuneo abbiano un ruolo sempre più importante in questo movimento. Tutto ciò passa anche attraverso la nostra comunicazione, per cui siamo orgogliosi di aver ricevuto questo prestigioso premio da Lega Volley Femminile, a dimostrazione dell'ottimo lavoro che abbiamo svolto. Lavoro che è finalizzato a far risaltare chi sceglie di supportarci, come partner e sponsor, tramite iniziative ad hoc e visibilità su social media e broadcaster TV".
I numeri contenuti nel Report ufficiale della Lega Volley Femminile confermano la crescita del movimento: circa 1,3 milioni di persone seguono con continuità Serie A1 e Serie A2 sui social media, mentre gli spettatori televisivi sui broadcaster ufficiali hanno raggiunto quota 9,6 milioni. Dati che evidenziano l'espansione di un movimento sempre più seguito, capace di coinvolgere un pubblico in costante aumento, creando ottime possibilità di investimento e sponsorizzazione grazie alla visibilità della Serie A1.
"Il primo passo è stato dare un marchio chiaro alla nostra identità – ha dichiarato Andrea Convertini, Marketing Manager di Granda Volley – Abbiamo preso consapevolezza di chi siamo e di conseguenza di cosa possiamo fare lato comunicazione. Ci siamo dati questa nuova identità per colpire meglio il pubblico, seguendo questa visione. Una visione che ci porta a valorizzare la linea ironica, senza mai tralasciare quella sportiva".
Dopo Numia Vero Volley Milano, Granda Volley è la seconda società a ricevere il prestigioso Premio Carlo Gobbi della Lega Volley Femminile. Un riconoscimento che premia il lavoro, l'impegno e la creatività del reparto comunicazione delle Gatte, confermando il club tra le realtà di riferimento del panorama pallavolistico nazionale anche sotto il profilo della comunicazione.






