Economia - 01 ottobre 2026, 11:58

Sigarette elettroniche, sacchetti di nicotina, tabacco riscaldato: come cambiano le abitudini degli italiani

Il modo in cui gli adulti italiani consumano la nicotina sta cambiando, ma non nella direzione che ci si potrebbe aspettare a un primo sguardo.

Sigarette elettroniche, sacchetti di nicotina, tabacco riscaldato: come cambiano le abitudini degli italiani

È vero che le sigarette tradizionali stanno perdendo terreno, ma questo non significa che il consumo di nicotina nel suo complesso stia diminuendo allo stesso ritmo. Una parte consistente di chi abbandona il fumo classico, infatti, si sposta verso altri prodotti - sigarette elettroniche, tabacco riscaldato, sacchetti di nicotina - anziché smettere del tutto: è dunque un fenomeno di sostituzione, più che di abbandono. Vediamo allora cosa dicono i dati e quali sono, oggi, le alternative disponibili sul mercato italiano.

Cosa dicono i dati italiani

Secondo i dati del sistema di sorveglianza Passi dell'Istituto Superiore di Sanità, presentati in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2026, tra il 2008 e il 2025 il consumo esclusivo di sigarette tradizionali nella fascia 18-69 anni è sceso dal 30% al 18%. Considerando però anche sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, il calo complessivo dei consumatori di nicotina risulta molto più contenuto: dal 30% al 27%. Inoltre, è interessante sottolineare che il fenomeno della sostituzione riguarda in particolare alcune fasce della popolazione.

Tra le donne, il consumo esclusivo di sigarette tradizionali è calato dal 25% al 15%, ma la quota complessiva di chi utilizza un qualsiasi prodotto contenente nicotina è scesa solo dal 25% al 23%. Un andamento simile si osserva tra i giovani adulti: nella fascia 18-24 anni il fumo tradizionale è sceso dal 34% al 14%, mentre il consumo complessivo di nicotina è passato dal 34% al 31%; tra i 25-34enni, dal 37% al 20% per le sigarette classiche, contro un calo dal 37% al 34% se si contano tutti i prodotti nicotinici.

Le alternative disponibili sul mercato

Ma verso cosa si spostano, in concreto, gli ex fumatori di sigarette tradizionali? Accanto a sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, negli ultimi anni si è affacciata sul mercato italiano anche una tipologia di prodotto diversa: i sacchetti di nicotina, bustine posizionate sotto il labbro superiore che rilasciano la sostanza direttamente in bocca. Come specifica la scheda informativa curata da European Respiratory Society (ERS) ed European Lung Foundation (ELF), questi prodotti non contengono tabacco, ma nicotina in polvere, aromi e altri eccipienti. Al momento non sono soggetti alle stesse regole previste per gli altri prodotti del tabacco.

Tra i prodotti di questa categoria che si stanno affermando nel mercato italiano spicca NIU: sviluppato da KIWI Vapor, garantisce il rilascio della nicotina attraverso le mucose orali senza fumo o vapore, con un effetto che può protrarsi fino a un'ora per singola bustina. Come per gli altri nicotine pouches presenti sul mercato, il prodotto è privo di combustione e di aerosol.

Il contesto scientifico

Attorno a questa categoria di prodotti esiste, a livello internazionale, un dibattito scientifico noto come "riduzione del danno da tabacco”. Si tratta di un approccio, descritto dalla scheda ERS/ELF citata sopra, che punta a ridurre l'esposizione a sostanze tossiche per chi non riesce (o non riesce ancora) a smettere del tutto di fumare. Non è un tema privo di controversie: la stessa fonte segnala come alcuni esperti lo considerino una strategia utile, mentre altri contestino l'opportunità di indicare come preferibili prodotti che restano comunque dannosi, seppur in misura ridotta.

Un punto su cui le fonti sanitarie internazionali concordano è che nessun prodotto a base di nicotina, comprese le sigarette elettroniche, è privo di rischi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, come riportano ERS ed ELF, sostiene che tutte le forme di consumo di nicotina e tabacco comportano un certo grado di danno per la salute; e per molti prodotti relativamente recenti - incluse le sigarette elettroniche, introdotte nei primi anni Duemila - non esistono ancora dati sufficienti sugli effetti a lungo termine (proprio perché il tempo di osservazione disponibile è ancora limitato).

L'importanza di un approccio informato

Va ribadito che nessuna delle alternative descritte in questo articolo va intesa come un'incentivazione al consumo di nicotina. Quest'ultima resta una sostanza che genera dipendenza, indipendentemente dalla forma in cui viene assunta, e il suo consumo da parte di minori è vietato per legge in tutte le sue declinazioni.

L'obiettivo di un'informazione corretta è dunque quello di offrire agli adulti già consumatori un quadro aggiornato delle opzioni disponibili sul mercato, lasciando a ciascuno - se necessario in consultazione con il proprio medico di base - la valutazione più adeguata rispetto alla propria situazione personale.







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I.P.

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