È andato in scena un altro tassello della battaglia per la liberalizzazione della cannabis da parte dei Radicali Italiani. Il cuneese Filippo Blengino, segretario del partito, è stato prosciolto dall'accusa di guida in stato alterato. Il fatto risale all'inizio del 2025, quando per un azione di disobbedienza civile Blengino si era messo alla guida due giorni dopo aver fumato marijuana, per dimostrare contro la riforma del codice della strada voluto dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
"Oggi la Giudice Giulia Malaponte del Tribunale di Roma ha disposto il non luogo a procedere nei miei confronti per la disobbedienza civile di inizio 2025 - ha dichiarato Blengino - quando mi misi alla guida a due giorni di distanza dal consumo di cannabis. L'obiettivo era chiaro: portare la nuova norma alla Corte costituzionale. E alla Consulta la norma è arrivata".
"Ma la sentenza che ne è seguita non ha sciolto i dubbi che rendono ancora oggi questa norma estremamente pericolosa - ha continuato -. La mia vicenda dimostra il paradosso prodotto dalla riforma Salvini: nessuno sa stabilire con criteri scientifici certi quando una persona sia effettivamente sotto l'effetto di stupefacenti al momento della guida. Il mio processo finisce qui, ma questo non luogo a procedere conferma il problema: una norma che pretende di punire senza riuscire a stabilire con certezza se la persona al volante sia in stato di alterazione psicofisica è inapplicabile e, pertanto, pericolosa".





