Agricoltura - 02 ottobre 2026, 10:13

Cia Cuneo applaude il primato del Roero, Varrone: "L'Arneis di Monchiero Carbone dà lustro a tutto il vino della Granda"

Il direttore provinciale commenta il primo titolo di miglior bianco d'Italia assegnato a un vino piemontese: la Riserva Renesio Incisa di Monchiero Carbone

Cia Cuneo applaude il primato del Roero, Varrone: "L'Arneis di Monchiero Carbone dà lustro a tutto il vino della Granda"

Mentre in queste settimane nelle Langhe e nel Roero si vendemmiano i vini rossi più prestigiosi d'Italia, arriva un riconoscimento che segna una svolta per l'enologia piemontese, grazie al Roero Arneis Riserva Renesio Incisa 2020 della Cantina Monchiero Carbone di Canale d'Alba, proclamato Miglior Vino Bianco d'Italia nella Guida Vini d'Italia 2026 del Gambero Rosso.

È la prima volta che un vino bianco piemontese conquista questo titolo, un risultato che porta alla ribalta le potenzialità di un vitigno autoctono e la crescita qualitativa dell'intero territorio.

«È un premio che appartiene a tutto il territorio, non soltanto a noi – commenta Francesco Monchiero, titolare e winemaker della Cantina Monchiero Carbone –. Abbiamo sempre creduto nelle potenzialità dell'Arneis e lavorato per valorizzarne la complessità e la longevità, dimostrando che può esprimere caratteristiche di assoluto livello anche attraverso un lungo percorso di affinamento».

Il Renesio Incisa rappresenta il vertice di oltre trent'anni di ricerca e sperimentazione dell'azienda, fondata nel 1990 e oggi condotta da Francesco Monchiero, quarta generazione di una famiglia con una tradizione vitivinicola che risale al 1918.

La Riserva nasce dallo storico cru Renesio Incisa, a Canale, e interpreta l'Arneis con uno stile che punta su eleganza, struttura e freschezza. L'annata 2020, affinata in acciaio, legno e terracotta e successivamente lasciata riposare quattro anni in bottiglia, esprime una personalità complessa e una notevole capacità evolutiva.

«L'ispirazione per questa interpretazione è arrivata anche dal confronto con il Pinot Bianco – spiega Monchiero –. Ho trovato molte caratteristiche comuni con il nostro Arneis e ho voluto esplorare le possibilità di un vino bianco sostenuto da una struttura e da una complessità che, nelle annate più favorevoli, gli consentono di confrontarsi con le grandi espressioni internazionali».

Il riconoscimento del Gambero Rosso coincide con un altro importante traguardo per la cantina: il ventesimo Tre Bicchieri e la conquista della seconda stella, attestazione della continuità qualitativa raggiunta in vent'anni di produzione. Un risultato che premia il lavoro di un'azienda a conduzione familiare, capace di investire sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e su una gestione sostenibile dei vigneti e dei processi produttivi.

«Ci complimentiamo con Francesco Monchiero e con tutta la sua squadra per questo risultato – dichiara Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo –, che dà lustro al Roero e all'intero comparto vitivinicolo della provincia di Cuneo. Le nostre cantine esprimono un livello enologico altissimo e sono conosciute in tutto il mondo grazie alla professionalità dei vitivinicoltori, che hanno saputo affermarsi a tutti i livelli, investendo sulla qualità, sulla ricerca e sull'identità delle produzioni».

«Questo premio dimostra anche quanto sia importante continuare a credere nelle caratteristiche dei nostri territori e dei vitigni autoctoni – prosegue Varrone –. Il successo di un'azienda diventa un risultato collettivo quando contribuisce a rafforzare la reputazione di un'intera area produttiva, creando valore per le imprese agricole e per tutte le realtà legate alla filiera».

La Cantina Monchiero Carbone, con 35 ettari di vigneti sulle colline di Canale, Vezza d'Alba e Priocca, è una delle realtà più rappresentative del Roero. La sua produzione, incentrata soprattutto su Arneis, Nebbiolo e Barbera, si fonda sulla valorizzazione delle varietà locali e su un percorso di crescita qualitativa che guarda con estrema attenzione alla sostenibilità ambientale, raggiungendo i vertici dell'enologia nazionale e internazionale.

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