Attualità - 02 ottobre 2026, 09:39

Cuneo, Villa Invernizzi dimenticata: anni di attesa e ora anche una discarica a cielo aperto

L'edificio, tutelato come bene culturale, resta da anni in un limbo tra proprietà, vincoli e burocrazia. Intanto i residenti denunciano degrado, rifiuti abbandonati e comportamenti incivili

I sacchi della spazzatura abbandonati di fronte a Villa Invernizzi

I sacchi della spazzatura abbandonati di fronte a Villa Invernizzi

Mentre Villa Invernizzi attende da anni di conoscere il proprio destino, il degrado sembra aver già trovato casa. L’erba cresce, la staccionata lentamente si sgretola e, a quanto segnalano alcuni residenti, qualcuno avrebbe deciso di trasformare il prato adiacente alla villa in una sorta di discarica personale.

La fotografia che accompagna questa segnalazione, scattata da un abitante di un palazzo di via Ettore Rosa che si affaccia sull’area, mostra numerosi sacchi neri della spazzatura, colmi e abbandonati in bella vista. Un’immagine che riaccende i riflettori su una vicenda che da anni anima il dibattito politico cittadino e che, nonostante interpellanze e discussioni in Consiglio comunale, sembra ancora lontana da una soluzione.

Il destino di Villa Invernizzi è del resto una storia complicata. Prima che entrasse in gioco l’interesse della Soprintendenza, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’era anche l’ipotesi di abbattere la villa e collegare i due estremi di via Arnaud. Poi le vicissitudini legate all’ex area F5 hanno cambiato lo scenario. Stabilito il valore culturale dell’edificio e la sua conseguente tutela, l’ipotesi di demolizione è tramontata.

A quel punto, la soluzione più naturale sarebbe sembrata quella di recuperare la villa, sistemare l’area e individuare una funzione capace di restituirla alla città. Ma gli anni sono passati e Villa Invernizzi è rimasta in una sorta di limbo, tra questioni burocratiche, proprietà non completamente definite e competenze che si intrecciano.

Ufficiosamente l’area è riconducibile al Comune, ma non tutta la superficie risulta di proprietà dell’ente: una piccola porzione rimane infatti nella disponibilità di un privato. Alla già complessa macchina burocratica si aggiunge quindi anche la necessità di fare i conti con una situazione proprietaria frammentata. Il risultato, agli occhi dei cittadini, è uno stallo che dura da anni.

E nel frattempo il degrado avanza. "Non è una novità – raccontano alcuni abitanti – questa zona è diventata un monnezzaio. Lattine e bottigliette vengono appoggiate sui gradini durante la notte, c’è chi orina contro la staccionata e ora anche la discarica a cielo aperto".

Una situazione che, secondo i residenti, non riguarda dunque soltanto i sacchi fotografati in questi giorni, ma un problema più ampio di incuria e comportamenti incivili che si protrarrebbe nel tempo.

C’è anche un’ironia amara nelle parole di chi vive affacciato sull’area: "E meno male che Villa Invernizzi è un bene culturale".

Un bene culturale, dunque, ma che al momento appare soprattutto come un luogo sospeso. Protetto sulla carta, ma ancora in attesa di essere concretamente recuperato e restituito alla città.

Cesare Mandrile

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